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Perché bloccare il traffico durante gli spettacoli al Teatro romano? Una passaggio coperto isolato acusticamente potrebbe garantire insieme il transito delle auto, lo svolgimento degli eventi artistici e un minor inquinamento.

Già abbiamo assistito alla gara tecnica per la coperura dell’Arena, per mettere un ombrello sul nostro Anfiteatro, con grande dispiego di mezzi tecnici, con un grande concorso pubblico e con idee davvero interessanti. Ma la musica lirica suonata e cantata dell’Arena richiede silenzio e quindi quando piove è meglio non pensare a diverse soluzioni: se tuona, la musica dell’orchestra non si sente, e così le filature del canto, e se piove il legno dei violini e delle arpe si rovina inesorabilmente. Si potrebbe forse usare la copertura per la musica amplificata, ma nemmeno i cantanti di musica leggera o rock, pur diffusa con migliaia di Watt, accettano un tetto e l’alterazione del monumento romano: anche loro che non hanno problemi di amplificazione non vogliono avere un’Arena così modificata tecnologicamente.

Ma con la stessa determinazione e ricerca si potrebbe pensare ad un’altra soluzione tecnologica, in altro luogo in difficoltà: ad un tunnel rimovibile (non certo ad un traforo di tosiana memoria, pieno di contraddizioni e di effetti disastrosi, con alienazioni di territorio e con una nuova cementificazione). No al traforo, certamente, è abortito definitivamente; ma forse un piccolo tunnel potrebbe essere una buona soluzione.

Tutti sappiamo che con gli spettacoli al Teatro Romano viene interrotta la circolazione veicolare sulle Regaste e davanti al Ponte Pietra, per evitare il rumore causato da quel traffico. Ma il rumore del traffico si può attenuare, anzi si può togliere completamente, creando un semplice tunnel, una specie di galleria, entro cui passerebbe il traffico veicolare per i 200 metri necessari all’assorbimento del rumore durante il passaggio in quel breve spazio. Dalla Chiesa del Redentore al Ponte Pietra si potrebbe installare una copertura mobile, che avvolgerebbe la strada interessata per il solo tempo necessario all’operazione di protezione acustica, chiudendo il tunnel con semplici e leggere strutture mobili, in legno o altro materiale opportuno, il tutto azionabile idraulicamente e automaticamente con comandi semplici e non troppo invadenti.

E i veronesi interessati non dovrebbero sobbarcarsi percorsi lunghissimi di scavalcamento del blocco (perché anche il centro città è interdetto al traffico veicolare, fortunatamente), passando per la Fontana del Ferro e le Torricelle o per la Valverde, tra l’altro inquinando di più, dovendo percorrere più strada. Con una piccola soluzione si eviterebbe un cammino alternativo lunghissimo, da 200 m a 3 km circa.

Credo che una soluzione tecnica del genere sia facilissima da trovare, economica da realizzare, e perché no, anche bella da vedere, risolvendo così facilmente un relativamente piccolo problema di viabilità locale.

Dino Poli

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