BannerAmazonVeronain615x60

turismo accessibile

Organizzato da Yeah e condotto da Valentina Bazzani, l’incontro ha reso evidente che puntare all’accessibilità per chi visita Verona non significa solo garantire parità di diritti, ma anche migliorare la vita di tutti e l’economia della città.

Venerdì 27 ottobre al convegno Il Turismo Accessibile Veronese: Modelli di Sviluppo si sono confrontati amministratori, esperti, imprenditori e associazioni per fare il punto sulle possibilità di realizzare un turismo accessibile a Verona, migliorando e allargando le opportunità già esistenti per i turisti con difficoltà motorie o cognitive.

Francesca Briani, assessore al turismo, ha ammesso che c’è ancora molto da fare ma ha sostenuto che l’amministrazione è partita col piede giusto aprendo il tavolo per l’elaborazione del PEBA (Piano Eliminazione Barriere Architettoniche) e conferendo un incarico ad hoc all’assessore Ilaria Segala.
Marco Lucchini, presidente di Federalberghi Garda Veneto, e Giulio Cavara, presidente degli albergatori di Verona e Provincia per Confcommercio, hanno assicurato che il settore si sta già muovendo per migliorare l’accoglienza delle persone con problemi, non ignorando le difficoltà realizzative per le numerose piccole imprese familiari che gestiscono strutture, specialmente nella zona del lago. L’empatia verso gli ospiti è un obiettivo da perseguire.
Silvia Nicolis, presidente del Museo Nicolis, sente la responsabilità di garantire accessibilità totale alla struttura che rappresenta e, oltre alle misure tecniche attuabili, avvierà – con la collaborazione di Yeah – un corso di formazione sul turismo accessibile.

La seconda parte dell’incontro ha messo in luce, con gli interventi di esperti, gli interventi possibili e gli straordinari cambiamenti che ne possono derivare per tutti e non solo per le persone in difficoltà.
Vincenzo Zoccano, presidente del Forum Italiano sulla Disabilità, ha preso le mosse dalle linee guida emanate dall’Unione Europea sull’accessibilità in un quadro che valuta in 80 milioni i disabili nell’Unione che, se messi tutti in condizione di soddisfare il loro diritto al turismo, potrebbero contribuire alle economie nazionali con un apporto di miliardi euro.
Ma cogliere questa opportunità significa fare rete tra tutti i soggetti interessati, significa saper progettare per usufruire degli abbondanti stanziamenti europei attualmente scarsamente utilizzati dal nostro Paese.
Rileva come spesso da parte delle amministrazioni locali si lamenti la difficoltà di intervenire per l’eliminazione delle barriere a causa della configurazione dei centri storici e della impossibilità di intervenire sui monumenti. Sostiene che effettivamente ci sono impedimenti insormontabili laddove si andrebbe a snaturare il significato e il valore del bene, ma spesso è anche un alibi: se non c’è danno e se si trova il modo per procurare accessibilità, bisogna farlo.
Riporta infine i risultati di un colloquio intercorso con il CEO di Microsoft che ha assicurato che una equipe sta lavorando per rendere completamente accessibile Windows, dall’utilizzo dei colori alla disposizione dei testi, dai comandi vocali alla navigazione tattile, fino all’interazione in loco e a distanza con i sistemi di domotica.
Per Consuelo Agnesi, architetto e consulente per la progettazione accessibile, bisogna partire dalla convinzione che siamo tutti diversi ma abbiamo gli stessi diritti e pertanto chi ha responsabilità amministrative o progettuali deve trovare il modo di individuare le criticità e risolverle a beneficio di tutti. Fa notare come si creda generalmente che il problema siano solo le barriere architettoniche, e si ignorano altri ostacoli, altrettanto numerosi, creati da segnaletiche errate o equivoche, uso sbagliato dei colori e della grafica, comunicazioni imprecise o assenti. Si tratta di vere e proprie barriere percettive, ostacolo anche per molti normali, che possono essere eliminate orientandosi verso una comunicazione plurisensoriale.
Fabio Lotti, co-fondatore di Yeah, ha messo in evidenza come, in un mondo sempre più digitale, emerga la necessità di rendere sempre più accessibili non solo gli automatismi che possono agevolare la vita dei disabili (ma non solo), ma innanzitutto i mezzi di comunicazione, per cui i siti web dovranno sempre più aprirsi alle tecnologie assistive altrimenti si sottrarranno alla fruizione di un numero sempre maggiore di persone in cerca di sistemi agevolati.
Al riguardo informa che Yeah rilascia una certificazione di accessibilità a quei siti web che lo siano in modo totale (si pensi ai siti di scelta e prenotazione vacanze, trasporti o acquisti) fornendo anche l’assistenza necessaria.

Sono intervenuti infine alcuni operatori per illustrare le forme di accessibilità realizzate. Danilo Santi (Gardaland) con Easy Rider, una guida per gli ospiti con disabilità; Maurizio Mischi (Hotel Montemezzi di Vigasio) con i percorsi esperenziali per gli ospiti nella zona del riso e a Verona; Claudio Cerpelloni (l’Officina dell’Aias) con l’ostello accessibile che aprirà in via Dalla Bona nell’aprile 2018; Mirco Grigolato (Radiotaxi Verona) con i corsi di sensibilizzazione per capire comportamenti e atteggiamenti più idonei.

Ha concluso l’assessore Segala annunciando che, in applicazione del piano per l’eliminazione delle barriere, si inizierà dal centro città. Peccato, perché in coerenza con l’attenzione ai quartieri proclamata da questa amministrazione in campagna elettorale, nulla impedisce di agire da subito (ovviamente con gradualità) anche nelle periferie dove da anni c’è gente che se esce di casa deve affrontare pericolosi percorsi di guerra. Peccato, perché si fa capire che per l’amministrazione il turismo a Verona resta concentrato nel centro storico, dimenticando che puntare a rendere più accessibili anche altre aree porterebbe vantaggi alla città e di vivibilità a chi vi abita: i borghi di Avesa e Quinzano, i fossi di Montorio, i sentieri collinari della città, le Torricelle, i mercati rionali, le rive dell’Adige, i percorsi ciclabili…

Gianni Falcone

 

Gianni Falcone

L'autore: Gianni Falcone

Gianni Falcone, irpino trapiantato a Verona da oltre quarant’anni si diverte ad avvicinarsi alle cose con uno sguardo diverso e una matita, ricavandone vignette. Gli riesce meglio miscelare le due culture che lo attraversano esportando al sud Peara’ e Bardolino in cambio di Sopressate, Caciocavalli e Taurasi.
giannifalcone.vr@gmail.com

commenti (0)

Il tuo indirizzo mail non verrà pubblicato

Puoi usare questi tag HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>