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È possibile scoprire l’arte al cinema? Immergersi nei quadri, identificare la composizione dei pigmenti, conoscere le vite degli artisti, girare in lungo e in largo per le sale dei musei più famosi del mondo di fronte alle opere e alle performance più sorprendenti, originali ed emozionanti? Questa la scommessa del progetto La Grande Arte al Cinema che anche quest’anno torna a Verona dal 25 settembre al 13 dicembre al Rivoli con Nexo Digital.

Anche quest’anno Nexo Digital, italianissima casa di produzione audiovisiva, ripropone al pubblico tramite il canale cinematografico una serie di proiezioni dedicate a temi e occasioni legate alla cultura in contesti d’elezione.

Una delle sezioni ha per titolo La Grande Arte e si concentra su personalità o movimenti della storia dell’arte, sondati attraverso un mezzo coinvolgente come il film, nonché inserendosi in contesti come esposizioni di rilievo internazionale, sia per le opere che per la curatela, portandole così vicino a un tipo di pubblico che altrimenti forse non vi accederebbe.

Le proiezioni sono focalizzate solamente in pochissime date, sebbene Nexo Digital dia la possibilità di essere contattata per organizzarne altre a scopo didattico in collaborazione con le scuole.

Il 25 settembre ad aprire questa prima parte di stagione, Hokusai, l’artista giapponese vissuto a cavallo tra Sette e Ottocento, che affascinò enormemente l’arte occidentale, soprattutto gli Impressionsiti, a cui non poterono resistere nemmeno gli olandesi, della cui minuzia e precisione abbiamo innumerevoli testimonianze nei nostri manuali di storia dell’arte.

Nato e inseritosi nel filone della pittura del “mondo fluttuante” a Edo, l’antica Tokyo, Hokusai veniva da una famiglia buddista e di questo spirito animò tutta la sua vita, l’arte compresa.

Ad oggi universalmente celebre grazie alla sua famosissima opera La Grande Onda, fu un produttore molto fervido, sia in termini quantitativi che qualitativi. Il film si focalizza sulla mostra da poco terminata al British Museum, non a caso intitolata Hokusai: beyond the Great Wave, e ripercorre, prima del tour nelle sale espositive, le vicende della vita, piena di successi, ma anche di forti dolori, come la perdita della moglie, la bancarotta a cui lo portò il nipote e l’incendio che distrusse la sua casa e tutto il suo archivio, da cui scappò con la figlia attraverso una finestra, con il pennello in mano.

La storia, o la leggenda, vuole che Hokusai chiedesse durante la preghiera di diventare un grande artista della sua tradizione, tradizione che allo stesso tempo rispettò e innovò, finché un giorno non venne colpito da un fulmine, segno, secondo lo spirito locale, dell’essere eletto allo stato desiderato. Eppure pensò sempre di essere meno bravo di quello che poteva essere e che, come insegnava la cultura giapponese, l’artista migliorasse con il tempo. Il suo obiettivo era di arrivare a cogliere la vera essenza dei suoi soggetti raggiunti i 110 anni e, in quest’ottica, continuò a produrre fino a 90 anni, quando venne a mancare.

La mostra, curata dal responsabile della sezione giapponese del British, Tim Clark, e supportata da un emozionatissimo Roger Keyes, studioso da 50 anni delle stampe di Hokusai, mette in luce e vicine anche opere che prima non si erano potute osservare o non in questo modo. In esposizione anche alcuni manga di Hokusai, che si dedicò a questo tipo di disciplina negli ultimi anni, con risultati straordinari, i quali, pur se diversi dagli odierni, ne contengono le radici, e una serie di stampe, in alcuni casi eccezionali. Ne è un esempio la nota vista del Monte Fuji, la montagna sacra, in rosso, affiancata a quella che spesso si è pensato essere una sua versione “sbiadita” in tonalità rosa. Le analisi, in parte visibili nel film – un dono questo preziosissimo per lo specialista e per il neofita – grazie alle riprese in 8K della Japan Brodacasting Corporation, mostrano infatti che si tratta di un’opera invece originale e permettono di verificare tra l’altro tutta una serie di peculiarità e di qualità invisibili ad occhio nudo sulle modalità operative dell’artista, che affiancava alla maestria del disegno e dell’utilizzo del colore, la capacità di trattare in modo finemente diverso le superfici della matrice di stampa, al fine di arricchire i risultati finali di resa dell’opera.

Lorena Zanusso

I prossimi appuntamenti de La Grande Arte sono rinvenibili sul sito della casa di produzione.

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