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Preoccupazione degli abitanti del quartiere per il progetto che interessa l’ex Area Bam, 46 mila metri cubi di edificazioni previste con altezze dei palazzi fino a 10 piani, 2 mila metri quadri di commerciale.

È stata interessante e soprattutto molto partecipata l’assemblea pubblica intitolata Colata di cemento su Ponte Crencano tenutasi lunedì 16 ottobre presso la Chiesa di Santa Maria Ausiliatrice. L’incontro, organizzato dal neonato comitato Associazione Salute Maria Ausiliatrice ed a cui hanno partecipato in veste di relatori Alberto Sperotto e Michele Bertucco della lista Verona in Comune, è stata l’occasione per spiegare nei dettagli al pubblico la cronistoria e le criticità del progetto costruttivo previsto nell’ex Area Bam affacciante su via Mameli.

La presentazione ha messo in  luce le metrature eccessive di un progetto che prevede la realizzazione di quattro torri di 10 piani per un totale di 46.000 m2 di cui 2.500 di sola superficie commerciale e che comporta un aumento abitativo nell’area di circa 600 persone. A preoccupare la comunità sono sia le volumetrie di una costruzione che per altezza e dimensioni si stacca rispetto agli altri edifici del quartiere sia l’inevitabile stress che causerà all’intero sistema viabilistico dell’area in una zona con altri attrattori di traffico come scuole ed ospedali.

D’altra parte il progetto non sembra assolutamente tenere conto dei problemi che si verrebbero a creare nelle vie circostanti e della criticità prospettica che potrebbe venire dal cambiamento di circolazione in via Mameli a causa del tracciato del futuro filobus.
La stessa approvazione del progetto da parte della giunta Tosi nella sua ultima seduta prima delle elezioni sulla sola base del progetto preliminare e senza un piano del traffico approvato dall’ufficio competente lascia molti dubbi sui criteri valutativi applicati.

Su queste e sulle altre problematiche ambientali collegate si sono confrontati i cittadini ed i rappresentanti Bertucco e Sperotto per capire come mitigare l’impatto dell’opera nella circoscrizione e come poter fare pressione sul Comune per rivedere i termini della convenzione con il Gruppo Italiano Costruzioni, committente dell’opera, in modo da renderla più sostenibile.
La preoccupazione dei residenti sul peggioramento della qualità della vita e soprattutto dell’aria nel quartiere è inoltre accresciuta dalla generale mancanza di un progetto organico urbanistico di riqualificazione con compensazioni in verde pubblico ed in aree protette di fronte all’aumento degli abitanti previsto.

Il Piano degli Interventi ha semplicemente avallato le proposte degli investitori privati che per la circoscrizione prevedono numerosi altri sviluppi immobiliari, tra i quali il nuovo complesso edilizio in via Agno, l’espansione di un’area esistente a Quinzano ed altri insediamenti commerciali in via Preare.

I disagi causati dalla sola inaugurazione due sabati fa di un negozio di scampoli lascia presagire le criticità di traffico future in tutta la zona.
Un’altra richiesta sollevata durante l’assemblea è stata quella di utilizzare la compensazione monetaria di circa 223.000 euro richiesta al committente all’interno della stessa circoscrizione per opere di pubblica utilità, tema sul quale la neo-presidentessa di circoscrizione Elisa dalla Pezze ha garantito il massimo impegno. L’assemblea si è sciolta con una raccolta firme e con l’auspicio di far nascere un nuovo comitato di quartiere allo scopo di avviare una partecipazione attiva della cittadinanza nelle scelte future sulla vita del quartiere.

Come avvenuto in diverse realtà della città, anche a Ponte Crencano saranno probabilmente gli abitanti del quartiere a dover difendere le proprie istanze ed a far rivedere scelte urbanistiche per lo meno opinabili all’amministrazione comunale senza attendere il supporto di partiti politici che, al netto di alcune eccezioni, per debolezza, incapacità o conflitto d’interessi sono spesso titubanti nella tutela degli interessi della cittadinanza.

Martino Franceschi

Martino Franceschi

L'autore: Martino Franceschi

Martino Franceschi nasce nel 1972 a Valdagno (Vicenza). Dopo la maturità classica, nel 1988, si laurea in Economia e Commercio e, dopo diverse e disparate esperienze professionali si trasferisce definitivamente a Verona dove lavora come Export Area Manager di una nota azienda nel settore dei marmi. Praticante di sport (mtb, nuoto, sci, montagna), di buone letture e cinema, per tradizione familiare e per formazione culturale si interessa ai temi politici-economici. martino.franceschi@teletu.it

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