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Ben lungi dal placarsi la discussione sull’obbligo vaccinale reintrodotto nella Legislazione italiana per l’accesso a nidi, materne e scuole dell’obbligo. La materia è delicata e complessa, perlopiù accompagnata da una grande disinformazione. Per cercare di far luce sull’argomento Verona In sta svolgendo un’inchiesta che sarà pubblicata nei prossimi giorni. Nel frattempo proponiamo ai nostri lettori l’opinione di Marcello Toffalini.

Obbligare i genitori a vaccinare i piccoli è veramente sempre necessario? Anche quando non ci sono per l’Italia specifiche esortazioni da parte dell’OMS (Organizzazione mondiale della Sanità)? Al nostro ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin, pare di sì, ben convinta che la vaccinazione rappresenti “uno scudo protettivo per i figli” di questa e della prossima generazione. Penso sia vero ma, attenzione, non è più un consiglio o una raccomandazione da tenere in buona considerazione, dato che proviene da importanti epigoni del mondo sanitario italiano e internazionale, ma di un precetto, da osservare in quanto legge dello Stato (n°119 del 31/07/2017).

E poco importa che codesto mondo sanitario non fosse del tutto concorde sulla positività e sull’articolazione del provvedimento varato, in particolare sull’obbligatorietà nella somministrazione ai bambini, fin dalla più tenera età, dei 12 vaccini (ridotti a dieci): il decreto approvato dal governo sarebbe scaduto dopo pochi giorni se non fosse stato trasformato in legge. E l’anno scolastico alle porte sarebbe potuto iniziare senza il vaccino esavalente aggiuntivo. Nemmeno i senatori e i deputati a dire il vero erano tutti (o quasi tutti) d’accordo: sarebbe stato troppo bello, considerando la qualità e l’importanza dell’argomento discusso (assolutamente contrari i leghisti, i 5 stelle e la sinistra italiana che rappresentano una fetta di elettori di certo non trascurabile); ma anche a prescindere dalle posizioni dei contrari e dei Comitati No-Vax mi domando: non si poteva cercare di arrivare su questo terreno ad un accordo in un modo più tollerante e sicuro per la popolazione coinvolta e anche un po’ più rappresentativo? Eventualmente prendendo tempo e ritardando di un anno la sua applicazione?

Perché tanta fretta se in ballo, come sembra ad alcune Regioni (Veneto, Piemonte, Puglia) e addirittura al Codacons (comitato a difesa dei consumatori), pare che vi siano nella legge elementi d’incostituzionalità? La Costituzione italiana dice all’articolo 32: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”. E la Corte Costituzionale nella sua ultima sentenza del ’94 ha richiamato il legislatore affinché “siano individuati e siano prescritti in termini normativi, specifici e puntuali, […] gli accertamenti preventivi idonei a prevedere ed a prevenire i possibili rischi di complicanze”. In realtà, secondo l’avvocato Bartolo Mancuso, il Decreto Legge approvato, non solo non teneva conto delle indicazioni della Corte Costituzionale, ma al contrario aumentava considerevolmente i vaccini obbligatori, senza prevedere né risorse né strumenti per evitare la lesione del diritto alla salute del singolo, cosa che ogni trattamento sanitario obbligatorio dovrebbe tenere in massima considerazione.

E’ davvero una posizione antiscientifica, come sostengono la ministra e il virologo dr Roberto Burioni, quella dei genitori e di tanti ricercatori universitari contrari (come il Nobel della medicina Luc Montagner) alla scelta d’imporre a bimbi e ragazzi una somministrazione vaccinale ulteriore (esavalente), in aggiunta alla tetravalente, pena l’impossibilità di frequentare nido e materna (oltre al pagamento di una multa), in assenza di un grave pericolo di epidemia in atto? Fa specie osservare che per ogni nuova medicina da inserire nel prontuario siano tanto esigenti e precisi gli ordini professionali coinvolti, l’AIFA (agenzia del farmaco) e lo stesso ISS (Istituto superiore di Sanità) con prove e controprove, mirate a pazienti diversificati per età, genere, patologia o stato di gravidanza, mentre per inoculare ai bimbi il virus di una malattia al fine di scatenare la reazione immunizzante si proceda per dosi uguali e in via obbligatoria, come se, ad esempio, la reazione al morbillo dei bambini fosse univoca, indifferenziata o esente da possibili complicazioni. Non si poteva disporre almeno un riscontro pre-vaccinale per tutti, prima di ogni vaccinazione, o almeno un test a richiesta dei genitori? Ed è di poche ore fa la volontà della Regione Veneto di ripresentare il ricorso alla Consulta avverso la legge Lorenzin.

Ora, di fronte al problema come quello che si pone davanti ai genitori (se vaccinare o meno i propri figli) la risposta più elementare dovrebbe essere quella di farlo serenamente, dopo aver ricevuto un’adeguata informazione, che spesso manca e che non si limiti all’accettazione di un’imposizione rigettando a priori ogni scelta diversa da quella attesa, ma che sostenga il valore di quella scelta in modo motivato come fonte di salvaguardia della salute diretta dei singoli bambini e pure di quella indiretta attraverso il cosiddetto effetto gregge. Invece, la scelta fatta dal legislatore nell’imminenza dell’anno scolastico, di pretendere cioè la vaccinazione pena l’esclusione dei bimbi dai nidi e dagli asili, non sarà d’aiuto a estendere la fiducia e la sicurezza nel prevenire malattie pericolose ma servirà solo ad incancrenire i rapporti con gli utenti soprattutto negli anni successivi, quelli della scuola dell’obbligo dove l’esclusione sarebbe chiaramente impossibile.

Marcello Toffalini

Marcello Toffalini

L'autore: Marcello Toffalini

Marcello Toffalini è nato nel 1946 ed è cresciuto nella periferia di Verona tra scuola, parrocchia e lotte sociali. Ha partecipato ai moti universitari padovani e allo sviluppo delle Scuole popolari di Verona. Si è laureato in Fisica a Padova nel 1972 e si è sposato nel 1974 con rito non concordatario. Una vita da insegnante di Matematica e Fisica presso il Liceo Fracastoro, sempre attratto da problematiche sociali e scientifiche. In pensione dal 2008. Nonno felice di tre nipotini. Altri interessi: canta tra i Musici di Santa Cecilia. ml.toffalini@alice.it

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