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La riduzione del traffico privato resta, per ora,  fino a soluzioni più drastiche, moderne e funzionali, l’unica strada obbligata per la vivibilità del nostro centro urbano.

La strada finora imboccata a Verona è coerente con le indicazioni di urbanisti ed ecologisti? Inquinamento e traffico hanno costi precisi per la nostra comunità, pesano sui bilanci comunali e spesso si  traducono anche in un innalzamento delle tasse.

Purtroppo, non tutti i veronesi sono ben disposti a sopportare i piccoli disagi richiesti dagli ormai indispensabili comportamenti ecologici. I cittadini malvolentieri accettano limitazioni al traffico. Non vogliono percorsi obbligati. Tutti sono ormai consapevoli dell’aumento progressivo della circolazione, ma la “guerra” contro l’uso indiscriminato della macchina resta ardua.

Se  si prova a mettere in discussione l’automobile  immediatamente si parla di privazione delle libertà individuali. L’idea di rinunciarvi, seppure solo quando se ne potrebbe fare davvero a meno, spinge alla rivolta, anche se buona parte degli automobilisti percorre meno di due chilometri il giorno.

La riduzione del traffico privato resta, per ora,  fino a soluzioni più drastiche, moderne e funzionali, l’unica strada obbligata per la vivibilità del nostro centro urbano. I nuovi amministratori lo capiranno?

Occorre vincolare le aree dismesse, che a Verona non sono poche, destinandole a progetti dal sapore vagamente svizzero. Non possiamo dimenticare che anche l’assenza di verde ha un costo.  Nessuno però trova niente da ridire.

La città diventa più calda della campagna, perché cemento e asfalto assorbono più energia solare rispetto al terreno ricco di vegetazione. Le strade asfaltate, e gli edifici alti di molti quartieri creano veri e propri canyon che intrappolano il calore.

Una green city apporterebbe dei miglioramenti, quantomeno nelle temperature estive, con riduzione, per esempio, dei consumi elettrici per i condizionatori d’aria.

La questione è pratica ed estetica. Chi può considerare indesiderabile una città con meno traffico, nella quale il verde si inserisca in armonia, consentendo anche un uso sicuro della bicicletta?

Confidiamo che questa amministrazione non copra di nuovo cemento le aree industriali dismesse, né sia sorda nei confronti dei problemi ecologici, ma si  rivesta invece dell’ormai irrinunciabile  sensibilità ambientale.

Lucia Cametti

Lucia Cametti

L'autore: Lucia Cametti

Lucia Cametti, veronese, si è laureata in Lingue e Letterature straniere dopo aver conseguito il diploma ISEF (Istituto Superiore di Educazione Fisica). Docente di Lingue, francesista e traduttrice è membro del CRIER (Centro di Ricerca sull’Italia nell’Europa Romantica) presso Università di Verona. Nei periodi 1994-1998, 1998-2002, 2007-2012 è stata Consigliere comunale ricoprendo i ruoli di Commissario della Commissione Ambiente e dell’Estate teatrale veronese. Dal 2002 al 2007 è stata Presidente della II Circoscrizione e dal 2000 al 2005 della Commissione Pari opportunità della Provincia. Ha lavorato come giornalista sportiva per la rivista della Federazione Italiana Nuoto. Lucia è Presidente del Circolo politico La Gran Guardia, scrive libri, suona il pianoforte, ama l’arte, il paesaggio, gli animali e la letteratura. luciacametti@alice.it

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