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L'AIA a Nogarole Rocca (Verona)
L’AIA a Nogarole Rocca (Verona)

Come mettere insieme una realtà fortemente eterogenea dove il lavoro è gravoso? Giovedì 12 ottobre il sociologo Vladimiro Soli presenta una ricerca iniziata 5 anni fa tra i lavoratori dell’Azienda veronese.

Quali sono i tratti dell’azione sindacale in rapporto alla gestione aziendale in un gruppo complesso come Aia? E quali le leve per promuovere coesione ed unità all’interno di un universo lavorativo che vede una forte presenza di lavoratori immigrati di tutte le etnie, di donne addette a mansioni gravose e ripetitive e di un’alta quota di avventizi? Come accomunare aspettative e interessi in un ambiente così eterogeneo per culture ed atteggiamenti verso il lavoro? A queste e ad altre domande tenta di rispondere una ricerca promossa dall’Ires Cgil e dalla Flai del Veneto e curata dal sociologo Vladimiro Soli (Lavorare in Aia, edizioni Ca’ Foscari) condotta sulla base di questionari raccolti tra i 5.700 lavoratori occupati nei 6 stabilimenti veneti del gruppo, oltre che su interviste ad operatori e delegati sindacali.

Il lavoro, durato cinque anni, sarà presentato giovedì 12 ottobre in un convegno a Verona, nella sede dell’Ater (Piazza Pozza, 1/C) alle 13. Oltre al prof. Valdimiro Soli, interverranno Andrea Gambillara (Flai Veneto), Ludovica Cuccato (Aia, risorse umane), Anna Carreri (Università di Verona) Christian Ferrari (Cgil Veneto), Stefano Facci (Flai Verona), Andrea Lucia (delegato Aia), Ivana Galli (Flai nazionale).

Il gruppo Aia, con 7.700 dipendenti, è leader in Italia per la trasformazione e distribuzione di prodotti a base di carne. Ha sede principale a San Martino Buonalbergo (Verona) e, in Veneto, conta altri stabilimenti a Zevio, Nogarole Rocca, Villaganzerla, San Giorgio in Bosco, Vazzola.

Soprattutto nelle attività di macellazione, le lavorazioni sono particolarmente gravose e ripetitive e vengono svolte in maniera crescente da manodopera immigrata, passata in 10 anni da 1.000 a più di 2.000 addetti. La contrattazione, oltre che nazionale, si esercita a livello di gruppo ed è in particolare a questo piano che guarda la ricerca, partita evidenziando due rischi: che i vari gruppi sociali presenti in azienda anziché fondersi si chiudano in sé stessi e che l’azione sindacale non venga percepita nella sua efficacia a fronte di un lavoro faticoso e senza prospettive di carriera. Di qui l’individuazione di una serie di tematiche utili non solo per l’iniziativa del sindacato ma per la stessa azienda, e un’analisi che non vale solo per Aia ma per le tante realtà del settore agroalimentare connotate da problematiche analoghe

L'autore: Redazione2

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