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L’appuntamento con il sistema moda scaligero si rinnova anche quest’anno con Verona Fashion, la sfilata che la Camera di Commercio organizza per promuovere le eccellenze dell’artigianato e non della nostra provincia.

Camminando in Piazza Dante ieri sera ho trovato fili sparsi di lana, seta, cotone. Li ho raccolti ed ho cominciato ad intrecciarli, mentre su una passerella allestita per l’occasione sfilavano gli abiti e gli accessori dei Sarti e degli Artigiani del manifatturiero veronese, Verona Fashion.

Mi disturbano sempre un po’ i nomi in inglese, potendo contare su una lingua con un vocabolario ricchissimo e constatando spesso che gli stranieri amano il suono della nostra lingua, ma vado oltre, comprendo le esigenze di un mercato che guarda lontano. A volte troppo lontano, per poi ripercorrere i propri passi con maggiore coscienza.

In passerella abiti come racconti, storie familiari, di imprese, di passioni, di sacrifici e forza di volontà, vittorie contro crisi e indifferenze economiche, colori e materiali, idee e pensieri che si muovono sotto riflettori che illuminano mestieri antichi.

Come antichi e pregni di storia gli edifici che stanno attorno alla passerella, alle persone sedute a guardare abiti, indossando esse stesse un abito più grande, “abitando” la città.

Continuo il mio curioso raccogliere fili come Pollinico le briciole, alzo gli occhi di nuovo e come spesso mi accade quando guardo un Territorio, vivo una magia: si cuciono tra loro gli edifici, attraverso quei fili invisibili, legami, che diventano luogo, ed il “come” si annodino tra loro è “moda”, maniera, misura. Architettura.

Siamo dentro la casa degli Scaligeri, Piazza dei Signori o Dante, su tutto vige infatti, in forma di pietra, l’illustre quanto ironico ospite che tutti citiamo, con Ragione, per la vicina Scala: siamo nel cuore pulsante del “genius loci” della nostra città. Immagino Mastino, Alberto, Cangrande e il capostipite Arduino della Scala “possidente di riguardo e mercante di panni”, che ci guardano e sorridono soddisfatti, perché stiamo raccogliendo con quei fili che ho in mano, tessuti in passerella, l’eredità lasciataci, continuando a tessere una città che sia grande, bella, che sia benessere per le persone, per le imprese, per gli abitanti. Ci proviamo, senza mollare mai. Tenacia.

Così vedo a pochi passi nella attigua piazza delle Erbe la Domus Mercatorum, un edificio che durante il medioevo ospitò, la Casa dei Mercanti, rappresentava le arti e le corporazioni. Costruita in legno nel 1210 per ospitare le associazioni mercantili, nel 1301 Alberto I della Scala ne fece iniziare la sua costruzione in muratura, con l’obiettivo principale di farne il luogo di contrattazione della lana. Si, perché gli Scaligeri erano Mercanti di lana e stoffe, i loro abiti fecero moda.

Ed è proprio la Camera di Commercio che, erede della Domus Mercatorum, organizza da sei anni questa passerella del manifatturiero ed artigianato tessile della città Scaligera. Nulla di più idoneo ed identitario. Non secondaria, la presenta delle “novelle corporazioni” di quanti del fare, delle imprese, dell’economia della città sono soci: Apindustria Verona, Casartigiani Verona, C.N.A. Verona, Confindustria Verona, U.P.A. Confartigianato Verona.

Ritorno al mio tempo e con orgoglio e fiducia guardo sfilare gli abiti dei ragazzi delle scuole di moda, là dove la formazione di un settore così importante non solo per Verona, ma per l’Italia, è il nostro futuro; vorrei che sentissero anche loro la responsabilità bellissima, i fili che legano passato e presente, l’importanza di una tradizione antica che non è solo manifattura, ma è anche commercio, moda, vocazione, Territorio stesso. Il nostro, che vedrà nel 2019 Verona capitale mondiale della Sartoria. Tiriamo fuori quello che siamo, rendiamo visibile questa grande eredità. Prendiamone coscienza.

Comprendere questo legame identitario tra Marca e Marchio, tra Territorio e Impresa, tra città e abitanti è nel Nome, di tutti i partecipanti a questa serata, perché di ognuno abbiate la curiosità di andare a vederne il carattere, lo stile, la mano e il cuore: Diamantrè, Annalindadilorenzo Sartoria, Alessandra Broggiato “Artigigner”, Atelier Borsari, Atelier Mancon, Borsari Gioielli, Carrera Jeans Store, Central Project, D-Madera, Deborasenzalacca, Guglielmo Rotta, Il Magnifico Stile Sartoriale, Istituto di moda e design Le Grand Chic, Istituto di Moda Melegatti, Le maglie di Cantandre, Italmoda Fashion Accademy, Mar-Ta Concept, Mepa, Mode Prà Sposa, ODM Fashion School, RDVO accessori, Ricciolo Moda, Sartoria Carlo Alberto Comerlati, Sartoria Cavour-Barba& Vergine.

E di Verona, beh che dire, fatevi un giro in Piazza Dante, magari qualcuno del passato da un balcone si affaccia…. e non sarà Giulietta!

Daniela Cavallo

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Daniela Cavallo

L'autore: Daniela Cavallo

Daniela Cavallo è libera professionista dal 1997 e titolare, insieme all’architetto Damiano Castelli, dello StudioLineaCurvArchitetti. Dal 2010 è Professore a contratto di Marketing Territoriale all’Università di Verona, facoltà di Economia. Ha scritto saggi, articoli e cataloghi; collabora con riviste di settore, partecipa come relatore a convegni per la “contaminazione” dell’architettura e del territorio nel sistema Impresa. arch.dcavallo@alice.it

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