BannerAmazonVeronain615x60

auto elettrica

Poiché difficilmente il trasporto pubblico potrà rispondere in modo completo a tutte le esigenze di mobilità personale è logico attendersi lo sviluppo di mezzi ad impatto ambientale più accettabile come le auto, le moto e le biciclette con motore elettrico.

La copertina di The Economist del 12 agosto scorso annunciava la morte del motore a scoppio. Con un’immagine forte presa a prestito dagli animali selvatici vittime degli incidenti stradali (roadkill) decretava la fine della supremazia del motore a combustione interna nella propulsione dei veicoli per il trasporto pubblico e privato. L’espressione, alquanto drastica nella sua inappellabilità ha il sapore della provocazione, tuttavia è innegabile che sono ormai numerosissimi e ripetuti i segni e gli indizi che ci avvertono sulla svolta epocale che sta per modificare definitivamente il nostro stile di vita e le nostre abitudini. Il futuro (non è ancora chiaro quanti anni sia vicino il punto di svolta) sarà dominato dal motore elettrico che supporterà la mobilità delle persone e delle merci e si prenderà la rivincita sull’inquinante e inefficiente motore a combustione interna in una sorta di nemesi storica evocata anche e soprattutto dalle problematiche ambientali che stiamo affrontando.
Anche la trasmissione radiofonica Radio 3 Scienza ha parlato dell’argomento nella puntata del 30 agosto prendendo spunto dall’articolo dell’Economist, argomentando che esistono almeno tre validi motivi,  oltre a quelli di ordine ambientale e delle emissioni nocive, per immaginare un rapido passaggio alla mobilità elettrica: l’efficienza delle nuove batterie, il buon livello degli studi di fattibilità sulla cosiddetta guida autonoma e la possibilità, grazie alla tecnologia della banda larga, che l’auto diventi il terminale di molte e ulteriori funzioni che al momento non sono ancora utilizzate.

In ogni caso però, le motivazioni ambientali, soprattutto in termini di inquinamento locale, sono chiaramente l’aspetto più importante della mobilità elettrica e questo potrebbe portare rapidamente ad un sensibile miglioramento della qualità dell’aria delle nostre città.
A dimostrazione del fatto che il settore dell’auto elettrica sia ormai arrivato ad un buon punto di maturazione ce lo dicono numerosi elementi:
La tecnologia delle batterie al litio-ioni che usiamo ormai da anni nei nostri cellulari, tablet, pc portatili ecc. ecc. ha permesso di ampliare notevolmente l’autonomia dei mezzi di trasporto elettrici portandolo al livello necessario alle esigenze del consumatore medio: circa 150/200 km con un “pieno” di energia.(n.b.: l’automobilista italiano medio percorre circa 10.000-15.000 km all’anno con un tragitto giornaliero di circa 20 km) Rimane il problema del costo ancora troppo elevato ma non è tanto un problema di tecnologia ma di scelte politiche.
Numerose città e comunità locali nel mondo hanno dichiarato guerra alle emissioni inquinanti e l’auto è considerata uno dei principali imputati. Poiché, difficilmente, il trasporto pubblico potrà rispondere in modo completo a tutte le esigenze di mobilità personale è logico attendersi lo sviluppo di mezzi ad impatto ambientale più accettabile come le auto, le moto e le biciclette con motore elettrico.
L’attuale mercato dell’auto è un chiaro esempio di irrazionalità e scarsa lungimiranza dove le industrie produttrici, invece di perseguire un corretto sviluppo verso modelli più eco-sostenibili ed efficienti, a spingono la commercializzazione di mezzi pesanti, inquinanti, inefficienti e costosi. A riprova di ciò si noti come, attualmente, il segmento delle SUV/Crossover vale più del 30 % del mercato italiano delle automobili. Un chiaro esempio di come l’economia, senza una razionale opera di programmazione da parte della politica, vada contro gli interessi generali invece di favorire il progresso e lo sviluppo della società. Un esempio in controtendenza ci viene dagli Stati Uniti dove un geniale uomo d’affari ha sfruttato la propensione dei suoi concittadini a spendere molto denaro per le automobili e ha prodotto una berlina sportiva dalle altissime prestazioni che si muove esclusivamente grazie alle potenti batterie delle quali è dotata. Un sistema intelligente per far progredire la ricerca a spese dei più ricchi creando nel contempo una tendenza e una nuova nicchia di mercato… quasi l’uovo di Colombo!
In una intervista alla più autorevole rivista italiana di automobili, Leonardo Fioravanti ingegnere e padre di alcune delle Ferrari più belle e desiderate di sempre come F40 e Testarossa, risponde al giornalista che gli chiede se le auto elettriche rappresentino davvero il futuro: «Si, lo dicono ovunque tranne che in Italia. Un paradosso: siamo il Paese del sole e del mare, ma sotto infrazione UE per l’inquinamento. L’elettrico non è più una questione tecnica, ma di volontà politica ed economica. Al di là dell’ecologia, sono stanco dei pistoni e di rendimenti del 30 o 33%: i motori elettrici arrivano al 90%».

I tempi sono pertanto maturi e anche a Verona è lecito attendersi una svolta verso la mobilità ecologicamente sostenibile dove, a fronte di un’efficace, efficiente ed economica offerta di trasporto pubblico (attualmente non soddisfacente), anche il privato possa utilizzare accanto alla bicicletta anche mezzi a propulsione elettrica per rispondere alle esigenze della propria mobilità.
In questo campo saranno molto importanti le decisioni che la nuova amministrazione comunale intenderà prendere e particolarmente significative saranno le scelte che farà AGSM che ha visto recentemente il suo consiglio di Amministrazione completamente rinnovato. Suonava chiaramente autocelebrativa il 6 giugno scorso, in piena campagna elettorale, l’inaugurazione di due (!) colonnine per la ricarica di veicoli elettrici da parte dell’ex presidente dell’AGSM Fabio Venturi. Sarebbe invece un modo corretto per iniziare bene il proprio mandato, utilizzando correttamente il denaro pubblico, se i nuovi amministratori dell’azienda deliberassero un serio piano di installazione nel territorio cittadino e provinciale di un congruo numero di colonnine di ricarica per i mezzi elettrici. In questo modo i cittadini potrebbero disporre di quel “network” necessario per spostarsi con sicurezza e tranquillità su tutto il territorio veronese.
Invece di sprecare danaro pubblico in discutibili sponsorizzazioni AGSM darebbe così una fondamentale spinta al cambiamento degli stili di vita. Una prospettiva lungimirante sotto il profilo della riduzione dell’inquinamento e del progresso di tutta la società verso modelli di sviluppo eco-sostenibili e rispettosi dell’ambiente. A medio e lungo termine non tarderebbero ad arrivare anche benefici diretti per la salute generale della popolazione.

Marco Rasetti

commenti (0)

*

Il tuo indirizzo mail non verrà pubblicato

Puoi usare questi tag HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>