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emergenza incendi

 

Migliaia di ettari di macchia mediterranea e di boschi sono bruciati ogni anno da piromani e delinquenti che appiccano il fuoco per svariati motivi.

Domenica 30 luglio, in orario da aperitivo, alle 19.00 per l’esattezza, è stato inserito, negli spazi dedicati alla politica, un incontro pubblico sul tema “L’Italia brucia: Il perché degli incendi boschivi”. Hanno partecipato al dibattito l’Onorevole Roger De Menech, membro della Commissione Interni della Camera, e Luca Cipriani del Direttivo nazionale della CGIL-FP Vigili del Fuoco.
Ha introdotto la serata l’Onorevole Alessia Rotta, che ha sottolineato come nei giorni scorsi siano state enfatizzate notizie alquanto inesatte su accorpamento del Corpo Forestale dello Stato con l’Arma dei Carabinieri, dove invece, ha ribadito, l’opera di spegnimento vede all’opera la più imponente flotta aerea d’Europa. Va detto anche che c’è l’impegno del Governo ad investire sulla fondamentale attività generosamente svolta dai Vigili del Fuoco attraverso un riconoscimento della loro professionalità e l’assunzione di personale attraverso lo scorrimento delle graduatoria esistente.

Purtroppo migliaia di ettari di macchia mediterranea e di boschi sono bruciati ogni anno da piromani e delinquenti che appiccano il fuoco per svariati motivi, che poco hanno a che fare con la casualità, dal tener vivo il business dei rimboschimenti alla preservazione del proprio lavoro di ausiliari forestali, dal tentativo di rendere edificabili aree verdi, fino alla trasformazione in pascolo di zone boschive oppure per aprire all’attività venatoria aeree non previste a questa pratica. La stragrande maggioranza dei roghi è da addebitare a episodi dolosi.
Un problema che investe buona parte del Paese e che si aggrava, come quest’anno, in concomitanza con la persistente siccità che sta mettendo a dura prova le riserve idriche con conseguenze pesanti anche sull’agricoltura e l’allevamento del bestiame.

Successivamente Roger De Menech ha chiarito alcuni aspetti del problema: «In alcuni ambiti ambientalisti si è puntato l’indice sull’accorpamento della Forestale con i Carabinieri e, secondo loro, con una conseguente minor capacità di intervento sui focolai. Si chiedono più aerei, più elicotteri e più personale. Ma, è evidente che anche si avessero mezzi e personale a profusione, il problema si risolverebbe solo in parte. La prevenzione e la repressione di questi reati, molto gravi e punibili con pene fino a 15 anni di reclusione, diventa il nocciolo della questione». Su questo infatti si è ribadito che la risorsa costituita dal patrimonio boschivo deve essere preservata con una attività continuativa, che veda ottimizzate le imponenti risorse umane costituite dagli operai forestali, cosa che nelle regioni settentrionali costituisce una prassi consolidata.
E proprio sul tema delle competenze regionali si è soffermato Luca Cipriani, che ha rimarcato che è dall’anno 2000 che dovrebbero essere proprio le Regioni a predisporre piani e convenzioni per gli interventi sugli incendi boschivi. Le inadempienze da questo punto di vista riguardano proprio le aree più colpite dal fenomeno, un vera e propria “debacle del federalismo regionale”. Per fortuna la flotta aerea dipendente dal Ministero degli Interni, al quale fanno capo I Vigili del Fuoco, è intervenuta e interviene in supplenza di chi è assolutamente inadeguato a fronteggiare l’opera dei piromani. La via da percorrere quindi, già individuata dall’articolo 16 della Legge delega di riforma della Protezione Civile, è quella di assegnare ai Vigili del Fuoco organici e mezzi sufficienti per garantire piena copertura nazionale su tutta la questione antincendio, compresa la prevenzione e la lotta attiva all’incendio di vegetazione, portando il Corpo, che attualmente conta su 28000 vigili operativi, ad almeno 35000 e dotandolo dei necessari mezzi.

Si è poi approfondito anche l’aspetto dell’integrazione dei volontari, sia quelli afferenti il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, sia quelli integrati nella Protezione Civile. Qui è intervenuto anche Antonio Riolfi, funzionario della Provincia di Verona, con competenza proprio sul sistema della Protezione Civile. Un tema caldo, che in alcune zone è vissuto con qualche antagonismo tra professionisti e volontari, ma che invece a Verona vede le due anime del soccorso integrarsi in modo molto proficuo; quello di Verona è risultato alla fine un modello di efficienza che, assieme a quelli di altre realtà, come ad esempio quelle del bellunese, dell’agordino in particolare, che andrebbe esteso a tutto il territorio nazionale

Lorenzo Dalai

Lorenzo Dalai

L'autore: Lorenzo Dalai

Lorenzo Dalai è nato a Verona il 14 ottobre del 1952. Si è laureato in filosofia nel 1976, è sposato con Marilisa e ha tre figli. E’ stato responsabile dell’organizzazione aziendale di una catena di supermercati. Consigliere provinciale dal 2009 al 2014. Dal 1980 al 1988 Consigliere nazionale della Federazione Italiana Canoa Kayak, dal 2006 al 2007 Consigliere d’amministrazione di AMIA Verona Spa, dal 2008 al 2011 Consigliere d’amministrazione di AMT Verona Spa. Attualmente Consigliere comunale ad Erbezzo. mailto:lorenzo.dalai@gmail.com

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