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ballottaggio a Verona

Lo si fa, come tanti suppongo, dopo ogni tornata elettorale: ci si ritrova il solito gruppo di amici – con apporti di bottiglie e vivande varie – a valutare i risultati e azzardare fantasiose e spesso stravaganti previsioni su quello che succederà.

Stavolta s’è deciso che la base su cui svuotare le bottiglie fosse un assortimento di bruschette: dalle classiche col pomodoro e basilico, alle meno consuete con melanzane a funghetto, fino a sperimentazioni tipo sgombro capperi e cipolline. Per i vini la varietà è stata se possibile più ampia – dal Soave all’Aglianico e al Durello, e perfino una spericolata sangria fondata sul Bardolino –, il che ha sicuramente inciso sfavorevolmente sull’attendibilità delle conclusioni alle quali siamo approdati.
Per farla corta, s’è sparecchiato votando tre scenari possibili a disposizione degli elettori di sinistra escludendo la non partecipazione al ballottaggio. Potrebbero perfino avverarsi, smentendo notisti politici più competenti e sicuramente più sobri.

a) Pare che tutto ruoti intorno a Bertucco, dividendo quelli che gli attribuiscono la disfatta del PD da altri che lo vedono come l’ultimo dei Moicani di sinistra (benché privo della cresta cranica d’ordinanza). Per i primi bisogna appoggiare Bisinella, sperando che vinca in modo che il reprobo Michele non possa entrare in Consiglio e continuare a infastidire con la sua idea demodé di opposizione;

b) Al contrario, i suoi estimatori appoggeranno Sboarina la cui elezione permetterebbe a Bertucco di sedere di nuovo sui banchi sempre più variegati dell’opposizione, così che potrebbe trovarsi magari d’accordo con Tosi; ma fa niente, non si può avere tutto.

c) La terza ipotesi, che ha riscosso il consenso delle signore (sebbene non entusiastico) e del militante PD presente alla tavolata, intravede un ticket Bisinella sindaco – Salemi vice con la seconda a dettare le condizioni per il sostegno e verificarne l’attuazione rigorosa, pronta a sgambettare in caso di inadempienza. Ridarebbe una dignità locale agli ordini renziani e potrebbe recuperare qualche sconfortato elettore.
E, in caso di successo, lascerebbe a piedi l’odiato Bertucco. Così un’altra volta impara.

Gianni Falcone

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Gianni Falcone

L'autore: Gianni Falcone

Gianni Falcone, irpino trapiantato a Verona da oltre quarant'anni si diverte ad avvicinarsi alle cose con uno sguardo diverso e una matita, ricavandone vignette. Gli riesce meglio miscelare le due culture che lo attraversano esportando al sud Peara' e Bardolino in cambio di Sopressate, Caciocavalli e Taurasi. giannifalcone.vr@gmail.com

Commenti (1)

  • Il PD è talmente “baùco” che sicuramente farà votare la morosa del Tosi senza manco avere qualcosa in cambio se non le solite promesse da campagna elettorale.
    Poi alla prima votazione in consiglio, si asterrà e tornerà a fare l’opposizione blanda e inconcludente che sempre ha fatto a Tosi negli ultimi 10 anni.

commenti (1)

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