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comunicato PD

Pubblichiamo il testo integrale del documento approvato dall’Assemblea Cittadina e dalla Direzione Provinciale del Partito Democratico che contiene l’indirizzo di voto dato agli elettori del partito per il voto del 25 giugno, secondo turno delle elezioni amministrative 2017.

Verona, 16 giugno 2017

Direzione Provinciale
Assemblea Cittadina

La sconfitta ha lasciato molta amarezza, soprattutto per il margine limitato per il quale abbiamo mancato il ballottaggio.
Tuttavia vi è l’orgoglio come segretari di aver lavorato con il massimo impegno e facendo tutto il possibile per ottenere il miglior risultato. Siamo riusciti dopo mesi e mesi di tensioni interne, dopo primarie vere e dall’esito non scontato, a presentarci uniti e compatti come PD agli occhi della città. Di questo risultato siamo assolutamente orgogliosi.
Da parte di tutto il PD va fatto un grandissimo plauso ad Orietta Salemi, che ha accettato la sfida di candidarsi e ha condotto una campagna elettorale esemplare, con impegno e dedizione totale.
Un ringraziamento va fatto anche a Gustavo Franchetto e a Damiano Fermo, per l’atteggiamento tenuto durante la campagna, dopo le primarie. Infine un ringraziamento è doveroso anche a favore di tutti i candidati della lista del PD, in consiglio e in circoscrizione, ai candidati delle liste che sostenevano Orietta Salemi, oltre che ovviamente a tutti i volontari, i sostenitori, gli elettori, i finanziatori della nostra campagna.
Purtroppo, nonostante gli sforzi compiuti, non siamo riusciti a raggiungere il ballottaggio.
Avremo modo di ragionare sulle ragioni della sconfitta, che in questo momento è fonte di grande sofferenza della nostra comunità politica. Lo faremo entro breve ed in modo serio e costruttivo.
Per il momento possiamo limitarci ad evidenziare come, sin dal documento votato all’unanimità dall’Assemblea provinciale nell’aprile del 2016, il PD abbia compiuto una precisa e condivisa scelta politica: quella di distinguerci dalle forze più ideologiche e massimaliste, sia di destra che di sinistra, per aprirci alla città e coinvolgere nel nostro progetto il maggior numero di veronesi possibile.
Il Partito avrà comunque modo di confrontarsi sulla linea politica e per questa ragione rimetteremo nei prossimi giorni il nostro mandato all’assemblea provinciale e cittadina quale gesto di responsabilità verso il partito, affinché si apra una discussione in vista del congresso previsto nei prossimi mesi.

Ora però l’urgenza ci impone di concentrarci sulla scelta in riferimento al prossimo ballottaggio.
E’ precisa responsabilità nostra in queste ore coltivare l’unità e la coesione tra classe dirigente, eletti ed elettori, senza dare l’idea di una disordinata corsa alle dichiarazioni che rischiano di indebolirci e lasciare campo aperto ai nostri avversari.
Il Partito Democratico ha lavorato negli ultimi anni ed ancora durante tutta la campagna elettorale su una linea politica alternativa sia al binomio Sboarina/Fontana che Bisinella/Tosi.
Siamo stati sconfitti e la città ha confermato una tendenza a premiare le forze politiche di destra e di centrodestra.
La prima reazione per molti è stata quella di rifiutare il voto, di non partecipare al ballottaggio, diciamo un invito al lago o alla montagna. La delusione cocente fa aumentare l’istinto di dire ai veronesi “noi ci chiamiamo fuori, la scelta del 25 giugno è affare che non ci riguarda”.
Da anni cerchiamo di combattere l’astensionismo, il non voto. Da anni rivendichiamo il dovere e il diritto di andare a votare. Questa la nostra concezione di democrazia e di partecipazione.
Il voto è una conquista civile che va sempre rivendicata e praticata. Nessuno dei due contendenti può essere considerato il nostro Sindaco ma uno dei due sarà il Sindaco di Verona e questo ci riguarda!
Se il nostro invito non può che essere di andare a votare, quale indicazione diamo ai nostri elettori? Fare una scelta di campo oggi è molto difficile, diverse ragioni ci porterebbero ad escludere sia il sostegno alla Bisinella che a Sboarina. Troveremmo ampie argomentazioni da ambo le parti.
Da una parte la nostra lunga opposizione alla giunta Tosi, con i molti errori, le mancate scelte, le arroganze e opacità dimostrate in questi anni. Dall’altra una totale indisponibilità a poter sedere allo stesso tavolo con la destra lepenista e xenofoba, che per fortuna sta raccogliendo sconfitte in tante parti d’Europa, ma che ancora imperversa nella nostra Regione.
Non si tratta di mettere in discussione le caratteristiche personali e politiche dei due candidati. Il piano sul quale deve essere compiuta la scelta è invece la prospettiva politica futura della nostra città, della nostra Regione, dell’Italia.
Su questo, come forza politica, dovremmo concentrare la nostra analisi e la nostra scelta, uscendo da dinamiche locali e pensando all’orizzonte politico della città e del PD veronese per il prossimo futuro.
La scelta su Verona spetta a noi. E’ peraltro del tutto normale e legittimo che i livelli superiori del Partito ci restituiscano il loro punto di vista, che spetta a noi raccogliere e tradurre in piena autonomia in una scelta politica responsabile.
Il PD, a partire dalla stagione referendaria dello scorso anno e ancor più dopo i recenti congressi nazionale e regionale, è impegnato in una profonda azione riformatrice del Paese e del Veneto. Per questo dobbiamo guardare con attenzione a coloro che, anche a Verona, ne possono condividere lo spirito e gli obiettivi. Peraltro chi pensava che in cambio di quel sostegno ci sarebbe stato il via libera al terzo mandato o un’alleanza con Tosi è stato smentito dai fatti.
Riteniamo che tutte le considerazioni sopra svolte siano elementi importanti e sufficienti per affermare una linea politica, individuare un percorso possibile e dare un orientamento di voto.
In definitiva, il Partito Democratico di Verona:

Invita ad esercitare il proprio diritto/dovere di voto, con libertà di scelta;

Esclude ogni apparentamento e ogni accordo elettorale;

Ribadisce le proprie priorità per la buona amministrazione della città, in netta discontinuità con le esperienze precedenti:
– Attenzione alla legalità e alla trasparenza nell’azione amministrativa e delle partecipate;
– Una diversa politica urbanistca;
– Attenzione alle nuove povertà e al sistema dell’accoglienza/integrazione;
– Verona città dal respiro europeo e modello di sviluppo culturale;
– Verona città dell’innovazione, che attira intelligenze
– Rinegoziazione del progetto Arsenale, nei limiti dei vincoli esistenti;
– Istituzione di un osservatorio sul nodo ferroviario di Verona

Rivendica ogni estraneità ad una visione antieuropea, xenofoba, escludente, refrattaria alla spinta riformatrice del Paese, che solleva le paure anziché risolvere i problemi, interpretata da forze politiche come la Lega di Salvini, che cerca un ulteriore feudo alla Lega in Veneto.

Si tratta di una scelta politicamente coerente con la nostra storia e la nostra visione di città.

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