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Arriva la brutta stagione e anche  Verona torna ad acuirsi il problema dell’inquinamento atmosferico. Problema endemico, che necessita di politiche ambientali e urbanistiche ad ampio respiro e a lungo termine. Progettualità è la parola chiave, difficile riscontrarla nelle misure messe in atto dall’amministrazione.

“Nella lotta allo smog ora si fa sul serio” esordiva l’articolo dell’Arena del 6 ottobre  nel quale si annunciavano, da parte dell’Amministrazione comunale, le nuove “severe” misure contro l’inquinamento dell’aria. Per contrastare la piaga oramai radicata dello smog invernale, come tutti gli anni,  vengono annunciati i soliti  provvedimenti di riduzione  del traffico se si verificano i superamenti dei limiti di legge per oltre 10 giorni consecutivi. Le severe misure consistono nel divieto di circolazione alle auto  euro 3. Provvedimenti che in sostanza spingono a cambiare l’auto e quindi in breve tempo a ritrovarci con lo stesso numero, se non superiore, di auto circolanti lasciando il problema praticamente irrisolto.

L’idea che circola spesso sulla stampa è che Verona è inquinata perché d’inverno non circola l’aria e piove poco. Certamente queste sono delle aggravanti, ma sono fenomeni noti che esistono da sempre. La verità è che  l’aria è inquinata perché si è fatta una politica che non ha mai voluto e saputo programmare seriamente lo sviluppo urbanistico. Diversi fattori contribuiscono all’inquinamento dell’aria a Verona. Ad esempio a poco più di un chilometro da piazza Brà sono non solo tollerate ma anche favorite  le Acciaierie di Verona di Lungadige Galtarossa le quali, oltre che per l’emissione di polveri,  costituiscono un serio problema viabilistico con il movimento di migliaia di Tir all’anno. Poi  il trasporto pubblico, che dovrebbe essere il principale mezzo di locomozione urbano, è inefficiente e resta pesantemente in subordine al trasporto privato. Inoltre, sventrando le  piazze per fare parcheggi si sono incentivate  le automobili ad entrare fino in centro storico per cui ora l’Amministrazione non ha la forza di proporre nuove ZTL o allargare quelle esistenti. Perfino a ridosso di Piazza Brà per favorire la velocità delle auto sono state tolte  le strisce pedonali, usate da migliaia di persone. Tutti problemi che nella periferia già invivibile si moltiplicano: si continua ad attrarre traffico con centri commerciali tanto che, come è successo a Parona, perfino l’apertura di un  negozio qualsiasi manda in corto circuito  la viabilità. Infine, ma non ultime, le piste ciclabili, poche, frammentarie e mal concepite, non portano verso i luoghi di lavoro, la ZAI, gli uffici, le scuole.

In sostanza le priorità viabilistiche che  sono state perseguite a Verona negli ultimi 10 anni  sono state: la costruzione di nuove strade, i parcheggi in centro, e gli espedienti per velocizzare il traffico. Tutti incentivi per usare l’auto sempre di più. Una politica che è esattamente il contrario di quello che stanno facendo le più evolute città europee come Barcellona, Parigi, Friburgo, Amsterdam, Vienna, Bilbao, ma anche la vicina Bolzano dove la mobilità ciclabile è arrivata al 30% . Città che hanno capito che l’unico sistema per ridurre l’inquinamento e rendere le città più sicure è dissuadere i cittadini dall’usare l’automobile.

Sembra che quest’ultimo obiettivo sia ora una delle priorità della  revisione urbanistica che sta facendo la nuova Amministrazione comunale, ma è ancora presto per dire se, come e in che misura potrà in prospettiva portare dei benefici. Intanto secondo il rapporto  dell’Agenzia europea dell’ambiente l’Italia è al primo posto a livello europeo per morti precoci dovute all’inquinamento atmosferico con  84.400 decessi annui e secondo uno studio, che ha messo insieme i dati di 21 città europee, Verona è la seconda città per presenza di inquinanti, soprattutto per le pericolose polveri super sottili (Corriere del Veneto 02.12.15).Tutto ciò costituisce un costo umano, sociale ed economico enorme che dovrebbe indurre ad attuare senza perdere tempo ben altri provvedimenti che non vietare la circolazione ai mezzi euro 3.

Alberto Ballestriero
VeronaPolis

Alberto Ballestriero

L'autore: Alberto Ballestriero

Alberto Ballestriero. La campagna e il paesaggio sono una presenza costante nella sua vita. Ha lavorato come funzionario nella gestione di canali e opere agrarie presso uno dei più importanti Consorzi di Bonifica del Veneto. Dopo la qualifica nel settore del verde progetta parchi e giardini, alcuni dei quali pubblicati. E’ socio dell’AIAPP (Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio). Per diversi anni è stato responsabile del settore verde urbano della sezione veronese di Italia Nostra. Ha pubblicato il libro “Confini Connessioni Scenari – divagazioni di un giardiniere sul paesaggio” E’ socio fondatore dell’Osservatorio territoriale Verona Polis. ballestriero@gmail.com

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