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Adesso che il nuovo Sindaco vuole mantenere le promesse sull’Arsenale c’è chi si straccia le vesti polemizzando che le probabili penali imposte andrebbero a cadere sulla fiscalità generale e sarebbe indice di cattiva amministrazione.

Si insedia il Consiglio comunale di Verona e giureranno i nuovi amministratori che per cinque anni amministreranno la nostra città. Tra le mie amicizie di sinistra percepisco un senso di scoramento, rivalsa e malcelato vittimismo sul perché il partito democratico non è riuscito a diventare protagonista dell’ondata di disgusto per l’epoca tosiana, prendendo il potere in una città che ha dimostrato di avere voglia di cambiare.

Chi non si fa un esame di coscienza dei tanti errori di tattica elettorale, pianga sé stesso; chi continua ad accusare Michele Bertucco di narcisismo politico, faccia come crede. A me interessa molto di più parlare di chi si è battuto con forza contro alcune delle sciagurate decisioni prese dalla Giunta di Flavio Tosi (non dicendo nulla di falso personificandola) e di chi adesso, nel sentore di un provvedimento di blocco della convenzione di project financing dell’ex Arsenale, si straccia le vesti polemizzando che le probabili penali imposte andrebbero a cadere sulla fiscalità generale e sarebbe indice di cattiva amministrazione.

A queste persone io dico: avete trovato un sindaco che mantiene una promessa elettorale; ha il bagaglio culturale per affrontare a ragion veduta le conseguenze delle sue decisioni; immagino abbia il carattere per non fare la vittima quando dovrà renderne conto ai veronesi (siamo tutti qui in attesa); perché insistete polemicamente e vi scagliate contro un provvedimento per cui avete protestato contro il sindaco emerito? Per partito preso? Per opposizione fine a se stessa? Per strabismo politico?

I dirigenti del vostro partito sono arrivati al punto di chiedervi di sostenere colui il quale avete combattuto per dieci anni ideologicamente, e le urne li hanno bocciati. Voi vi schierate parimenti ideologicamente, insultando la coerenza delle vostre battaglie, perché il sindaco che si oppone come voi desideravate è di centro-destra? Allora siete contrari per partito preso! Siete all’opposizione perché è il ruolo che amate, in un solco polemico che va contro la comprensione generale.

E vi meritate quello che, per mesi e mesi, ha reso un comico in disarmo un tribuno: un sonoro vaffa…

Sergio Cucini

Sergio Cucini

L'autore: Sergio Cucini

Sergio Cucini, laurea in economia e commercio all’Università di Verona, imprenditore nel settore edile, della consulenza aziendale e nell’azienda alberghiera di famiglia. Tra i ruoli ricoperti, presidente degli Albergatori della provincia di Verona, responsabile città d’arte in Federalberghi Veneto, membro della giunta di Confcommercio Verona e presidente sezione Turismo, consigliere cooperativa albergatori Verona. Ha inoltre guidato il Consorzio di promozione turistica Veronatuttintorno.sergiocucini@gmail.com

Commenti (2)

  • Marcello

    Ma di quale sinistra parliamo? Forse che il PD a Verona ha incarnato la sinistra? Si è comportato come una volta il PSDI: per mio suocero significava soltanto Per Sinistra Destra Indendiamo. E non si sbagliava. Entusiasti ed estasiati da un ex-sindaco “rottamatore” a tal punto convinti di dover FARE del PD un’altra cosa, più moderna, hanno iniziato a Roma a tagliare gli incontri con i sindacati e via via a squalificare le sue (del PD) componenti di sinistra, con la complicità della stampa amica (La Repubblica etc.) Così si sono trasformati, rincorrendo gli interessi degli imprenditori di grido, ovunque, anche a Verona, e questo nonostante una CRISI davvero tragica per molti operai strutturati e per i giovani in cerca di prima occupazione. Signor Cucini ha capito bene allora chi dirigeva il PD a Verona? E perché si sono espressi recentemente per la Bisinella? Distinti saluti.

  • Essendo i Democratici minoranza della minoranza in Consiglio, dove l’unica mente lucida, a leggere oggi L’Arena, è ancora Bertucco (parafulmine di tutti i loro clamorosi errori), dovrebbero dedicarsi anima (esiste ancora?) e corpo e in umiltà alla riorganizzazione del partito. E invece già litigano per contendersi il nulla, ovvero lo strapuntino della vicepresidenza del Consiglio comunale. Evviva!

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