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Nel nostro paese manca da sempre una legge adeguata sul regime dei suoli e l’urbanistica è sempre stata usata per giustificare scelte improprie, prodotte da un criminale rapporto tra gli interessi degli affaristi e quelli dei politici. Nel Veneto, quasi il 7% dell’edificato si trova a meno di 150 metri dai corpi idrici, contro una media nazionale del 5,2%. E a Verona come si è pianificato?

Come accade ormai periodicamente, la natura sta reagendo all’insipienza dell’uomo, che si illude di riuscire a dominarla ed a sottometterla ai propri interessi. La natura risponde a modo suo, senza sanatorie, condoni, sospensive e prescrizioni, ma con cristallina determinazione e inesorabile durezza. Nonostante le emissioni dei gas serra abbiano aumentato la temperatura globale, con ondate di calore, periodi di siccità e maggiore intensità di tempeste ed uragani, le diverse nazioni non stanno modificando efficacemente i modelli di produzione e di vita che hanno causato l’aumento della temperatura di circa 4 gradi rispetto a quella media del periodo preindustriale.

Le conseguenze del cambiamento climatico stanno causando una devastante siccità, l’aumento della desertificazione e la mancanza d’acqua. I nostri laghi si sono abbassati a livelli allarmanti e gli alvei di tanti nostri fiumi sono asciutti. L’acqua sta diventando il nostro bene vitale più a rischio e se la temperatura globale dovesse superare la soglia di +2 gradi, l’incremento in Italia è di +1,35 gradi, superiore a quello globale di +1,31, le conseguenze non sarebbero più controllabili.

Che fare? Certamente a scala planetaria l’azione di un singolo stato non può interrompere il fenomeno del cambiamento climatico; ma ogni stato potrebbe ristrutturare il proprio territorio perché lo stesso possa rispondere e reagire adeguatamente alle conseguenze dei devastanti fenomeni naturali. Molte nazioni si sono attrezzate, non la nostra. In Italia, decenni di abuso del suolo, considerato solo come fonte di reddito e sottoposto alla più incosciente e criminale speculazione, ha tolto al nostro territorio, che per circa il 10% è dichiarato ad elevata criticità idrogeologica e dove si verifica il 68% delle frane europee, le possibilità di sopportare le dure reazioni della natura.

Nel nostro paese manca da sempre una legge adeguata sul regime dei suoli e l’urbanistica è sempre stata usata per giustificare scelte improprie, prodotte da un criminale rapporto tra gli interessi degli affaristi e quelli dei politici. Si è costruito dove, se non il buonsenso, leggi e controlli adeguati avrebbero dovuto impedirlo. Nel Veneto, quasi il 7% dell’edificato si trova a meno di 150 metri dai corpi idrici, contro una media nazionale del 5,2%; e sempre nel Veneto, quasi il 10% del costruito è all’interno di aree a pericolosità idraulica.

A fronte di questi problemi, a Verona come si è pianificato? Nonostante  siano state edificate aree per una città di oltre 400.000 abitanti e nella provincia di Verona siano stimati oltre 50.000 appartamenti non utilizzati, dei quali, oltre 10.000 solo nel comune di Verona, nel P.A.T. delle giunte Tosi sono pianificati 10.900 nuovi alloggi; e malgrado la crisi economica abbia notevolmente ridotto la domanda di edifici ad uso commerciale, terziario e produttivo, nel nuovo strumento urbanistico ne sono stati previsti altri 750.000 mq.  Inoltre, nelle aree agricole collinari, come Avesa e Quinzano  paesaggisticamente più preziose e ambientalmente più fragili, erano previsti 25.000 mq di residenziale. Al Nassar di Parona, in una zona a pochi metri dall’Adige e di possibile esondazione, è ipotizzata la costruzione di un complesso abitativo, direzionale e commerciale su un’ area d’intervento di 72.399 mq. Oltre al grave danno paesaggistico e al dissesto idrogeologico,  aspettiamoci che la maggior velocità dell’acqua, causa l’impermeabilizzazione di quell’ampio tratto di riva, provochi a valle nuove e drammatiche inondazioni.

Giorgio Massignan
VeronaPolis

Giorgio Massignan

L'autore: Giorgio Massignan

Giorgio Massignan, nato il 21 maggio 1952 a Verona. Residente a Verona, laureato in architettura e urbanistica presso lo IUAV di Venezia nel 1977. Autore di studi sulla pianificazione territoriale in Italia e in altri paesi europei ed extraeuropei. Autore di quattro romanzi a tema ambientale e di un libro sui meccanismi di gestione del territorio a Verona dal 1948 ad oggi. Già presidente della sezione veronese di Italia Nostra, già segretario regionale del Consiglio regionale di Italia Nostra, attuale delegato regionale alla commissione nazionale di pianificazione di Italia Nostra. Già assessore alla pianificazione del Comune di Verona negli anni 1992-93. Già presidente dell’Ordine degli Architetti di Verona. Attuale responsabile dell’osservatorio territoriale VeronaPolis. giorgio.massignan@massignan.com

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