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Semplificazioni, false “verità” e catastrofi educative, forse per arrivare a bloccare ideologicamente lo sviluppo libero, laico e democratico della nostra Società.

“I bambini sono maschi. Le bambine sono femmine”. Questo è il granitico e confortante messaggio che un pullman arancione, denominato Bus della Libertà e organizzato da CitizenGO, sta veicolando in alcune città italiane per sostenere la lotta “contro la colonizzazione dell’ideologia Gender nelle scuole”, lotta che ha visto e vede ancora come protagoniste in città le “Sentinelle in piedi” e che da almeno un anno si sviluppa per opera del “Popolo della Famiglia” (PdF), ben rappresentato a Verona da Filippo Grigolini.

In verità nessuno ha mai considerato maschi le bambine o femmine i bambini ma tant’è: non esistono atteggiamenti diversificati o devianze riscontrabili nei due sessi, pena la messa in discussione della Famiglia, fondata principalmente sulle facoltà generative di un maschio e di una femmina (papà e mamma). Una Verità assoluta già attaccata dalla legge sul divorzio e da quella sulle Unioni civili dello scorso anno, leggi considerate da certi cattolici un insulto all’Istituto della famiglia.

Molti rappresentanti di quelle formazioni sembrano non capire che i maschi non sono tutti ugualmente “maschi” e che le femmine non sono tutte ugualmente “femmine”, e non accettare di considerare i casi di attributi sessuali esterni contrastanti con i pensieri e i comportamenti personali manifesti: questione di genere (gender, in inglese) più che di sesso. Sono manifestazioni che la stessa medicina conosce e rispetta e sa di non poter trattare in modo unico, per sesso, o addirittura di poter “curare”, come se si fa con i malati.

Sono gli stessi che recentemente hanno convinto il neo sindaco eletto ad annullare all’ultimo momento una delle attività promosse in città dalla Fondazione San Zeno nell’ambito del Tocatì, la Biblioteca vivente, e che hanno certamente contribuito a gettare una patina di bigottismo sulla città di Verona.

Sono gli stessi che in marzo avevano brigato per escludere dalla Consulta della Famiglia l’Associazione laica AIED, che dal ’72 agisce a favore delle donne, soprattutto nel sostenere (nel rispetto della legge) una procreazione libera e responsabile. Solo un ricorso al TAR di Venezia ha finalmente permesso l’ammissione dell’Associazione nella Consulta comunale, malgrado la presa di distanza del sindaco Sboarina e la contrarietà del PdF.

Sono le stesse forze, presenti nel Centro-destra e nel Pd, che giorni fa hanno stabilito di poter escludere alcune Associazioni di famiglie, formate da coppie omosessuali, dalla Conferenza nazionale sulla Famiglia, che si sta tenendo a Roma in questi giorni, come se certe famiglie non avessero alcun diritto di essere rappresentate.

Ma chi non ritiene che a scuola sia un bene personale e collettivo degli alunni quello di arrivare a conoscersi e a riconoscersi, serenamente e gioiosamente, con l’aiuto degli educatori (maestri e maestre) per condurli ad acquisire le prime conoscenze di sé, nel rispetto di regole comuni condivise? Perché è decisamente un bene portarli a conoscersi e a riconoscersi come persone che stanno crescendo, limitate sì ma in continuo miglioramento nel confronto con gli altri bambini.

Purtroppo, quello di cercare di conoscersi e riconoscersi e di rispettarsi reciprocamente è un comportamento che molti sapientoni hanno smesso di fare, da troppo tempo, trovando più comodo cristallizzarsi su posizioni indiscutibili e sparare sull’ideologia del “gender”: ideologia che starebbe per “informare” la scuola italiana con lezioni sull’attività sessuale, affettiva e sentimentale, tenute niente meno che da Associazioni LGBT. Niente di più falso. Amano semplificare, volutamente, predicando false “verità” e catastrofi educative, forse per arrivare a bloccare ideologicamente lo sviluppo libero, laico e democratico della nostra Società.

Ma … un po’ di umiltà, e di collaborazione in senso educativo, no?

Marcello Toffalini

Marcello Toffalini

L'autore: Marcello Toffalini

Marcello Toffalini è nato nel 1946 ed è cresciuto nella periferia di Verona tra scuola, parrocchia e lotte sociali. Ha partecipato ai moti universitari padovani e allo sviluppo delle Scuole popolari di Verona. Si è laureato in Fisica a Padova nel 1972 e si è sposato nel 1974 con rito non concordatario. Una vita da insegnante di Matematica e Fisica presso il Liceo Fracastoro, sempre attratto da problematiche sociali e scientifiche. In pensione dal 2008. Nonno felice di tre nipotini. Altri interessi: canta tra i Musici di Santa Cecilia. ml.toffalini@alice.it

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