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Sinistra Italiana di Verona chiede al Prefetto di Verona di intervenire, in collaborazione con la magistratura e le forze preposte all’ordine pubblico e democratico, urgentemente ed in modo efficace e risolutivo nei confronti di coloro che a totale disprezzo delle leggi, dei valori umani e delle disposizioni istituzionali, assediano violentemente 20  rifugiati arrivati  il primo luglio nella frazione di Roncolevà di Trevenzuolo presso la casa in cui sono ospitati da una cooperativa che ha partecipato e vinto l’apposito bando della Prefettura. Già alla vigilia dell’arrivo dei profughi hanno lanciato sassi e pietre contro la casa e contro gli operatori della cooperativa ospitante distruggendo i cristali e fracassando la carrozzeria della macchina del presidente. All’arrivo degli ospiti sono volati volgari insulti degradanti, incivili e razzisti. Gridando  “scimmie” hanno loro intimato di andarsene via dalla struttura e di tornare al loro paese.

Non domi nella loro incivile attività razzista e persecutoria all’imbrunire accendono i fari delle macchine per illuminare le finestre della casa affinchè non possano dormire o costringerli con questo caldo a chiudere le imposte. In più gli operatori sono impediti nel loro lavoro con i richiedenti asilo in quanto appena si riuniscono con loro per svolgere i vari corsi  i “manifestanti” iniziano a suonare trombe e trombette e a emettere musica assordante a tutto volume. I profughi sono minacciati a non uscire dalla casa altrimenti diventano oggetto di insulti  e di pedinamenti intimidatori apertamente filmati (per far pesare il controlo di ogni loro azione).Squallido è il filmato realizzato e messo in rete da un tale Squassabia, imprenditore e proprietario dell’area privata messa a disposizione, da mane a notte, del presidio bellicoso.

La misura è colma. Non è possibile tollerare questo “presidio razzista”, violento e minaccioso. Non è tollerabile  che il sindaco di Trevenzuolo porti la sua solidarietà e sostegno non ai 20 profughi, ma ai razzisti violenti e minacciosi, come non è tollerabile che abbiano fatto altrettanto i sindaci, dimentichi dei loro compiti e doveri istituzionali,  di Erbè, Isola della Scala, Pastrengo, Sant’Anna d’Alfaedo e di Castelbelforte (MN). All’ultima ora pare che i “manifestanti” intendano terminare l’assedio, sciogliere le righe e tornare nelle loro case. Ma restano i reati perpetrati in queste due settimane che non possono assolutamente passare di cavalleria. Quegli odiosi crimini vanno perseguiti in modo serio e puntuale affinché non si ripetano ulteriormente. Va ricordato che contro edifici ospitanti richiedenti asilo nella provincia di Verona sono stati effettuati attentati con uso di ordigni esplosivi come a San Zeno di Montagna, con uno striscione lasciato con la scritta Verona ai Veronesi (autori identificati di estrema destra di cui si è parlato di “ragazzate e bravate”) e come  a Bovolone e a Cerea.

Il problema di intervenire in modo netto, determinato  e preventivo contro il razzismo e gli organizzatori d’odio è diventato urgente e da non sottovalutare. Non è accettabile che simili episodi criminosi siano tollerati, vanno impediti e in questo caso vanno perseguiti gli autori che hanno trasgredito le leggi.

Marco De Pasquale
Dino Facchini
Giorgio Gabanizza
Maria Giovanna Sandri
Sinistra Italiana di Verona

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