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Intervista con l’autore di Scusa se ti chiamo Stronzo, libro che parla del rapporto uomo – donna  presentato mercoledì 11 ottobre alla Feltrinelli di Verona.

Mirko Spelta, scrittore milanese è in libreria con la sua ultima fatica Scusa se ti chiamo stronzo (Piemme). Quanti stronzi avete conosciuto nella vostra vita? Tanti quanti i fili d’erba nei prati, no? “Tutti io li trovo” è la frase tipica che lo conferma: statisticamente i maschi stronzi sono molti di più di quelli “buoni”. Vero? Falso! O meglio tutte e due le cose. Il libro, uno dei più divertenti del momento, sarà presentato alla Feltrinelli di via 4 Spade a Verona, mercoledì 11 ottobre alle 18.30. In attesa che possiate incontrare l’uomo che “conosce la verità sugli uomini”,  lo abbiamo intervistato.

– Un libro per parlare di rapporti tra uomo e donna o meglio della difficoltà di comunicazione tra uomo e donna. Da dove nasce lo spunto per “Scusa se ti chiamo stronzo”?… a proposito, bel titolo!

«Grazie, il titolo è stato un parto gemellare, ma volevo fosse qualcosa di grande impatto, che facesse sorridere, attirasse l’attenzione e in poche parole parlasse degli uomini e di come spesso ci vede il mondo femminile, con la dovuta ironia».

– Tu sostieni che alla base difficoltà di comunicazione ci sia una mancata comprensione. In quale percentuale l’uomo non comprende la donna e viceversa?

«Le donne ci capiscono molto meglio di quanto non facciamo noi. Sono dotate naturalmente di una intelligenza emotiva inarrivabile per un uomo, e soprattutto decodificano il linguaggio non parlato in modo eccellente; è un secondo modo di comunicare che interpretano ad una velocità incredibile; noi molto meno. Tuttavia spesso le intuizioni, pur giuste, vengono confuse in mezzo ad una selva di possibili significati alternativi, di dubbi, di “cosa avrà voluto dire” che alla fine offuscano l’intuizione originale. Il senso del libro è proprio quello di mettere nero su bianco come sono fatti, cosa pensano o quantomeno come verosimilmente vivono davvero gli uomini le relazioni sentimentali».

– Potremmo dire che il tuo nuovo libro sia una sorta di vademecum per le donne, in cui si sfatano frasi fatte e luoghi comuni. Parlacene.

«Quello che cerco di fare è entrare nella testa degli uomini nelle situazioni tipiche della coppia. Cosa gli passa davvero per la testa la prima sera? E la mattina “dopo”? Perché non chiama?, e se lo fa, cosa lo spinge a farlo? Come vive davvero l’idea del matrimonio, della convivenza? Certo, l’amore è fatto di molte variabili che si mischiano, e per capirci meglio ho dovuto giocoforza separarle e affrontarle una alla volta, il che comprende necessariamente un minimo di generalizzazione, ma direi che più di uno spunto vero e verosimile sull’essere maschile e il suo mondo interiore si trova».

– Quale reazione ti aspetti dal pubblico dopo la lettura di “Scusa se ti chiamo stronzo”?

«Devo dire che le reazioni che sto ricevendo, e per le quali non ringrazierò mai abbastanza i lettori e soprattutto le lettrici, vanno ben al di là di ciò che io stesso mi sarei aspettato. Quello che ogni autore si auspica dal proprio libro è un bel passaparola; ma non avrei mai pensato di ricevere così tante fotografie, recensioni, e addirittura aneddoti carinissimi (pensa che una mia lettrice ha girato cinque librerie per far sì che il libro fosse disponibile, e lei ce lo aveva già). Anzi, tengo a dire che gestisco personalmente il mio profilo Facebook, perciò chiunque volesse mandarmi un commento o scrivermi riceverà senz’altro una risposta; la gente che occupa il tempo per te merita grande rispetto».

– Sabato scorso si è tenuta a Verona una iniziativa di Cgil Verona contro la violenza sulle donne a seguito dell’appello di Susanna Camusso “Avete tolto senso alle parole”. Cosa ne pensi?

«Che senza le donne il mondo sarebbe un posto pessimo, e la vita semplicemente non varrebbe la pena di essere vissuta. E’ incredibile che esistano uomini che intendano prevalere con la forza. Semplicemente incredibile. Diceva una grande scrittrice: “la violenza non è mai amore, è solo possesso”».

– Come vedi l’universo femminile nel mondo del lavoro oggi?

«Personalmente sono sempre stato un sostenitore della meritocrazia, senza distinzione di sesso. Ma va detto che ci sono alcuni àmbiti nei quali la sensibilità femminile è un quid pluris del quale non è possibile fare a meno».

– Alla presentazione in Feltrinelli ti presenti con una corte tutta al femminle: 
la copywriter e storyteller Rossana Cavallari, la digital strategist Sonia Milan e la giornalista e scrittrice Elena Gaiardoni. Non saranno troppe?

«Scherzi? Le menti brillanti non sono mai troppe. Elena Gaiardoni è una giornalista e scrittrice fantastica, Sonia Milan è un genio del Web media management e Rossana Cavallari è una donna dotata di una capacità organizzativa fuori dal normale. E poi lasciami dire che abbiamo in mente una presentazione un po’ diversa dal solito, brillante, spiritosa, molto interattiva, in cui vorrei che il pubblico partecipasse il più possibile attivamente, e lo stimoleremo a farlo».

– Cosa ci dici dei tuoi progetti di scrittore?

«Quest’anno succederanno cose…».

Mirko Spelta nato nel 1974, vive e lavora a Milano. Collabora con diversi magazine e riviste, tra cui Bella.it e affaritaliani.it, su cui tiene il blog La nuda verità sui rapporti uomo donna, tema trattato anche in seguitissime trasmissioni radiofoniche di cui è autore e conduttore, tra cui “l’Altra metà del cielo” con Licia Moroni su Kristall Radio Milano.

Cinzia Inguanta

Cinzia Inguanta

L'autore: Cinzia Inguanta

CInzia Inguanta è nata a Firenze nel 1961. Diplomata in Design all’Accademia di Belle Arti Cignaroli. Giornalista e blogger ha diretto Radio Popolare Verona. Attuale direttrice di Verona In, collabora con il mensile Noticum e il trimestrale Totemblueart affrontando i temi dei diritti civili e della promozione sociale della donna. Nel 2011 ha ricevuto la segnalazione della giuria del Premio Letterario Ibiskos per una raccolta di poesie, sempre con una silloge poetica è tra i classificati del premio letterario Opera Uno; a giugno dello stesso anno pubblica Bianca (Bonaccorso editore). Alcune sue poesie sono pubblicate nella sezione Opere Inedite sul blog dedicato alla poesia di Rainews. cinzia.inguanta@email.it

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