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rifugiati

Il fenomeno migratorio che sta investendo l’Europa durerà a lungo, non si fermerà né con i muri né con i fili spinati. Va affrontato seriamente come tale e non come fenomeno emergenziale. Le attuali leggi sull’immigrazione sono inadeguate e vanno modificate.

Il clima che si sta respirando in questa estate veronese è sempre più pesante e difficile, e non per il caldo.
Nonostante le continue rassicurazioni sull’andamento dell’economia, continua ad aumentare l’insicurezza delle persone: aumenta l’incertezza dei giovani sul loro futuro, aumenta la paura degli adulti di perdere la tranquillità costruita con anni di lavoro, aumenta per gli anziani la difficoltà di vivere con serenità.
C’è, però, chi sulle insicurezze e difficoltà sta costruendo visibilità e fortuna politica. La paura viene, quindi, strumentalizzata ed alimentata ad arte, indicando quali responsabili di difficoltà e angosce chi sta peggio di noi, anziché un sistema che continua a produrre sempre maggiori diseguaglianze ed ingiustizie sociali.
Negli ultimi mesi, nella nostra provincia, si sono susseguite alcune manifestazioni, tutte con lo stesso copione e lo stesso “marchio”, organizzate da un gruppo che pur definendosi “apartitico e apolitico”, fa riferimento – nemmeno tanto velatamente – ad ideologie di estrema destra. Si crea allarme sociale diffondendo notizie infondate e si incitano “a difendersi” i cittadini dei paesi in cui è presente un C.A.S. (Centro di Accoglienza Straordinaria) per richiedenti asilo e rifugiati. Si rappresentano gli ospiti dei C.A.S. come delinquenti dediti a furti e stupri o, nella migliore delle ipotesi, fannulloni mantenuti a nostre spese ed a discapito dei cittadini italiani bisognosi. Si rappresenta una “invasione” di persone pericolose che mirano a impadronirsi del nostro Paese e, soprattutto, delle nostre risorse.

La realtà è molto diversa.
Il numero dei rifugiati nel mondo è in continua crescita, ma la maggior parte rimane nei paesi prossimi alle zone di conflitto. Le prime cinque nazioni a ospitare rifugiati sono Turchia, Pakistan, Libano, Iran e Giordania. Se in Europa il numero di persone richiedenti asilo negli ultimi anni è più che raddoppiato, il maggior numero di richieste di asilo è stato presentato in Germania (35% del totale europeo).
L’Italia è il quinto Paese dell’Unione per numero di richieste, pari a poco meno del 7% del totale. Nel nostro Paese ad un aumento degli ingressi di richiedenti e rifugiati, corrisponde una diminuzione degli ingressi per lavoro. I permessi di soggiorno per lavoro nel 2016 sono stati circa 22 mila a fronte degli oltre 150 mila del 2007. Gli immigrati residenti sul suolo italiano sono circa l’8% della popolazione. Nessuna invasione in atto, quindi, così come non corrisponde al vero l’aumento della criminalità ad opera degli immigrati.
In una democrazia le manifestazioni, se pacifiche, sono permesse e sono naturale strumento di partecipazione alla dialettica politica, ma quanto successo a Roncolevà nei giorni scorsi non rientra sicuramente nel legittimo diritto di manifestare. Le aggressioni e le intimidazioni ai danni degli ospiti del C.A.S. e degli operatori che vi operano, fino ad arrivare, per ritorsione, ad atti di vandalismo su di una tomba indicano che si è superato il livello di guardia. Questi episodi, gli attacchi incendiari dei mesi scorsi ad edifici che ospitano o dovrebbero ospitare Centri di Accoglienza, uniti ad ulteriori gravi episodi di intolleranza che si stanno registrando in varie parti d’Italia, rimandano alla memoria periodi storici che credevamo non potessero più ripetersi.

La Procura di Verona ha avviato indagini su quanto successo a Roncolevà ed è una buona notizia. Ma non basta.
Il fenomeno migratorio che sta investendo l’Europa durerà a lungo, non si fermerà né con i muri né con i fili spinati. Va affrontato seriamente come tale e non come fenomeno emergenziale. Le attuali leggi sull’immigrazione sono inadeguate e vanno modificate.

La CGIL di Verona si rivolge a politici ed amministratori locali affinché tornino a svolgere il compito primo della politica, cioè indicare soluzioni e lavorare per risolvere i problemi, anziché inseguire facili consensi a fini elettorali dando spazio, voce e sostegno a chi incita all’odio e alla violenza. Lanciamo un appello a cittadini/e, lavoratori/trici affinché respingano la logica che contrappone, mettendoli in competizione tra loro, cittadini italiani da un lato e migranti, richiedenti asilo e rifugiati dall’altra e si oppongano ad atteggiamenti di intolleranza, odio e razzismo. Il rispetto della dignità della persona non può e non deve mai venire meno, qualsiasi sia il colore della pelle, la provenienza o lo status giuridico. Non si tratta di buonismo ma di umanità, prima ancora che di civiltà.

CGIL VERONA
Segreteria Camera del Lavoro

Commenti (1)

  • Anziché proporre iniziative o appelli in favore di quei 5 milioni di Italiani che vivono sotto la soglia di povertà o di chi è senza lavoro, la CGIL si occupa di migranti e ci illustra quale è la realtà che non vediamo, invita tutti a svolgere i loro doveri e definisce inadeguate le leggi dello Stato Italiano.
    Si scaglia contro chi compie atti di protesta (nei casi dove si sta passando il segno sono fortemente d’accordo) ma non concepisce che la nascita di questi movimenti sta proprio nelle scelte irresponsabili di uno Stato che accettando e accogliendo chiunque sta trasformando l’Italia in un campo profughi creando insicurezza e preoccupazione tra i cittadini. A causa di barriere ideologiche non si coglie il fatto che mostrandoci generosi e accoglienti (siamo l’unica nazione in Europa) stiamo indirettamente sostenendo una tratta di esseri umani che vengono indotti a partire dall’Africa in cerca di un facile benessere, sui quali ci sono mercanti che lucrano. C’è da sperare che il Governo, che invece sembra aver compreso tutto ciò anche se con notevole ritardo, riesca a invertire questa situazione altrimenti le tensioni sociali diventeranno sempre più forti

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