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Al via il Festival della Letteratura di Mantova, appuntamento che apre con un accento culturale l’anno sociale dal 1997. Dall’iniziativa di un piccolo gruppo di sole 8 persone, la coerenza e la perseveranza hanno portato la manifestazione a distinguersi sul piano prima locale, sovra regionale fino alle attuali declinazioni internazionali, che vedono gli ospiti provenire anche da ogni parte del mondo, oltre che dall’Italia.

Questa edizione è segnata peraltro da un sostegno particolare da parte dell’amministrazione regionale, che ha inteso, dice l’Assessore Cappellini, focalizzare l’ultimo anno del mandato sulla voce cultura, iniziato a Cremona lo scorso 29 maggio e che terminerà il prossimo 29 maggio 2018.

Un focus, insomma, su un aspetto che va oltre i momenti difficili e le tensioni dovute a ben altre preoccupazioni attuali che impegnano, comprensibilmente, chi porta la responsabilità della gestione  e della protezione dei cittadini, come ricorda più tardi il Sindaco Mattia Palazzi, ringraziando il comitato organizzatore per la capacità di essere ogni anno, per così lungo tempo, presente e con un approccio vivace ed innovatore.

Un’ulteriore scommessa su attività come la lettura e la letteratura, che il Presidente delle Provincia Morselli definisce tra le attività più piacevoli per la persona, in quanto portatrici di “benessere”.

Un festival pertanto che, oltre ad affollare intensivamente le vie e le attività commerciali della città, pretende di mantenere l’accento, dal comitato ai vari gradi dell’amministrazione, sul valore culturale e umano della manifestazione.

A concludere, Luca Scarlini che, sdrammatizzando il tema crisi, mette l’accento su come il nostro territorio nazionale mostri storicamente dei segni di crisi endemiche e su come siano state proprio esse e la nostra frammentazione nell’evoluzione politica ad aver dato modo e occasioni per piccole e grandi produzioni e fioriture artistiche.

L’edizione 2017, di suo, ne propone una, la sezione che si tiene in queste prossime tre serate dedicate a La parola che canta, durante le quali le diverse sale di Palazzo Te si trasformeranno, anche a seconda della loro vocazione strutturale e del loro progetto decorativo, in location dedicate a quel “rapporto tra parola e musica, arcaico e necessario, che ha segnato profondamente la storia dell’umanità fin dai suoi primi passi e che si rinnova ogni giorno nella voce dei più ispirati artisti e in quelle anonime che salgono spontanee dalle strade di città e villaggi di tutto il pianeta”.

Lorena Zanusso

Questo il link al programma del festival.

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