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Per un concerto popolare a Modena s’è proposto che l’esame in quel giorno venga interrotto. Ma quale maturità può essere quella di un esame che va sospeso, per favorire la partecipazione ad uno spettacolo di musica?

Alla fine dello scorso millennio, proprio nell’anno 1999, il ministero italiano dell’Istruzione decise di modificare l’esame finale delle scuole superiori. Lo studio di questo nuovo esame durò un intero anno e portò ad una grande modifica: cambiò quasi tutto, con ragioni importanti e motivate.

Anzitutto non si chiamò più Esame di Maturità, ma Esame di Stato. Per misurare la maturità infatti occorrono test psicologici molto complicati e lunghi, mentre ciò che conta è solo misurare conoscenze scolastiche raggiunte, insieme a competenze e capacità. Ed anche per la decisione relativa a tali argomenti da conoscere e dimostrare di conoscere da parte degli studenti la discussione fu lunga ed approfondita, con quesiti convinti e perfino con cambio delle parole.

Niente maturità quindi, ma un esame che portava ad un diploma, assegnato dalla struttura consentita dallo stato, e quindi un vero esame di stato, che permetteva di iscriversi all’università o ad altri corsi post diploma, come del resto era sempre avvenuto per il diploma, tanto che ogni scuola possiede un registro perpetuo dei diplomi assegnati.

Cambiò la Commissione che conduceva l’esame: non più tutti commissari esterni eccetto uno, che era un insegnante designato dalla scuola che portava i suoi studenti agli esami. La Commissione era formata da 6 commissari più un presidente, di cui 3 erano insegnanti interni della scuola ed altri 3 esterni, provenienti da altre scuole, senza pagamento di trasferta per gli esterni come prima, perché quei Commissari dovevano provenire dalla stessa regione o da luoghi vicini, in modo che la trasferta potesse avvenire entro la giornata. E ciò permise un notevole risparmio di denaro, oltre che di tempo.

L’esame era strutturato con 3 prove scritte e un colloquio, ed i commissari coprivano con le loro competenze appunto quelle discipline, mentre il presidente assicurava il corretto svolgimento di tutte le operazioni, con i testi delle due prime prove scritte recapitate dal Ministero, con la terza prova composta dalla Commissione, e col colloquio condotto con certe regole molto semplici e chiare. Ed in questo modo l’esame di Stato potè avere un durata limitata, non più per tutto il mese di luglio o quasi, ma in un tempo non superiore ad una decina di giorni, come ormai ci si è abituati, dimenticando le fatiche precedenti. Ed inoltre anche il punteggio delle prove cambiò, ed il voto non fu più assegnato in 36-esimi, ma in 100-esimi, con un mucchio di vantaggi: 100 punti assegnati in base al punteggio delle 4 prove d’esame ed al curricolo di ogni candidato, alla sua storia scolastica cioé ed ai suoi voti conseguiti con l’ammissione all’esame.

E potevano sostenere l’esame solo quegli studenti che erano ammessi senza nemmeno un’insufficienza, con Commissioni assegnate a non più di 2 classi o comunque a un numero limitato di candidati

Era un bell’esame, ben strutturato e logico, un vero esame di stato. Corrispondente a criteri reali e concreti. Si potrebbe anche togliere del tutto l’esame, e lasciare il solo valore della promozione della scuola, con suoi insegnanti e con le sue procedure, programmi e valutazioni, ma una commissione mista, esterna ed interna, ed una struttura omogenea, con prove anche uguali a livello nazionale, ha un suo valore ed un suo senso.

Ma quale maturità può essere quella di un esame che va sospeso, per favorire la partecipazione ad uno spettacolo di musica? Per un concerto popolare a Modena s’è proposto infatti che l’esame in quel giorno venga interrotto. Quale maturità può gestire una Commissione che non ha l’autonomia delle sue decisioni, ma deve obbedire a calendari di manifestazioni più o meno artistiche, di dubbio valore e di altrettanto dubbia maturità ?

Dino Poli
Preside emerito a Verona

Dino Poli

L'autore: Dino Poli

Dino Poli si è diplomato al Liceo Maffei di Verona e si è laureato in Ingegneria elettronica a Padova. Ha insegnato elettronica all'IPSIA Giorgi (VR) e informatica industriale all'ITIS Marconi (VR) . E' stato dirigente scolastico all'ITIS Marconi (VR), all'PSIA Leonardo da Vinci di Noventa Vicentina, all'IPSIA Giorgi (VR) e all'ITIS Ferraris (VR). E' stato membro di Commissioni ministeriali, regionali, per MIUR e Confindustria, partecipando a vari Progetti europei. Appassionato di musica e canto, fa parte di diversi cori tra cui quello dei Musici Santa Cecilia. Grande passione per i viaggi e la montagna. dino.poli@fastwebnet.it

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