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politiche socio sanitarie

Difenderà le prerogative locali oppure seguirà docilmente i “diktat” e cederà al potere veneziano che la Giunta Zaia ha amplificato notevolmente con la Legge Regionale 19 e la sua Azienda Zero?

Mentre il Sindaco di Verona neoeletto è totalmente assorbito nella delicata partita delle nomine negli Enti e nelle Aziende partecipate così come è impegnato a dare gli ultimi ritocchi alla macchina politico-amministrativa della nuova giunta, risulta invece interessante soffermarsi su un’altra delle attribuzioni che sono in capo al primo cittadino e che hanno un notevole impatto sulla la vita del cittadino comune: trattasi delle scelte che le autorità competenti devono compiere per la puntuale applicazione delle politiche sanitarie e socio-sanitarie volte a mantenere e, per quanto possibile migliorare, il livello sanitario e lo stato di salute delle comunità che sono loro affidate dalla volontà popolare.

Particolarmente importante è considerare come le leggi vigenti, compresa la controversa e contestata legge regionale 19 di riforma della Sanità veneta, mirino sempre a coniugare la massima efficienza, efficacia ed economicità possibile delle politiche sanitarie con una qualche forma di condivisione delle scelte di fondo con le comunità locali. Queste ultime, tramite i propri rappresentanti eletti, sono chiamate ad esprimere pareri e a dare indirizzi per la gestione delle ingenti risorse che ogni anno vengono spese per finanziare i servizi sanitari e socio-sanitari.
Occorre ricordare che esistono degli strumenti appositamente voluti dal legislatore nazionale e regionale, che consentono il pieno coinvolgimento delle comunità locali nella gestione delle attività sanitarie e socio-sanitarie*. Occorre citare il D. Lvo 30 dicembre 1992 n° 502 e successive modifiche ed integrazioni e le Leggi Regionali del Veneto n° 56 del 1994 e n° 11 del 2001. Ma anche la Legge Regionale 19 del 19 ottobre 2016 la cosiddetta “riforma della sanità veneta” va in questa direzione; infatti, nella premessa al testo legislativo si può leggere: …In particolare (articolo 16) in materia di servizi sociali, come previsto dalla normativa statale e regionale viene confermata la rappresentanza istituzionale dei Sindaci del territorio, espressa nella Conferenza a livello di bacino di Azienda Ulss. Scendendo di livello, è istituito il Comitato dei Sindaci di Distretto. È inoltre possibile attivare l’Assemblea dei Sindaci dell’Articolazione, qualora nelle Ulss preesistenti fossero presenti più Distretti. Ad ognuna di queste rappresentanze sono attribuite delle competenze, in particolare sull’approvazione dei Piani di Zona e dei Bilanci preventivi e consuntivi. Con questo articolo si prevede che il Direttore dei Servizi Sociali e della Funzione Territoriale possa essere affiancato da una struttura organizzativa di supporto stabiliscono il pieno coinvolgimento dei Comuni e delle Comunità nella “Programmazione locale Socio-Sanitaria”.

Su questi temi dunque non c’è stata alcuna innovazione ma continuità con il passato perché sono stati ripresi in pieno concetti espressi dalle normative precedenti: il coinvolgimento delle comunità locali viene messo in atto attraverso appositi organi istituzionali previsti dalla legge: la Conferenza Regionale Permanente per la Programmazione Sanitaria e Socio-Sanitaria, la Conferenza dei Sindaci, l’Esecutivo della Conferenza di Sindaci e il Comitato dei Sindaci di Distretto.
A questo punto può essere utile ricordare alcuni dei compiti e delle attività della Conferenza dei Sindaci che sono:

– Formulare osservazioni sulla proposta di piano socio-sanitario regionale (PSSR) in Conferenza Regionale Permanente per la Programmazione Sanitaria e Socio-Sanitaria;
– Programmare nel territorio di competenza le linee di indirizzo socio Sanitario per raggiungere gli obiettivi di salute definiti dalla programmazione regionale;
– Verificare che gli obiettivi fissati dalla programmazione locale vengano raggiunti;
– Provvedere all’elaborazione dei piani di zona dei servizi sociali;
– Esaminare il bilancio pluriennale di previsione ed il bilancio di esercizio dell’AULSS;
– Verificare l’andamento generale dell’attività dell’AULSS e trasmettere le proprie valutazioni e proposte all’AULSS e alla Regione;
– Esprimere Parere obbligatorio sul piano attuativo locale disposto da D.G.;
– Esprimere parere sulla valutazione del D.G. (art. 3 comma bis Dlgs 502/92);
– Chiedere la revoca o la non conferma del D.G.(art 3 bis comma 7 Dlgs 502/92);
– Deliberare provvedimenti affinché le AULSS assicurino prestazioni e livelli aggiuntivi di assistenza finanziati dai Comuni;
– Designare un membro del collegio sindacale dell’AULSS

Vediamo ora alcune attribuzioni del Comitato dei Sindaci di Distretto:

– Formulare un parere sulla proposta di programma delle attività territoriali fatta dal Direttore del Distretto :partecipando così alla verifica del raggiungimento dei risultati in termini di salute voluti dal programma delle attività territoriali;
– Esprimere al Direttore Generale dell’AULSS l’intesa sulle attività socio-sanitarie inserite nel programma delle attività territoriali.

Senza entrare nei tecnicismi e nelle formule tecnico-burocratiche che contraddistinguono la terminologia della politica sanitaria e socio-sanitaria, appare chiaramente intuitiva, anche per i non addetti ai lavori, l’estrema importanza delle funzioni che le Leggi vigenti pongono in capo ai rappresentanti locali dei cittadini, cioè i Sindaci del territorio.
Ed è proprio da qui che intendo partire per formulare una domanda al neo-Sindaco di Verona che vuol essere anche una provocazione politica nel momento in cui egli, come accennavo all’inizio dell’articolo, è impegnato in tutt’altre questioni: cosa intende fare Federico Sboarina, in qualità di primo rappresentante della comunità più grande e importante del territorio provinciale e che atteggiamento avrà rispetto alle competenze sanitarie e socio-sanitarie che le leggi gli riconoscono?
Si dà il caso che il primo cittadino di un Comune capoluogo sia anche, per effetto delle leggi vigenti, il candidato ideale e sicuro alla carica di Presidente della Conferenza dei Sindaci dell’AULSS Scaligera e anche membro di diritto dell’Esecutivo della Conferenza dei Sindaci. Ma non basta, perché ricoprirà anche il ruolo di membro del Comitato dei Sindaci di Distretto. Che linea terrà Federico Sboarina in questi importantissimi consessi, voluti dalla legge a tutela dei diritti dei cittadini e attraverso i quali le comunità locali possono e devono esprimere la loro volontà con atti e pareri decisivi per la gestione della sanità a livello locale?

Sarà difensore delle prerogative locali oppure seguirà docilmente i “diktat” e cederà al potere veneziano che la Giunta Zaia ha amplificato notevolmente con la Legge Regionale 19 e la sua Azienda Zero?
Visto quanto è successo in campagna elettorale dove il candidato Sboarina (e non solo lui…) si è ben guardato dal sollevare l’argomento della gestione locale della politica sanitaria e socio-sanitaria e viste le prime scelte della nuova Giunta è più che lecito aspettarsi una continuità con la gestione Tosi che si è sempre astenuto dall’alzare la voce con Venezia su questi temi. Potrebbe invece acuirsi ancora di più il conflitto di interessi con la Giunta regionale per la tendenza del Governatore Zaia ad accentrare il maggior potere possibile nelle mani della “Azienda Zero” e per la difficoltà di Sboarina ad andare contro l’interesse politico della Lega che sostiene la Giunta di Verona. C’è da augurarsi che tutto ciò non vada a discapito dei cittadini veronesi e spero di essere smentito dai fatti ma le premesse sono tutt’altro che rassicuranti.

* Normalmente si intende con il termine “socio-sanitario” tutto ciò che attiene all’assistenza sociale e sanitaria in senso generale mentre con il termine “ sanitario” si considera in particolare le prestazioni maggiormente attinenti all’ambito sanitario propriamente detto.

Marco Rasetti
Veterinario Dirigente del SSN

 

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