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Tra centro commerciale e filobus, un’occasione per la nuova Giunta comunale di cambiare passo.

Crescono le perplessità riguardo al nuovo centro commerciale previsto nell’area “La Cercola” a Verona est.  L’area interessata, che si trova appena a sud della grande rotatoria oltre Madonna di Campagna da cui partono la tangenziale est e la bretella che porta al casello autostradale di Verona est, occupa circa 200.000 mq per una Superficie Utile Lorda (SUL) di 52.400 metri quadri.

Il progetto prevede una destinazione d’uso mista in quanto dei 52.400 mq utili, circa 24.500 mq sarebbero destinati al centro commerciale, 20.000 mq ad uso residenziale e la restante parte di 7.900 mq ad uso terziario.  L’area comprende anche il capolinea est del programmato filobus, con annesso parcheggio scambiatore per 212 posti auto, oltre a varie opere per il collegamento alla viabilità esistente.

La prima perplessità riguarda il centro commerciale: infatti a circa un chilometro si trova il centro di “Verona Est “ e appena più in là, quasi adiacente, “Le Corti Venete”. Tenuto conto che già è previsto un nuovo grande supermercato a San Michele nell’area ex Tiberghien, a cosa serve un ulteriore centro commerciale alla Cercola?

Su questo progetto l’ARPAV ha recentemente fatto pervenire un parere motivato nel quale ha evidenziato varie problematicità legate al peggioramento della qualità dell’aria, al rumore ed alla ulteriore perdita di suolo per impermeabilizzazione. Anche la 7° circoscrizione aveva già dato parere negativo, così come fra le forze politiche, anche il Partito Democratico oltre a Verona in Comune e Sinistra in Comune.

La seconda perplessità riguarda lo spazio riservato all’uso residenziale. È sotto gli occhi di tutti l’eccesso di offerta di edifici ad uso abitativo che restano invenduti  o non terminati da anni a causa della perdurante crisi economica. Molti sono gli appartamenti vuoti e sfitti a Verona e molti sono pure gli “scheletri” di edifici abitativi non terminati, orribili brutture che fanno mostra di sé sia nella zona di San Michele e Fondo Frugose che in molti altri quartieri cittadini. Non c’è certo bisogno a Verona di nuova volumetria abitativa, meglio provvedere al completamento dell’esistente ed incentivare le ristrutturazioni dove necessario.

La terza perplessità riguarda invece lo scarso spazio riservato alle esigenze del filobus. Pensare che il capolinea est del filobus possa contare solo su 212 posti auto vuol dire non aver capito, per una città come Verona, l’importanza del trasporto pubblico sia per la mobilità che per l’ambiente.

Ma è tutto il progetto filobus che da anni procede con lentezza e poca determinazione, stante l’evidente scarso interesse delle precedenti giunte per un efficiente sistema di mobilità pubblica. Infatti, nonostante l’approvazione da parte del C.I.P.E. con Delibera n. 28 del 26 giugno 2009 della soluzione filobus in alternativa alla tranvia su ferro, appaiono ancora ben lontani i tempi in cui i veronesi potranno usufruire di tale servizio. Vero che c’è stata nel 2016 una prima consegna parziale dei lavori con l’apertura di qualche cantiere, sembra per non rischiare la perdita dei contributi statali, vero anche che gli stessi sono stati recentemente sospesi. Troppi sarebbero infatti i problemi tecnici ed i nodi viabilistici che attendono decisioni da parte della Amministrazione comunale per poter dare concretamente inizio alle opere.

La precedente Giunta comunale aveva intrecciato il progetto filobus con altri piani di natura diversa, ma il posizionamento nell’area  “La Cercola” del capolinea est, non dovrebbe diventare il pretesto per una ulteriore cementificazione del territorio, ed è bene che la destinazione di tale area torni prioritariamente alle esigenze della mobilità pubblica.

Un filobus efficiente, veloce e con corse frequenti, oltre a portare beneficio a tutta la città potrà ridurre il traffico di attraversamento e l’inquinamento ambientale nei quartieri di San Michele e Madonna di Campagna, ma per questo è necessario che il parcheggio scambiatore sia dotato di un numero di stalli adeguato ben superiore ai 212 ad oggi previsti.

Alla Cercola quindi appare inutile e controproducente sia un ulteriore centro commerciale che altra volumetria abitativa, mentre serve invece un ampio parcheggio scambiatore a servizio del filobus con modeste strutture commerciali e di ristorazione e la conservazione delle aree verdi esistenti.

Il Piano Urbanistico Attuativo (PUA) della Cercola era stato approvato dalla precedente Giunta in “zona Cesarini” il 9 giugno scorso, due giorni prima del primo turno elettorale svoltosi l’11 giugno. Si tratta purtroppo di una scomoda eredità lasciata ai cittadini ed al nuovo sindaco Sboarina.

L’augurio è che la nuova Giunta sappia affrontare con razionalità ed intelligenza il problema Cercola dimostrando discontinuità rispetto alle precedenti gestioni, bloccando l’inutile centro commerciale ed accelerando invece il progetto filobus che, pur con gli attuali limiti ed i necessari adeguamenti, rimane un’opera della quale la città ha urgente bisogno.

Claudio Toffalini

Claudio Toffalini

L'autore: Claudio Toffalini

Claudio Toffalini è nato a Verona nel 1954, diplomato al Ferraris e laureato a Padova in Ingegneria elettrotecnica. Sposato, due figli, ha lavorato alcuni anni a Milano e quindi a Verona in una azienda pubblica di servizi. Canta in un coro, amante delle camminate per le contrade della Lessinia, segue e studia tematiche sociali e di politica economica. toffa2006@libero.it

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