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Cosa succederebbe se qualcuno volesse introdurre nelle scuole i libri di Hitler o le schede razziali di Goebbles,  i trattati di Mao Tse Tung sulla rivoluzione culturale, oppure le teorie dei radicali islamici sulla condizione della donna e dei bambini?

Siamo alle solite: un sindaco (quello di Verona) vuole togliere dalle biblioteche scolastiche i libretti gender e viene accusato di essere un censore e un dittatore. Contro “la libertà di stampa e di espressione”. Cosa totalmente assurda e che dimostra che gli ideologi LGBT sono persone incapaci di un vero ragionamento, sono dei sofisti azzeccagarbugli, accecati dal loro fanatismo (ed è proprio per questo che i loro libretti non devono entrare nelle scuole).

Infatti qui non è in discussione la libertà di stampa e di espressione (in Italia si può fare di tutto e di più, anche riviste pornografiche o film a luci rosse). Il problema è quello che entra nelle scuole. E nessuna persona ragionevole potrebbe sostenere che nelle scuole possa e debba entrare di tutto. Tante cose di natura sconcia o triviale o fatua non devono entrare nelle biblioteche scolastiche. O anche cose di contenuto ideologico e propagandistico. Proprio per un principio di laicità. Ad esempio non devono entrare nelle scuole i proclami dei partiti politici. Cosa succederebbe se ci trovassimo nelle biblioteche scolastiche i libretti sulla Padania della Lega Nord? O i libercoli del PD o di Rifondazione Comunista, magari col pretesto di “difendere i lavoratori”?

E non è solo questione di partito politico, ma anche di schieramento ideologico. Cosa succederebbe se qualcuno volesse introdurre nelle scuole i libri di Hitler o le schede razziali di Goebbles,  i trattati di Mao Tse Tung sulla rivoluzione culturale, oppure le teorie dei radicali islamici sulla condizione della donna e dei bambini? O le idee de radicali sul fine vita e sull’aborto? O anche le teorie degli animalisti o dei vegani sull’uso della carne e degli animali?

In altre parole, deve essere tenuta fuori dalla scuola la propaganda ideologica fine a se stessa. I libretti gender hanno proprio questa natura: La natura dell’ indottrinamento ideologico. E si riconoscono subito  per quello che sono. Tutto il testo, i disegnini, le filastrocche, le poesie  hanno il solo scopo di essere funzionali a questa impostazione, e spacciare sotto banco una precisa ideologia. Sono in pratica l’ equivalente di quello che erano sotto il fascismo, il nazismo e il comunismo i libretti di regime per “educare” la gioventù al mito della razza o della patria o del partito.

I libri e le favole che fino a poco fa si trovavano nelle biblioteche scolastiche erano avulsi da questo intento manipolatorio. Rappresentavano certo per lo più, situazione di identità sessuale e famigliare normali, ma non per stressare questo fatto, ma semplicemente perché dovevano appoggiarsi ad una situazione realistica per la narrazione. E i messaggi che dovevano dare erano altri.

Invece i libretti gender si appoggiano a situazioni particolari  ma proprio per stressare questa situazione ed elevarla a paradigma, normalizzarla, e proporla come “insegnamento” da dare a bambini e ragazzi. Pensate alla “principessa del pisello” e  la principessa “col” pisello. La prima è stata inventata solo per raccontare qualcosa. La seconda solo per promuovere la ideologia del travestitismo.

Pensate anche alla tragedia Romeo e Giulietta  e al film della Veronica Pivetti Né Romeo né Giulietta. Il primo è un’ opera d’ arte immortale. Il secondo è una porcheria ad uso ideologico (e il mio è solo un esempio fra i tanti). Chi non capisce la differenza, per favore si astenga dal mettere le mani sulle nostre scuole e dal fare polemiche inutili. E il Sindaco di Verona faccia il suo lavoro. Che siamo tutti con lui !!!

dott. Angelo Mandelli

Commenti (7)

  • Benvenuti nella Verona fascista cattolica integralista! Questo articolo è delirante, pensavo che Verona-in fosse una testata con un minimo di serietà. Addio.

  • Cominciare a rispondere a questo testo è veramente difficile, perché contiene una serie di argomentazioni pretestuose e che banalizzano la questione, arrivando ad una reductio ad Hitlerum già al secondo paragrafo.

    I libri messi all’indice sono certamente portatori di un messaggio, e su questo concordo. Va però tenuto conto che non sono gli unici libri presenti, non è un lavaggio del cervello quello che avviene, ma la proposta di diversità attraverso l’offerta culturale scolastica. C’è chi li definisce portatori di messaggi ideologici, chi strumenti per la trasmissione di alcuni valori fondamentali. Ora, cosa distingue i libercoli del PD o del PCI dai libri “gender”? Semplicemente che il messaggio non è politico, ma di educazione all’accettazione delle differenze presenti nella nostra società e alla diffusione della parità di genere. So che per il Dott. Mandelli queste cose possono suonare poco condivisibili, ma gli ricordo che l’uguaglianza tra i cittadini (maschi, femmine, etero, gay, lgbt, etc) è sancita dalla costituzione, dalla carta che stabilisce i valori fondamentali della nostra società. La società italiana però non è ancora riuscita ad accettare questi valori come suoi (grazie anche al solerte lavoro della Sacra Romana Chiesa), e perciò un lavoro di trasmissione di questi valori e di educazione sin dai primi mesi di età, è fondamentale. Se il Dott. Mandelli vuole chiamarla ideologia, faccia pure. Sappia però che in questo modo non la squalifica né denigra.

    Poi, confondere il significato con il significante, caro Dott. Mandelli, mi sembra abbastanza pretestuoso. La principessa “col” pisello, che la turba tanto, non trasmette il messaggio che “dobbiamo diventare tutti trans”, ma comunica solo ai nostri figli che queste persone esistono, sono nostri pari cittadini, e che se in caso io mi sentissi affine al mondo transex non ci sarebbe nulla di male o di stigmatizzato dalla società.

    Quello che traspare, quindi, dall’elenco dei libri messi all’indice da Mandelli, è che non vuole che i suoi figli siano educati alla diversità e al pensiero critico, ma che seguano il pensiero dominante. Per me sinceramente non c’è nessun problema che mio figlio legga Mao o Pol Pot o Hitler: il punto è che i nostri figli dovrebbero essere educati a riconoscere da soli nel corso degli anni cosa non funziona in alcuni messaggi piuttosto che in altri, a seconda dei loro valori e della loro autodeterminazione personale, confrontandone i diversi messaggi. Augurandoci che un sindaco, eletto da una maggioranza di una minoranza, non decida per le loro vite (e contro i valori della repubblica). Dott. F.C.

  • Il fatto che nelle biblioteche comunali o delle scuole ci siano libri gender, o di Mao, o il Main Kampf, o dei vegani, o di questo o di quello non obbliga nessuno, tantomeno i bambini, a leggerli. Non si tratta di libri di testo, quelli che si usano in classe, ma di libri che sono in biblioteca, sugli scaffali, disponibili a chi voglia leggerli o sia semplicemente curioso.
    E se i ragazzi li trovano in biblioteca, e li leggono, che male può fare? Leggeranno, si confronteranno tra di loro, con gli insegnanti, con i genitori, litigheranno, infine,… penseranno con la propria testa. Ecco il grande orrore, il male da prevenire: pensare con la propria testa, coltivare “il coraggio di servirsi della propria intelligenza.” In fondo, credo che sia questa libertà, la libertà di pensare veramente autonomamente, che ripugna alla mentalità veronese. Uniti nell’ignoranza, ecco il motto gialloblù. In conclusione, contributo avulso dalla realtà e retrogrado che rispecchia una mentalità da pecore oltre che una cultura infima.

  • Paola Lorenzetti
    Paola Lorenzetti Rispondi

    Mi sembra strana questa lotta intorno ad un gruppetto di libri che qualcuno giudica sbagliati. Mi sembra strana perchè sembra ci siamo dimenticati che l’educazione passa attraverso la persona, non avviene automaticamente se un bambino (che non sa leggere alla materna, di solito) tocca un libretto. Sono le persone che implicitamente o esplicitamente comunicano valori e li moderano a seconda di quanto ritengono opportuno. Allora, invece di accanirci intorno a degli oggetti, facciamo in modo che ogni adulto impari a formare i bambini che gli sono affidati al dispetto indiscriminato di tutte le persone, anche quelle i cui valori sono il contrario dei nostri. Bisogna insegnare a non escludere le persone ma a dialogare comunque. C’è già abbastanza astio intorno a noi, basta leggere i commenti ai social o vedere come la gente guida per capirlo. Non dobbiamo aver paura di un libro, dobbiamo aver paura di chi divide le persone in categorie assegnando diritti e valori diversi. Ogni bambini deve sapere che non è inferiore a nessuno ma nemmeno superiore. Credo sia questo a cui si riferisce la religione cristiana quando dice che siamo tutti fratelli. Già questo piccolo passo darebbe un grande contributo alla prevenzione di tanti disastri, come il bullismo, il disagio e l’abbandono scolastico, tanti suicidi fra i giovani perchè non sanno trovare un posto nel mondo. E quanto ai libri di una volta, alle storie di una volta … Era forse accettabile la storia di Barbablu?

  • Il dottor F.C. afferma con grande sicumera che la nostra costituzione sancirebbe l’uguaglianza dei cittadini (maschi, femmine, etero, gay, lgbt, etc). Forse è il caso di ricordare al sedicente dottore che la nostra costituzione, all’articolo 3, sancisce l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e non l’uguaglianza dei cittadini tra loro il che sarebbe, anche per un bambino di seconda elementare, una palese idiozia…

  • Nicolò Pozzerle Rispondi

    Credo che una scuola non debba fornire nozioni quanto piuttosto favorire la crescita di uno spirito critico, quindi, al contrario di quanto proposto in questo articoletto, dovrebbe essere provvista di tutti i testi che si vengono “bocciati”. Difficile sviluppare uno spirito critico senza alternative. E togliamo i cosiddetti libri gender (che spesso educano più che altro alla differenza), cosa resta? Questo è un problema che qui non si vede proprio.

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