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tagli al trasporto pubblico

Nella Legge di Bilancio approvata dal Parlamento il 27 dicembre 2016, il Governo ha deciso di ridurre il Fondo Nazionale Trasporti (FNT) per il 2017 a 4.859.506.000 €, per poi aumentarlo nel biennio successivo a 5.032.554.000 €.

Alla luce di questa decisione era logico prevedere per l’anno in corso una riduzione dei trasferimenti alle Regioni, le quali a loro volta avrebbero tagliato i corrispettivi economici alle aziende che svolgono il servizio di Trasporto Pubblico Locale (TPL). Questa situazione ci aveva spinto a chiedere già ad inizio anno incontri a livello regionale e locale perché gli effetti di queste scelte avrebbero potuto avere ricadute negative per utenti e lavoratori del settore. In sostanza volevamo disinnescare fin da subito quella che a nostro avviso era una “bomba ad orologeria”, la quale è scoppiata nei giorni scorsi anche perché Istituzioni e Politica, locale e regionale, fino a poche settimane fa hanno deciso di rimandare questa discussione (con ogni probabilità a causa delle scadenze elettorale di maggio).
Le nostre sensazioni/preoccupazioni si sono puntualmente concretizzate a giugno, quando la Giunta regionale ha ufficializzato quel taglio al TPL che solo gli ingenui non avevano previsto: taglio di circa 12,5 milioni di € al TPL, con i finanziamenti scesi a circa 257 mln (nel 2010 i finanziamenti erano circa 285 mln). E’ utile ricordare che il servizio di TPL viene effettuato su ferro (treni) e su gomma (autobus), ma tenuto conto che l’accordo tra Trenitalia e Regione Veneto non prevede riduzioni dei finanziamenti fino al 2023, il taglio ricadrà solo sul servizio svolto su strada dagli autobus. Soltanto nelle ultime settimane abbiamo avuto una serie di incontri a tutti i livelli per affrontare questo problema, ma purtroppo adesso diventa davvero difficile trovare una soluzione che possa tutelare i sacrosanti diritti degli utenti ad una mobilità dignitosa e gli altrettanto sacrosanti diritti dei lavoratori del settore a non vedersi decurtare gli stipendi già molto discutibili (mediamente un lavoratore con 10 anni di anzianità percepisce circa 1300 € mensili).
Al momento le cifre ufficiali della delibera regionale sono allarmanti: tutte le province rischiano di subire ripercussioni pesanti, infatti le aziende hanno dichiarato che sono a rischio le linee con i Comuni più piccoli, i livelli occupazionali, il rinnovo delle flotte e più in generale il sistema del Trasporto Pubblico Locale su gomma della Regione. Alcuni esempi: a Vicenza, che dovrebbe subire un taglio di circa 1 mln €, si minacciano decine di esuberi e/o riduzioni di salari; a Venezia, che dovrebbe subire un taglio intorno ai 5 mln €, si parla di tagliare più di un milione di KM di servizio; stesso discorso vale per Padova (taglio di circa 1,9 mln), Belluno (meno 835 mila euro), Rovigo (meno 900 mila euro) e Treviso (taglio di circa 1,3 mln). A Verona, dove al momento il taglio ufficiale è superiore a 1,4 mln di €, le ripercussioni potrebbero essere altrettanto gravi: riduzione del servizio, aumenti dei titoli di viaggio, mancati rinnovi di accordi aziendali (PdR), ecc. Non è un caso, infatti, che ATV nella riunione del 20 luglio scorso ci ha ufficialmente comunicato che la conferma del taglio ai finanziamenti non comporterà solo il mancato riconoscimento del Premio di Risultato ai lavoratori e il taglio di alcune indennità aziendali ma ha dichiarato che insieme a tutte le aziende venete stanno prendendo in considerazione anche la sospensione del servizio per una decina di giorni nel mese di dicembre (dichiarazione a nostro avviso poco credibile, che quindi interpretiamo come una forte provocazione).
Per evitare ripercussioni su utenti e lavoratori molte regioni hanno deciso di compensare le riduzioni al FNT con finanziamenti propri; peccato, però, che tra queste non ci sia la regione Veneto, la quale nell’ipotesi più ottimistica sembra intenzionata a riconoscere solo poche “briciole” in aggiunta a quanto previsto dai finanziamenti nazionali (circa 2 mln di €…). La Giunta regionale ha scaricato sul Governo le colpe di questi tagli, ma questa tesi non ci convince del tutto e ci lascia molto perplessi se si pensa che una regione importante come il Veneto non predisponga un proprio fondo di integrazione al FNT come accade in altre parti d’Italia (la Lombardia, ad esempio, integra con circa 400 mln, l’Emilia Romagna con circa 362, ecc.) e allo stesso tempo, però, trova i soldi per le strade in project financing e ulteriori 14 mln di € (cifra superiore al taglio complessivo al TPL!!!) per il referendum autonomista di ottobre. Ieri, presso la sede della provincia di Verona, abbiamo incontrato il Rag. Matteo Pressi, consigliere provinciale con delega ai trasporti, e il dott. Luca Zanotto, assessore Viabilità e Traffico del Comune di Verona, per discutere delle possibili ricadute derivanti dalla riduzione al FNT nel territorio veronese e per capire come intercedere con la Regione per ricercare, congiuntamente, tutte le risorse per compensare i tagli nazionali.

Abbiamo ribadito che non accetteremo che le ripercussioni delle scelte scellerate del Governo (tagliare il FNT) e della Regione Veneto (mancato cofinanziamento al TPL) ricadano sui cittadini/utenti e lavoratori. Non accetteremo riduzioni del servizio per gli utenti (anche perché in molti casi si acquistano abbonamenti annuali e ridurre il servizio darebbe adito a possibili denunce), non accetteremo aumenti delle tariffe (negli ultimi 7 anni l’aumento medio dei titolo di viaggio è stato superiore al 25%) e non accetteremo decurtazioni salariali ai lavoratori (i quali negli ultimi 5 anni hanno già aumentato notevolmente la produttività senza alcun riconoscimento economico). I rappresentanti di Provincia e Comune hanno compreso e condiviso le nostre posizioni e le nostre richieste; hanno dato la massima disponibilità per attivarsi con la Regione per ricercare soluzioni condivise e hanno dichiarato di essersi già attivati su questo tema perché ritengono il Trasporto Pubblico Locale una risorsa importantissima per tutto il territorio. Come Segreteria provinciale abbiamo preso atto con piacere delle dichiarazioni e della disponibilità dichiarata dai nostri interlocutori, auspichiamo che manterranno l’impegno di attivarsi ai massimi livelli per scongiurare i rischi del TPL e siamo certi che ci daranno un importante aiuto per tutelare i diritti di utenti e lavoratori.

Mario Lumastro
Segretario Generale FILT CGIL Verona

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