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Villa Pullè a Chievo di Verona (foto Paolo Villa)
Villa Pullè a Chievo di Verona (foto Paolo Villa)

Nel gennaio 2016, avevo richiamato e documentato le travagliate vicende che avevano determinato lo stato di abbandono in cui da oltre 50 anni si trova Villa Pullè di Chievo-Verona e le sue pertinenze, di proprietà dell’INPS.
Questa denuncia faceva seguito ad altre iniziative simili assunte dal sottoscritto, fra le quali un dettagliato esposto inoltrato all’Istituto Nazionale di Previdenza ed al Governo centrale, per il tramite del Ministero del Lavoro nel gennaio del 1993, che richiamava un documento del Comitato Provinciale dell’INPS di Verona, risalente addirittura al 21 marzo 1974.
Nonostante queste ed altre iniziative intraprese nei confronti dell’Istituto di Previdenza, governato oggi dal Presidente Tito Boeri, nessun provvedimento di recupero è stato sinora deliberato per recuperare questo immenso patrimonio comprendente: la villa di 2.713 metri quadrati, il fabbricato ex sanatorio di 2.384 metri quadrati, le due aziende agricole costituite da 1.169 metri quadrati di fabbricati e pertinenze e da 6,188 ettari di terreni; ed infine l’orto botanico ed il parco annesso di complessivi 4,756 ettari, fatta eccezione ad un protocollo sottoscritto dall’ex sindaco di Verona Flavio Tosi con il Presidente dell’INPS, che riguarda la permuta fra le parti di una residuale porzione di terreni.
E’ bene ricordare che l’intero patrimonio e le struttura annesse, unitamente alle statue e sculture all’epoca esistenti all’interno del compendio, sono il frutto di una munifica donazione della contessa Elvira Ponti Maniscalchi Erizzo al Consiglio Ospitaliero di Verona, registrata il giorno 1 Aprile 1919, per la cura della tubercolosi, ed acquisita dall’INPS che nel corso degli anni assunse le funzioni di Ente preposto per la cura di tali patologie.
Vorrei ricordare infine che la Direzione Centrale approvvigionamenti, logistica e patrimonio dell’INPS, con una sua nota del 10 aprile del 2003 trasmessa ai vari Ministeri, a firma del Direttore Generali dottor Francesco Varri’, dopo aver ricordato “lo stato di abbandono in cui versa l’intero complesso, fattore di pericolo per l’incolumità dei frequentatori del parco….” e nella “consapevolezza che tale immobile potrebbe rientrare… nell’elenco degli immobili di particolare pregio… si ritiene di dover chiedere il nulla osta per la vendita diretta…”
Alla luce di simili opportunità ritengo che l’Amministrazione del Comune di Verona, cui la presente e pure rivolta, possa cogliere tale opportunità per chiedere all’Istituto di Previdenza la cessione a titolo gratuito dell’intera struttura, per destinarla per scopi di pubblica utilità.
Diversamente, credo, Villa Pullè continuerà a rappresentare l’esempio del malgoverno della cosa pubblica da parte dello Stato e degli Enti Locali territoriali, per il quale non mi stancherò di denunciare le responsabilità.

Giuseppe Braga
già componente Comitato Provinciale INPS Verona 1980-1997

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