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Il 25 giugno andrò al ballottaggio convinto della necessità di guardare oltre i rigidi steccati ideologici, per contribuire, con la mia scelta verso un “voto indispensabile”, e non solamente utile a scegliere una squadra di governo, con al suo interno la presenza degli esponenti del Partito Democratico.

Mai in tanti anni mi è capitato di dover assistere a situazioni così paradossali, in cui ben due formazioni di destra, per poter  governare, avrebbero ciascuna bisogno del sostegno e dei voti di una delle due formazioni di sinistra, rimaste entrambe escluse dal ballottaggio. Mai avrei pensato che una formazione che rappresenta una sinistra, quella più a sinistra del PD, sia costretta a cercare accordi con gli esponenti di quella destra, forse quella che più ha combattuto, per non rimanere esclusa dalla partecipazione diretta ai lavori del Consiglio comunale. Analogamente questa formazione di destra, che ha ottenuto al primo turno il risultato più significativo, non sarebbe in grado di esprimere una maggioranza per governare, senza un aiuto o un accordo con gli esponenti di quella sinistra che anche loro hanno sempre visto come il fumo negli occhi.

Ebbene, si, questo è il paradosso! Ma credo sia anche il risultato di diverse situazioni interne ai partiti e formazioni politiche nelle quali sono prevalse più le aspirazioni di singoli leader che hanno gestito assieme l’Amministrazione del comune di Verona, e decidevano, anzi si spartivano le nomine e gli incarichi nelle aziende pubbliche e nelle società controllate e partecipate, spesso senza assumersi o condividere anche le responsabilità di tali gestioni.

Due destre prive di maggioranza, di fronte  a due sinistre spaccate e, credo, senza alcuna possibilità di ricucitura dei loro rapporti, per le divisioni ideologiche, che hanno intaccato i rapporti interpersonali, che hanno determinato spaccature inconciliabili.

Ma tutto ciò non è arrivato a caso. E’ stata la conseguenza delle gravi divisioni trasferite a Verona dai molti partiti nazionali, ma anche per i fatti gravissimi che hanno riguardato talune gestioni scandalose a livello locale. Vorrei ricordare fra queste, la vicenda Giacino, gli scandali che hanno coinvolto AGEC con l’arresto dei vertici aziendali, il rinvio a giudizio di molti dirigenti e amministratori pubblici, le fallimentari gestioni della Fondazione Arena e della società controllata Arena Extra, insomma le dubbie e contrastate gestioni di tante società pubbliche fra le quali l’APT, l’Aeroporto, Verona Mercato, ed altro ancora, compreso moltissime scelte urbanistiche.

In tali contesti la destra veronese si è presentata al voto per il rinnovo della amministrazione civica senza rimarginare le sue fratture e superare le lotte intestine. Analogamente, la sinistra si è presentata al confronto elettorale  con idee diverse e in competizione tra il PD e la liste di Bertucco. E poco o nulla sono valse  le primarie che avevano indicato candidata alla carica di sindaco Orietta Salemi e capolista  Gustato Franchetto, neppure iscritto al partito. Ebbene, nonostante il generoso impegno di tanti militanti, la lista del PD con Salemi è arrivata terza e il capolista Franchetto addirittura ottavo, risultando in tal modo neppure eletto.

I due schieramenti della destra, capeggiati il primo da Federico Sboarina, sostenuto da altre sei liste, e l’altro con la senatrice trevisana, ma veronese di adozione, Patrizia Bisinella, anch’essa appoggiata da altre sei liste, hanno affrontato il confronto elettorale più sulle rivalse, sulle tante rese dei conti e vendette interne piuttosto che sui contenuti e sui programmi condivisi con il loro elettorato.

In questo clima non sono mancati gli osservatori da ambo le parti, ma in particolare a sinistra, in cui in tanti hanno ritenuto di portare idee, proposte, progetti, ma anche strategie saccenti che miravano più a demolire la candidata Salemi che a sostenere il suo programma. Come non sono mancate le proposte di alcuni ex esponenti della sinistra, oggi senza ne Dio ne Patria ma sempre pronti ad apparire, sino a suggerire l’astensione al voto in occasione del ballottaggio del 25 giugno. Credo che queste elezioni confermino la necessità di modificare il modo di fare  politica, della scelta dei suoi esponenti ma anche del sistema elettorale.

L’elevata astensione dal voto che ha superato il 40% degli elettori, lo dimostra ampiamente. Altrettanto necessario credo sia la modifica dell’attuale sistema elettorale in cui ben 9 candidati sindaci, sorretti da 25 liste con 814 candidati consiglieri per Palazzo Barbieri, non sono riusciti a eleggere e scegliere al primo turno la nuova amministrazione del comune di Verona. Credo pertanto che sia necessario un realistico ed utile compromesso che faccia superare queste evidenti contraddizioni. Per questo, personalmente il 25 giugno andrò al ballottaggio convinto della necessità di guardare oltre i rigidi steccati ideologici, per contribuire, con la mia scelta verso un “voto indispensabile”, e non solamente utile a scegliere una squadra di governo, con al suo interno la presenza degli esponenti del Partito Democratico. E l’unica possibilità è quella di utilizzare il (mio) voto a favore della candidata Patrizia Bisinella.

Giuseppe Braga

Giuseppe Braga

L'autore: Giuseppe Braga

Giuseppe Braga è nato a Verona il 12 giugno del 1943. Ha lavorato alle Officine e Fonderie Leopoldo Biasi di Verona. E' stato dirigente e membro della segreteria FIMCISL di Verona; dirigente e Segretario generale Federchimici CISL di Verona; Segretario generale SICET CISL di Verona e Responsabile organizzativo Confederazione; consigliere di terza Circoscrizione in Borgo Milano. Durante l’attività sindacale ha ricoperto varie cariche. giuseppe.braga@gmail.com

Commenti (23)

  • Marcello

    Così il grande sindacalista si esprime per un voto alla Bisinella, “utile a scegliere una squadra di governo, con al suo interno la presenza degli esponenti del Partito Democratico”: è la continuità con Tosi, che per Verona continua a pensare ad un Traforo autostradale, ad un Arsenale trasformato in un centro commerciale, ad una Fondazione lirica di proprietà privata, ad una viabilità basata sul traffico privato, a consentire la cementificazione di una buona metà dell’ex Parco Ferroviario, e a salvaguardare la Bellezza di Verona, nelle forme rappresentate da Giulietta e Romeo, da una Giostra panoramica o attraverso un Cappello sull’Arena. Caro Giuseppe saresti disposto a svendere per un paio di assessorati e qualche circoscrizione la (troppo) moderata e (più che) decennale politica del tuo partito, così svelando, se ci fosse ancora bisogno di farlo, il senso che il Pd dà all'”alternativa” alla politica di Tosi, di cui parlano Albertini e Salemi. O sono solo parole o equivale a complementarietà. Ma non fanno così da lungo tempo sia l’UDC che l’AP (a parti invertite) con Monti-Letta-Renzi-Gentiloni? Saluti cordiali.

    • Giuseppe Braga

      Marcello, non serve a nessuno un elenco delle stramberie riferite ai progetti di Tosi, molti di questi fantasiosi. Non serve perché c’è il rischio di dimenticarne alcune, anzi molte di queste, peraltro approvate e sostenute dalle sue giunte in periodi diversi ed alcune, sin dal suo primo mandato. Semmai, questo si, andrebbero esaminati i bilanci delle partecipate, almeno delle maggiori, per capire quante e quali coperture interne al comune (apparato e dirigenti) ed esterne (banche, CCIAA, Ente Fiera, Quadrante Europa, ecc.) possono aver avallato le scelte che in molti contestano dei 10 anni della gestione di Tosi. Questo perché Tosi, da solo, non avrebbe potuto commettere tutti i guai che li vengono addebitati. E’ vero che lui era il presidente o il rappresentante legale di molte società. Ma, chi comandava realmente alla Fondazione Arena, oppure in AGEC o al Quadrante Europa, a Verona mercato, ecc. Dov’erano gli organismi di controllo? Dov’erano le forze di opposizione e non solo della sinistra? Tempo…al tempo….!

  • Io invece voterò Sboarina tappandomi naso, gola e ogni orifizio proprio per due semplici motivi:
    1. togliere Verona dalle sgrinfie di Tosi e di tutta quella brutta gentaglia della quale si è attorniato
    2. salvare Verona dal ridicolo atteggiamento del PD locale che per anni ha fatto finta di opporsi a Tosi (tranne Bertucco che poi è stato cacciato) e che non ha la benchè minima idea di cosa fare per la città se non barattare gli ultimi rimasugli di coscienza per una minima visibilità politica. Patetici e squallidi.

    • Giuseppe Braga

      Sig. Cittadino medio, lei voti pure il suo candidato Sboarina, se la cosa può rispondere alle sue necessità o scelte di carattere ideologico. Sboarina e le sue 7 liste collegate ha raggiunto il primo posto con il 32% dei consensi, ma non sufficiente per vincere al primo turno. Come già scritto in altre parti, Sboarina, primo arrivato, deve fare i conti con l’altro 68% dell’elettorato che ha scelto altri candidati. E non è detto che riesca a conquistare la loro fiducia per il 25 giugno. Non tanto per i tempi, semmai per la grave divisione interna alla destra, in cui hanno prevalso risentimenti, vendette e rese dei conti. La destra, volendo, avrebbe potuto ottenere al primo turno il 56% (come Tosi nel 2012). Perché non lo ha fatto?

  • Immagino che, a fronte di questa approfondita ed accurata analisi, abbia già in mente il nome da affiancare al sindaco… magari qualche ex sindacalista, sempre molto utile!!!

  • Sig. Braga, bellissimo articolo tranne la parte finale, i conati si trattengono a stento di fronte a tanta sfacciataggine. Scavatevi pure la fossa da soli, ma non cercate di trascinare chi non la pensa come voi, non vi è bastato perdere Bertucco a causa del referendum costituzionale, che poi ha dimostrato come gli italiani ragionino con la propria testa e non per dettami di appartenenza politica. Preferisco avere Bertucco in consiglio comunale che uno qualsiasi del PD, ho incontrato e parlato con la Salemi e se è vero che la prima impressione è quella che conta posso dirle “me lo sentea nelle fizze” che c’era qualcosa sotto. Quindi igniuno si prenda le proprie responsabilità, il mio sarà un voto utile quanto il suo!!!

  • Giorgio Massignan

    Analisi ineccepibile e condivisibile. La conclusione non la capisco. Il programma della Bisinella è la mera continuazione del programma di Tosi, che tanto abbiamo contestato. Ritorna il traforo e tutto quello che si pensava fosse defunto. In quello di Sboarina ci sono delle proposte sulla viabilità che non condivido assolutamente e oltretutto, nella sua squadra, ci sono personaggi, come Enrico Corsi, che sono stati tra i protagonisti più attivi delle amministrazioni Tosi. Non esiste un male minore, ma male e basta. Se il PD scegliesse l’apparentamento con Bisinella-Tosi e potesse anche godere di qualche assessore, con quale forza e potere potrebbe contrastare i vecchi programmi tosiani? Se invece si limitasse all’appoggio, negherebbe dieci anni di opposizione e approverebbe il fatto, o meglio, il non fatto delle amministrazioni tosiane. Ritengo che mai come in questo caso, per coloro che vorrebbero un tipo di città come la vorrei io, sia una responsabilità civica non andate ai seggi, proprio per evidenziare che chiunque sarà eletto godrà di un basso sostegno elettorale. Scegliere Sboarina o Bisinella, potrebbe significare che le forze progressiste sono disponibili a contrattare incarichi clientelari di sottogoverno, come eventuali posti nelle partecipate. La sola possibilità di dare un futuro all’opposizione interna al palazzo e fuori, è un risultato elettorale che evidenzi il distacco della città per l’eletto sindaco. Non si tratta di Aventino o di ritirarsi, anzi, si tratta di depotenziare un futuro amministratore, togliendoli l’alibi del grande consenso popolare. Dovrà essere chiaro che i voti li ha presi soprattutto da coloro che hanno una visione clientelare della politica. Astenersi è un diritto che la democrazia ci concede, ritengo che in certi casi sia giusto utilizzarlo, motivandolo, senza per questo perdere il senso dello stato, anzi, al contrario, per rafforzarlo.

  • Enrico Marcolini Rispondi

    Questa volta non concordo con lo stimato arch. Massignan: “la libertà è partecipazione”, diceva Giorgio Gaber, e non possiamo rinunciarvi, anche perché forse è l’unica vera possibilità che ci rimane… Chi tace acconsente.
    Io direi che, al di là di stimate persone anche nello schieramento del sindaco uscente (dato che questo è il vero candidato più che la senatrice Bisinella), dobbiamo guardare avanti non dimentichi del passato. Guai all’uomo quando non fa tesoro dell’esperienza, e qual’è la nostra recente esperienza? Cittadini e loro diritti SISTEMATICAMENTE CALPESTATI. Quanti morti ed ammalati in più ha Verona grazie a certe scelte di “sviluppo”? C’è perfino una lista dei pensionati a sostegno dell’amministrazione uscente: ma lo sanno i pensionati di Borgo Roma, Golosine, Santa Lucia che stanno rischiando di dare il voto proprio a coloro che stanno già causando la chiusura dei negozi di vicinato nei loro quartieri e ben presto tanti anziani pensionati si troveranno a non essere più autosufficienti dato che, per comprare due panini e un litro di latte, dovranno dipendere da altri? E non parliamo del venir meno delle relazioni sociali non certo facilitate dai centri commerciali.
    Poco credibile girare per i quartieri di Verona Sud dopo averli abbandonati per anni ad un destino segnato dalla speculazione più che dall’interesse alle persone ed ai loro inalienabili diritti alla salute e vivibilità. Quand’è ora del voto si va dai cittadini a chiedere il sostegno (dato che gli enti e società fortunatamente ancora non hanno diritto al voto), poi quand’è ora di fare le scelte si dà sempre la precedenza alle esigenze di questo o quell’ente! Direi che sarebbe ora che i cittadini aprissero gli occhi! Aggiungo una cosa: appena eletto Tosi 10 anni fa, con altri cittadini avevamo chiesto e ottenuto udienza: ci stava a cuore rappresentare direttamente a lui i gravi problemi che già devastavano Verona Sud: traffico, inquinamento, caos e quartieri resi invivibili ad ogni manifedtazione fieristica! Ebbene, siamo stati ricevuti, ma tutti i 20 minuti dell’incontro il nuovo sindaco ha ritenuto più importante guardare ora l’uno, ora l’altro messaggio sui ciascuno dei due telefonini che giravano per le sue mani…forse avremmo dovuto capire tutto subito…
    E l’approccio non è cambiato neppure quando ben 5700 cittadini hanno firmato una lettera aperta indirizzata proprio al sindaco Tosi il quale, però, ha ritenuto di non essere affatto tenuto a dare alcuna risposta, proprio nessuna!
    Forse il sindacalista Sig.Giuseppe queste cose non le sa.
    A buon intenditor poche parole.
    Ora dico al PD, che se i sui rappresentanti hanno a cuore il futuro di questa città, devono guardare a questa città e non ai cenni che arrivano da Roma.
    Se ora quindi, ascoltando più i diktat romani che la speranza di un reale cambio di rotta rispetto il recente passato, si sosterrà quella che -almeno a parole- è stata ritenuta una parte avversaria per le idee ostinatamente portate avanti anche contro il buon senso (non vogliamo giudicare le persone), allora avrà miseramente fallito e mille volte avrà fatto bene Michele Bertucco a restare coerente ai propri ideali e ad uscire.
    Cordialmente
    Enrico

  • Ci sono due tipi di elettori: quelli che tentano di utilizzare la politica affermare i loro “sporchi” interessi e quelli che credono nel valore della politica come luogo previlegiato del confronto e della mediazione. La maggioranza dei veronesi appartiene sicuramente alla prima categoria, punta ad ottenere qualcosa per sé (soprattutto), per la propria azienda, per i propri famigliari. C’è una minoranza, sia a destra che a sinistra, che crede ancora nella possibilità di amministrare degnamente la propria città. I primi non hanno bisogno di consigli, sanno bene a chi rivolgersi. I secondi sono abbastanza intelligenti per decidere da soli chi votare. L’indicazione di voto di un vecchio sindacalista in pensione da decenni o di una giovane deputata lanciata in carriera servono solo a mettere in evidenza la miseria culturale di un partito che ha perso definitivamente la trebisonda.

  • Che tristezza, caro Giuseppe! Sindrome di Stoccolma.

    • Giuseppe Braga

      Eg. Professore, nessuna tristezza. Semmai meraviglia e rabbia (ma nessun risentimento) verso coloro che sono convinti di poter esprimere da posizioni risibilmente minoritarie dei giudizi contro chi ha governato, non condividendo ne metodi ne contenuti. Ma perché, anche se rappresentavano interessi opposti, avevano purtroppo i numeri per farlo. Quanto a presunte sindromi immaginarie, deve sapere che sin dagli anni 1964 e seguenti, durante le vertenze sindacali, o i conflitti anche pesanti come quelli esplosi con la congiuntura del 64-65, ho sempre affrontato a viso aperto ogni avvenimento-anche quelli cruenti, con la consapevolezza dei limiti delle forze in campo. Senza cercare nessun compromesso consolatorio.

  • Redazione

    Quale PD al Governo, Beppe? Perché prima di pagare certi prezzi bisogna anche chiedersi se il gioco valga la candela. g.m.

    • Giuseppe Braga

      Con questo PD, che va ricondotto verso obiettivi, alleanze, progetti ed altro ancora con il suo corpo elettorale . Anche se dovesse servire un rigoroso ricambio del suo gruppo dirigente, senza cercare alcun recupero dei fuoriusciti che hanno fatto sorgere, negli anni, ben 19 formazioni alla sinistra del PD.

  • Scusi Braga, perché da per scontato che solo Tosi/Bisinella potrebbero offrire posizioni di governo al PD?
    E inoltre quali garanzie ha il PD di ottenerle?
    Non sarebbe il caso di sentire entrambe le campane, e valutare, per così dire, il “miglior offerente” tra Bisinella e Sboarina (sempre attenendoci al principio da lei enunciato di “guardare oltre i rigidi steccati ideologici”..)

  • Marco Zuppini

    Con Bisinella, il sindaco “vero” sarebbe ancora Tosi, in una reputazione veronese dell’esperienza trevigiana di Gentilin.
    Ma soprattutto ci si dimentica che Tosi, è quello il cui vicesindaco è stato condannato per corruzione. Ci si dimentica che sul suo assessore Giorlo sono scese le ombre della vicinanza ad ambienti oggetto di indagine da parte dei Carabinieri. Oltre ai risultati poco lusinghieri dell’amministrazione tosiana, che per alcuni è negativa, per altri positiva, ma la cui valutazione è una libertà individuale, c’è comunque un minimo di “potabilità” pubblica che non può essere dimenticata, e da cui non si può fuggire: la legalità e il rispetto delle leggi e dell’etica pubblica. In una città in cui fioccano le interdittive antimafia, l’opacità di certi comportamenti degli amministratori pubblici non ammettono sconti, ed un limite non valicabile.

    • Giuseppe Braga

      Sig. Marco Zuppini, non comprendo il senso delle sue osservazioni e domande, se queste fossero rivolte alla mia persona. Tosi, per me, e stato un sindaco di destra della città di Verona, rieletto al primo turno nel 2012, al suo secondo mandato, con il 57% circa dei voti dei veronesi, ma non con il mio. Insinuare con facile ironia, poi, che sarebbe lui il sindaco, in ogni caso, se venisse eletta Patrizia Bisinella, potrebbe essere un presuntuoso processo alle intenzioni e nello stesso tempo voler anticipare situazioni future, tutte da verificarsi. Certo, a Verona ci sono stati gravissimi fatti che hanno coinvolto politici ed amministratori, con rinvii a giudizio, processi, condanne ed incarcerazioni. Io sono sempre stato dalla parte dei Giudici come all’epoca della tangentopoli veronese degli anni 1992 e successivi. Lei, dove si trovava? Quanto poi alle vicende legate a fenomeni mafiosi, la informo solamente che ho portato io la corona dei fiori per conto di CGIL CISL UIL presso il duomo di Verona, in occasione dei funerali dei poliziotti Bencivegna e Cimarrusti, uccisi da un ricercato mafioso. Come ho denunciato personalmente situazioni accadute in alcuni comuni della provincia, nel settore della logistica (e non solo) successivamente divenute oggetto di interdive…..

      • Marco Zuppini
        Marco Zuppini

        Nel 1992 e anni successivi mi trovavo sui banchi di scuola e non avevo raggiunto la maggiore età : ritiene forse che ciò non mi dia diritto di esprimere un giudizio?
        L’amministrazione Tosi ha preso pubblicamente le distanze da Giacino ?
        Nell’entourage del sindaco uscente vi sarebbe anche quel Bissoli, al centro di un’inchiesta che coinvolge la Serit, la quale a sua volta è controllata da Amia, su cui sedeva Miglioranzi, che mi risulta in lista con lo schieramento della candidata sondaca Bisinella.
        Se queste non le sembrano ombre da soppessare, faccia lei. Personalmente la trasparenza e la legalità mi sembrano criteri minimi, richiesti a chi vuol amministrare.

  • Sergio Cucini

    Mi dispiace ma dissento. Se vuoi contare devi avere i numeri e la predisposizione ambientale. Se per te lo schieramento che vede Tosi in posizione di vertice non é sufficientemente caratterizzato per una continuità nei metodi e nell’ideologia, il problema è tuo che non vuoi vedere la realtà. Il sostegno al candidato sindaco che hai nominato accrediterà i vertici del partito a cui appartieni, ma non ti garantirà di poter essere incisivo e determinante per le scelte politiche e strategiche della futura amministrazione, se mai vincesse la tua prescelta. Entrare nella maggioranza con queste premesse è suicida. Auguri!

    • Giuseppe Braga

      Sig. Sergio Cuccini, non miro a ricoprire alcun incarico, ne personalmente ne per conto di altri. Come non intendo rinunciare ad esercitare un mio diritto/dovere, quello del voto. Ho definito i risultati del primo turno “paradossali” e ribadisco che di ciò ne sono convinto. Non vorrei che molta gente contraria al voto del ballottaggio o favorevole ad annullare la scheda si ritenesse più furba degli altri, solo perché non si riconosce con le liste delle 2 destre che sono arrivate prima di quella del PD. Personalmente, quando qualcosa non mi aggrada non scappo, non mi nascondo, non parlo male dell’avversario, ma lo affronto a viso aperto, perché voglio, anzi pretendo di confrontarmi con quella realtà..

  • Giuseppe Braga

    Sig. Marcolini, si legga la delibera del Consiglio Comunale Numero 153, del 20 luglio 1993. Si, 1993: 24 anni fa! In quella delibera erano state approvate molte risoluzioni, fra le quali alcune riguardanti il sistema viabilistico di borgo Roma, il collegamento dell’abitato di Ca di David con la ZAI, l’ampliamento e potenziamento dei collegamenti stradali fra la ZAI-borgo Roma-Santa Lucia-via Sommacampagna – Quadrante Europa, ed altro ancora. Perché non sono stati realizzati questi impegni?

  • Marcello

    Giuseppe, non ho inteso fare un elenco di stramberie né tanto meno oserei limitare la libertà della tua scelta; sul resto come dici … diamo tempo al tempo. Desidero solo comunicarti che risolvere la decennale politica di opposizione seria e costruttiva, realizzata anche con il contributo non ideologico di Bertucco, in un pronunciamento a favore della Bisinella mi sembra un po’ troppo arduo se non contraddittorio, no? Forse ci sono in ballo interessi da salvaguardare che fatico a vedere, ma che non tarderebbero a rivelarsi nel caso di una vittoria della Bisinella. Fammi capire: ci sarà ancora spazio per un’opposizione seria e non ideologica alle scelte che il compagno suo Tosi ha recentemente confermato?
    Auguri

  • Caro Braga, ho letto il suo contributo.

    La mia impressione é che l’ultima parte, quella dove arriva alle conclusioni, sia del tutto priva di logica. Nel complesso, l’articolo riflette la schizofrenia nella quale è caduto tutta la sinistra veronese, il PD Veronese, in particolare.

    Illogico.
    Vediamo. Lei scrive: “Credo che queste elezioni confermino la necessità di, riassumo, 1. modificare il modo di fare politica, 2. la scelta dei suoi esponenti, 3. il sistema elettorale. Alla luce di queste considerazioni, Lei riflette : “Credo pertanto che sia necessario un realistico ed utile compromesso che faccia superare queste evidenti contraddizioni.” “Per questo”, Lei suggerisce di andare oltre “i rigidi steccati ideologici”, per contribuire, con la sua scelta verso un “voto indispensabile”. Conclusione: “E l’unica possibilità è quella di utilizzare il (mio) voto a favore della candidata Patrizia Bisinnella.

    Sono veramente curioso di capire, in che modo votare Bisinella/Tosi contribuisca alla: “necessità di modificare il modo di fare politica”, “della scelta dei suoi esponenti” e “ modificare il sistema elettorale.”
    Mi spieghi inoltre in che modo votare Bisinella/Tosi significa andare “oltre i rigidi steccati ideologici”. Di grazia, quale ideologia? Quale steccato? E perché votare Sboarina sarebbe una scelta ideologica (lo dice in una sua risposta a un commento), mentre votare Tosi/Bisinella, non sarebbe una scelta ideologica? Mi illumini.

    La mia prima impressione è che la sua proposta si allinei, freudianamente, proprio con quello che Lei afferma poco sopra: “Come non sono mancate le proposte di alcuni ex esponenti della sinistra, oggi senza ne Dio ne Patria ma sempre pronti ad apparire.”
    Ecco, la sua proposta è l’ultima in ordine di tempo ad apparire come sorprendentemente illogica.

    Schizofrenico.
    Ma a leggere bene il suo articolo emerge un’altra impressione: ossia, che l’articolo sia schizofrenico.
    Il fatto sconcertante è che Lei, nell’articolo, enumera alcuni fallimenti dell’attuale giunta, di cui la Bisinella, è, – lo dice Tosi stesso,- la continuazione.
    Lei scrive: “i fatti gravissimi che hanno riguardato talune gestioni scandalose a livello locale. Vorrei ricordare fra queste, la vicenda Giacino, gli scandali che hanno coinvolto AGEC con l’arresto dei vertici aziendali, il rinvio a giudizio di molti dirigenti e amministratori pubblici, le fallimentari gestioni della Fondazione Arena e della società controllata Arena Extra, insomma le dubbie e contrastate gestioni di tante società pubbliche fra le quali l’APT, l’Aeroporto, Verona Mercato, ed altro ancora, compreso moltissime scelte urbanistiche.” Potrei aggiungere l’inceneritore, cimitero verticale, filobus…

    Dopo aver enumerato i “fatti gravissimi” di cui si è resa artefice l’amministrazione Tosi, Lei li cancella dalla sua valutazione, dichiarando di voler votare proprio per loro!!

    Non se la prenda, schizofrenico non è Lei, per carità non mi permetterei mai, bensì il modo di pensare e di agire di tutto il PD veronese, che si è prima annullato, estromettendo Bertucco, mentre adesso si invita tranquillamente al suicidio, gettandosi nella braccia del suo peggior nemico, Tosi/Bisinella.

    Ho scritto ‘nemico’? Oddio, mi scusi , ma sa, io sono di Borgo Roma che per Tosi, Bisinella, Venturi e gli amici calabresi è semplicemente un bancomat e per noi uno schifo di quartiere dove vivere. Ma si vede che sono ‘ideologizzato”…
    Ma mi faccia il piacere!

    Attendo rispettosamente delucidazioni su quanto sopra.

    Eugenio

  • Francesco Premi

    Tanti i punti dell’articolo che mi sono poco chiari, che addirittura mi sorprendono o mi lasciano semplicemente basito, per le ragioni egregiamente spiegate soprattutto da Eugenio, Sergio Cucini e Marco Zuppini e per il fatto che sembrano descrivere fenomeni opposti in città diverse, e invece si parla sempre di un ex sindaco di Verona che candida la compagna per poter tornare tra 5 anni a rifare il sindaco per altri 10, in una continuità lapalissiana (e nascondercelo, e nasconderlo ai cittadini come tanti eletti del PD cittadino stanno facendo mi sembra veramente un’offesa all’intelligenza). Ma la cosa che proprio non capisco è la parte di commento a Mario Allegri, in cui Beppe scrivi che “Semmai meraviglia e rabbia […] verso coloro che sono convinti di poter esprimere da posizioni risibilmente minoritarie dei giudizi contro chi ha governato, non condividendo ne metodi ne contenuti. Ma perché, anche se rappresentavano interessi opposti, avevano purtroppo i numeri per farlo”. Spiegami meglio perchè temo di non arrivarci da solo: da quando chi occupa posizioni anche risibilmente minoritarie dovrebbe astenersi dall’esprimere giudizi contro chi ha governato, se non condivideva nè i metodi nè i contenuti? Cos’è, la maggioranza in un Consiglio o Parlamento che dà diritto ad esprimere giudizi, possibilmente allineati? E soprattutto, proprio meraviglia e rabbia dovrebbero provocare questi atteggiamenti? Ma ti rendi conto quanto siano vicine a delle premesse autoritarie, queste parole? Sono esterrefatto. Conoscendoti un poco, e conoscendo la storia che ti sta alle spalle, la comprensione di questo va oltre le mie capacità.

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