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Si aggrava l’emergenza migranti. Il ministro dell’Interno Marco Minniti, in viaggio martedì scorso verso gli Stati Uniti, ha deciso di tornare a Roma alla notizia dell’arrivo sulle coste italiane di 22 navi con 12.000 migranti a bordo. E ha dichiarato: «Abbiamo dimostrato in questi mesi di affrontare seriamente il problema dei migranti. Ora esigiamo che l’Europa si occupi seriamente di noi».

Per il governo italiano la misura è colma, tanto che ha sollecitato l’ambasciatore italiano a Bruxelles a chiedere l’intervento del commissario europeo per le migrazioni Avramopoulos. Questo il messaggio recapitato: l’Italia potrebbe essere costretta, per ragioni di sicurezza nazionale, a chiudere i suoi porti alle navi di organizzazioni non governative che battono bandiera diversa da quella del nostro Paese. L’iniziativa è giusta e opportuna perché la situazione non è più sostenibile.

Secondo l’UNHCR, nel 2016 sono giunti sulle coste europee 363 mila migranti, di cui oltre 180 mila in Italia e oltre 170 mila in Grecia. Nell’anno in corso, al 12 giugno 2017 sono già sbarcati sulle coste meridionali europee oltre 75 mila migranti, di cui la stragrande maggioranza (oltre 65.000 sbarchi) ha interessato la rotta verso le coste italiane, cui vanno aggiunti i numeri impressionanti degli ultimi giorni: in 48 ore sono arrivate 25 navi di diversa nazionalità cariche di migliaia di migranti.

Il salvataggio delle vite umane rimane una priorità, ma è impensabile che l’Italia faccia tutto da sola. E la motivazione di garantire la sicurezza nazionale, sollevata dal ministro Minniti, è fondata e valida anche sul piano del diritto internazionale. Mi auguro che le forze politiche italiane sostengano in modo compatto di fronte all’Unione Europea l’azione del Governo. E che a sua volta l’UE mantenga fede agli impegni presi al Consiglio Europeo del 23 giugno scorso, nel cui documento conclusivo riconosce che i flussi migratori nel Mediterraneo Centrale, e in particolare dalla Libia, sono una «sfida permanente».

Non è più un’emergenza, ma un grave problema cronico per il continente, che investe tutti, e quindi non solo i paesi in prima fila, Italia su tutti. La Libia viene citata esplicitamente come il paese-chiave, e infatti l’impegno della Ue è ormai cresciuto molto, dall’operazione Sophia all’assistenza alla Guardia Costiera libica, che negli ultimi due mesi ha effettuato 8.600 salvataggi, cui si sommano i 6 mila rimpatri verso altri paesi africani effettuati dallo Iom (International Organization for Migration). Certo, assistere il governo di Tripoli e aiutarlo ad una stabilizzazione è centrale per affrontare seriamente il tema migrazione. Come ha giustamente sottolineato il Ministro Minniti, ormai il vero confine meridionale dell’Europa coincide con quello a Sud della Libia.

A fronte di un quadro così difficile e complicato, a numeri drammaticamente spaventosi, a Verona la nuova amministrazione inizia subito ad affrontare il problema a livello locale nel modo ormai usuale della Lega e dei suoi alleati: rifiuto delle quote previste dallo SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), tentativo di interferire nelle decisioni dei comuni limitrofi che invece hanno aderito, come nel caso di Costagrande (comune di Grezzana), interpretazione volutamente equivoca delle comunicazioni e delle decisioni del Prefetto. Evidente che si tratta di un film già visto in tante altre occasioni; la realtà è che non si vuole affrontare il problema per risolverlo, ma solo in chiave di pura propaganda. Era evidente che la presunta discontinuità rispetto all’era Tosi era solo uno slogan elettorale! In realtà la continuità c’è ed è quella con la prima giunta presieduta da Flavio Tosi, della quale facevano parte Sboarina, Corsi e Polato, quella dei divisori sulle panchine, delle ordinanze contro gli ultimi, quella che ci faceva vergognare di essere veronesi. Ora dovrebbero vergognarsi i benpensanti di sinistra, o presunti tali, che hanno votato per il nuovo…

Lorenzo Dalai

Lorenzo Dalai

L'autore: Lorenzo Dalai

Lorenzo Dalai è nato a Verona il 14 ottobre del 1952. Si è laureato in filosofia nel 1976, è sposato con Marilisa e ha tre figli. E' stato responsabile dell’organizzazione aziendale di una catena di supermercati. Consigliere provinciale dal 2009 al 2014. Dal 1980 al 1988 Consigliere nazionale della Federazione Italiana Canoa Kayak, dal 2006 al 2007 Consigliere d’amministrazione di AMIA Verona Spa, dal 2008 al 2011 Consigliere d’amministrazione di AMT Verona Spa. Attualmente Consigliere comunale ad Erbezzo. mailto:lorenzo.dalai@gmail.com

Commenti (6)

  • Giuseppe Braga

    Sono oltre 50 i conflitti in corso nel continente Africano, in Asia, nella Federazione Russa con la crisi con l’Ucraina, ed in altre aree del globo. Ogni Paese interessato dai conflitti dispone di propri eserciti, ma anche di formazioni terroristiche come l’ Isis, di mercenari assoldati o di vere e proprie bande al soldo del miglior offerente. Nei campi di raccolta dei profughi nel deserto libico stazionano, accampati per mesi, almeno 3-4 milioni di persone in attesa di imbarcarsi verso approdi europei, il primo dei quali sono le coste italiane. A questi vanno aggiunti i milioni di persone in fuga dai loro territori attraverso le “rotte balcaniche”, ecc. Di fronte a queste situazioni l’Europa si dichiara non disponibile a concedere aiuti, in particolare: Spagna, Francia, Belgio, Austria e Germania, mentre molti politici come Brunetta, Casini, Salvini ed altri ancora sfruttano questa situazione in chiave antigovernativa. Ebbene, ritengo che questa tremenda situazione possa essere considerata una apocalisse umana, per la quale nessuno dovrebbe essere lasciato solo. Vanno pertanto impegnati i partiti democratici e i nostri parlamentari presso il parlamento europeo, ma anche tutte le forze istituzionali: ONU, Santa Sede, ministeri degli esteri, ambasciate, consolati, e ogni autorità delle società e delle rappresentanze della società civile presenti nei contesti transnazionali, perché l’Italia, da sola, non è oggettivamente in grado di affrontare e gestire questa ecatombe.

  • Marcello

    Il veleno è in coda: “Ora dovrebbero vergognarsi i benpensanti di sinistra, o presunti tali, che hanno votato per il nuovo…”. Potresti essere più chiaro? Lamenti forse lo scarso sostegno … alla Bisinella?

  • Lorenzo

    caro Marcello, evitiamo le dietrologie… la realtà è che persone sedicenti “di sinistra” hanno dichiarato di aver votato Sboarina, altre non lo hanno dichiarato, ma hanno lavorato per far votare il candidato che rappresenta le formazioni omofobe, razziste, sovraniste e xenofobe che ora governeranno Verona. Vorrei capire con quale coraggio continueranno a definirsi “di sinistra”. Semplicemente questo. La mia domanda è velenosa? Certo! Perchè se fossero restati a casa, sarebbero stati sicuramente più coerenti.
    ciao
    Lorenzo

    • Marcello

      E magari avrebbero permesso la vittoria della tosa (!?). No mio caro, credo che i presunti benpensanti di sinistra abbiano fatto al ballottaggio la loro scelta in una delle maniere che hai indicato, e anche non andando al voto o annullando la scheda ma sempre con coscienza e liberamente, anche se con molta difficoltà: toccava a te, uomo di partito, spiegare e cercare di convincere, come ha cercato di fare Giuseppe Braga, perché votare la Bisinella sarebbe stato meglio per la città. Mi ripeto: in fondo al tuo interessante articolo era proprio necessario inserire quel veleno? Non si chiudono così le residue porte del dialogo con la sinistra e con le masse popolari? Pensaci. Un cordiale saluto.

  • Giorgio Massignan

    Lorenzo, non credi sia opportuno stendere un velo pietoso su quanto è successo? Errori ne sono stati fatti tanti, troppi, da tutte le parti; ora recriminare ed incolpare altri del disastroso risultato elettorale del PD, ritengo sia sbagliato e pericoloso. Sei troppo intelligente per credere che la Bisinella avrebbe modificato la politica amministrativa di Tosi e certamente ti rendi conto che il project financing per l’Arsenale, quello per il traforo della collina ed i progetti sconsiderati come quelli per la copertura dell’Arena, del cimitero verticale, etc. sarebbero stati ripresi. Sono convinto che il PD, alleato con Bisinella-Tosi, non avrebbe assolutamente potuto modificare il metodo ed i contenuti delle amminiostrazioni passate, ma ne sarebbe stato coinvolto e reso responsabile. I gravi errori sono stati fatti i mesi scorsi, quando, per tanti motivi e spesso poco nobili, ci si è presentati alle elezioni in condizioni perdenti; il risultato non era difficile prevederlo ed alcuni lo avevano anche fatto. Ora, credo sia arrivato il tempo per costruire un nuovo modo di fare politica, è necessario tornare sul territorio ed assieme alla gente interessata proporre una Verona diversa, alternativa a quella di questi ultimi 10 anni. Rivendicare colpe ed affronti subiti provoca ulteriori motivi di divisione e dissenso e non aiuta certo a riconquistare la fiducia dei veronesi. Ho scritto dei veronesi e non dei partiti di centro sinistra e di sinistra, perchè se questi non si trasformano radicalmente, tra cinque anni ci porteranno agli stessi risultati fallimentari di adesso.

  • Lorenzo

    purtroppo temo che la zizzania disseminata in questi ultimi tempi non porterà nulla di buono per i prossimi cinque anni, anzi assisteremo al ritorno del peggio della prima giunta Tosi, gli interpreti sono sempre gli stessi, e poi ‘pagheremo dazio’ con la dimostrata incapacità di uscire dai recinti falsamente ideologici.
    buona estate, comunque!
    Lorenzo

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