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Occorre riportare la pianificazione territoriale ad una visione d’insieme più seria e lungimirante rispetto alle scelte della precedente amministrazione di lasciare agli operatori privati le decisioni di come usare il territorio.

La nuova amministrazione comunale ha iniziato a valutare le scelte urbanistiche, o meglio, le non scelte, approvate dal sindaco Flavio Tosi. Mi pare di capire che si stia tentando, missione ammirevole ma assai difficile, di evitare, o quanto meno limitare, le gravi conseguenze all’equilibrio territoriale, alla viabilità ed alla salute ambientale che la realizzazione di tutti i progetti tosiani, potrebbe arrecare alla città. L’annullamento della pubblica utilità relativa al project financing dell’ex Arsenale, nonostante il “terrorismo” attuato dai tosiani e da Italiana Costruzioni, la società che avrebbe dovuto recuperare e quindi gestire gli spazi del complesso asburgico, è stato un buon inizio. Ora, si sta analizzando e tentando di ridurre la bulimia assurda ed ingiustificata dei centri commerciali di matrice tosiana. Come ha sostenuto il sindaco Federico Sboarina, attualmente in Zai si è realizzato solo il 10% dei progetti di impianti commerciali, terziari e direzionali approvati; non è difficile immaginare cosa sarà di quella zona se tutti venissero costruiti.  Personalmente non ho mai capito quale logica abbia ispirato le scelte urbanistiche dell’ex sindaco Tosi; certamente non la logica di una pianificazione urbanistica equilibrata;  non quella di un incremento delle attività produttive e dei posti di lavoro, troppi centri commerciali provocano cannibalismo tra loro e la chiusura dei negozi di quartiere; e neppure quella della realizzazione da parte dei privati delle cosiddette opere compensative, perché i costi per cercare di rimediare ai problemi relativi all’aumento del traffico e dell’inquinamento sarebbero certamente superiori al valore degli interventi dei privati.

Mi auguro che l’assessore Ilaria Segala riesca nel suo intento di riportare la pianificazione territoriale ad una visione d’insieme più seria e lungimirante rispetto alle scelte tosiane di lasciare agli operatori privati che hanno capitale da investire le decisioni di come usare il territorio. Non so quanto e come si possa, almeno in parte, rimediare al caos tosiano, ma dalle superfici previste dal Piano degli Interventi dovrebbero essere eliminati circa 111.000 mq. Alcuni esempi di quali progetti andrebbero rivisti: i circa 38.000 mq commerciali, terziari, turistici, ricettivi e congressuali previsti all’ex Manifattura Tabacchi; i circa 13.000 mq commerciali previsti agli ex Magazzini Frigoriferi. Da riesaminare il progetto alle ex cartiere Verona, con una previsione di circa 20.000 mq di commerciale, e circa 30.000 mq di direzionale. Andrebbero ridiscussi con la Regione i progetti PAQE (Piano di Area Quadrante Europa), che prevedono migliaia di mq di attività relative al direzionale, al commerciale, al ricettivo e al residenziale; alcuni tra questi: il nuovo centro Esselunga all’ex Tiberghien in Borgo Venezia con circa 15.000 metri di commerciale e 6.000 di terziario; L’Agorà della Croce Bianca; l’Ecocittà del Crocione sulla strada Verona-Peschiera; Le Porte della Città al Nassar di Parona; l’Ecoborgo di Mezzacampagna (seminario di San Massimo);  La nuova Contina a Verona Sud e l’Ex Scalo merci della ferrovia, dove non si prevede certo un parco urbano.

Inoltre, andrebbero bloccati: il centro commerciale La Cercola a Verona est con 24.500 mq destinati per le attività commerciali, 20.000 mq ad uso residenziale e circa 7.900 mq per il terziario. Assurda l’ipotizzata  scelta di localizzare i 120.000 mq dell’Ikea alla Marangona, in fondo alla ZAI. Andrebbe invece stimolato il recupero dei circa 10.000 appartamenti sfitti nel comune di Verona.

Non rimane che sperare che gli sforzi dell’assessore riescano a portare qualche buon risultato.

Giorgio Massignan
VeronaPolis

Giorgio Massignan

L'autore: Giorgio Massignan

Giorgio Massignan, nato il 21 maggio 1952 a Verona. Residente a Verona, laureato in architettura e urbanistica presso lo IUAV di Venezia nel 1977. Autore di studi sulla pianificazione territoriale in Italia e in altri paesi europei ed extraeuropei. Autore di quattro romanzi a tema ambientale e di un libro sui meccanismi di gestione del territorio a Verona dal 1948 ad oggi. Già presidente della sezione veronese di Italia Nostra, già segretario regionale del Consiglio regionale di Italia Nostra, attuale delegato regionale alla commissione nazionale di pianificazione di Italia Nostra. Già assessore alla pianificazione del Comune di Verona negli anni 1992-93. Già presidente dell'Ordine degli Architetti di Verona. Attuale responsabile dell'osservatorio territoriale VeronaPolis. giorgio.massignan@massignan.com

Commenti (2)

  • Claudio Veronesi
    Claudio Veronesi Rispondi

    Giorni fa sul girnale l’Arena il Sindaco Sboarina, incontrando la giunta della Confcommercio, parlò di grandi temi come mobilità, traforo, Fondazione Arena e di Verona Sud, sommersa da centri commerciali e attrattori di traffico. Si riconosce nelle sue parole, per fortuna, una “certa” attenzione nel cercare di sollevare e risolvere alcune situazioni. Credo che il lavoro sia enorme e di notevole difficoltà. Trovarsi a rimediare edificazioni irragionevoli posizionate senza alcuna visione visione di città e peggio ancora senza alcuna programmazione penso sia un compito difficile, ma caspita quanto è necessario ed urgente. Caro Giorgio, anch’io mi unisco a questa tua preoccupazione nella speranza che il nuovo PUMS tenga in considerazione i reali problemi della città di Verona e soprattutto abbia la lungimiranza di avere una visione d’insieme di città, un’idea portante che possa prima rimediare ma poi qualificarla (anche nei quartieri).
    Io sono rimasto basito quando ad esempio si riporta che oggi Verona Sud è solo il 10% di quanto dovrà nascere.
    Mi sono chiesto: ho capito bene? Oggi è solo il 10%? Ma se è impossibile muoversi, se si muore di traffico e smog, se la viabilità sopporta neppure la metà delle auto circolanti e se poi anche il comandante dei vigili di Verona chiede ai cittadini residenti di rimanere lontani dalle abitazioni o di non uscire in certi orari durante il periodo di fiera … Ma dico, dove siamo? Ci prendono anche in giro? Mi domando quale mente diabolica abbia mai pensato e creato un piano di non-sviluppo territoriale così dissestato, tale da decretare la fine di interi quartieri… Non voglio in questa sede parlare del perchè, ma è possibile che l’interesse economico di poche famiglie (forse è corretto dire di pochi gruppi internazionali che non risiedono neppure a VR) possa far morire intere zone della città?

    Cara nuova amministrazione, fermate il cemento che avanza, salvate il suolo pubblico e restituite “bellezza” alla nostra città, spazi sociali e soprattutto dignità e salute alle persone che vi abitano.

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