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Non ci sono spoglie vittoriose da portare a casa PD, appoggiando uno qualsiasi dei due candidati, ma solo uno smacco ulteriore, per di più tinto di incancellabile vergogna per quello che non potrebbe definirsi se non come tradimento dei valori democratici più elementari e fondativi.

“Scelta difficile”, “Decisione non facile da prendere”, “Bisogna ragionarci sopra con calma” (L’Arena, 14 giugno) se al ballottaggio appoggiare o meno Tosella? Ma, insomma, di che cosa stanno parlando nel PD?! Se Tosi alla fine è meglio di Sboarina? Due che per cinque anni hanno allegramente governato a braccetto la città assieme a Vito Giacino, finito poi come sappiamo, fregandosene dell’opposizione, avanzando proposte e idee una più rovinosa dell’altra, o semplicemente comiche, imbarcando nella loro avventura indifferentemente leghisti secessionisti e filofascisti dichiarati?

Tosi, leghista della primissima ora, è stato anche condannato con sentenza definitiva per propaganda di idee razziste (valori, com’è noto, caratteristici della tradizione PD) e ce lo ricordiamo fotografato sorridente mentre depone nei giardini della Bra una lapide funebre con il nome del procuratore Guido Papalia. Ma se lo ricordano anche quanti (tanti, troppi per crederlo uomo del dialogo e del confronto) da lui sono stati querelati soltanto per aver espresso critiche al suo governo della città.

Tosella o Sboarina? Per carità, e per rispetto degli elettori con un residuo di memoria storica e di dignità: né l’uno né l’altro. Che si sbranino pure tra loro: non ci sono spoglie vittoriose da portare a casa PD, appoggiando uno qualsiasi dei due, ma solo uno smacco ulteriore, per di più tinto di incancellabile vergogna per quello che non potrebbe definirsi se non come tradimento dei valori democratici più elementari e fondativi. Sarebbe l’ultima palata di terra sulla tomba del partito.

La dirigenza democratica faccia, invece, finalmente la cosa più giusta dopo una disfatta tanto umiliante: si dimettano i due segretari, provinciale e cittadino, aprano porte e finestre in via Valverde e avviino una discussione franca e produttiva, senza pensare (come in molti stanno purtroppo facendo da tempo: e i risultati si sono visti) alle prossime elezioni politiche, a come piazzarsi meglio nelle liste. E lascino perdere le accuse a Michele Bertucco, che dovrà pure anche lui riflettere sui tristi destini delle riserve indiane.

C’è un grande lavoro da fare in vista del 2022 e non è mai troppo presto per cominciare. Le preferenze espresse nella lista ufficiale del partito mostrano che ci sono tanti giovani sui quali scommettere, senza chiedere il permesso a D’Arienzo o all’eterno Bonfante, e con i quali andare oltre il recinto troppo angusto del PD per sperare in una rivincita.

E ci si ricordi di un altro pericolo, tutt’altro che immaginario. Tra cinque anni, il rospo Tosella potrebbe magicamente ridiventare con un bacio il principe Tosi e portare a compimento definitivo lo sfacelo di questa disgraziata città.

Mario Allegri

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Mario Allegri

L'autore: Mario Allegri

Mario Allegri ha insegnato letteratura italiana contemporanea alla Facoltà di Lettere di Verona. Ha pubblicato vari saggi letterari in riviste, giornali e presso editori nazionali (Utet, Einaudi, La nuova Italia, Il Mulino). Ha partecipato come indipendente alle primarie 2011 per l’elezione del sindaco a Verona. marioallegri9@gmail.com

Commenti (2)

  • Daniele Nottegar Rispondi

    Mi sembra che l’ autore dell’ articolo caschi dal pero. Bastava leggere le dichiarazioni dei vari esponenti del PD in consiglio comunale per capire che ci sarebbe stata una collaborazione in caso di ballottaggio tra Bisinella e Salemi. Cosa ha fatto Tosi e cosa continuerà a fare la Bisinella lo sappiamo e quindi per non farglielo fare l’ unica soluzione è votare Sboarina. Lasciare in mano Verona a Tosi per altri 5 anni sarebbe disastroso. E quelli che a parole si dicono progressisti facendo gli schizzinosi rischiano di far vincere l’ oscurantismo che ha gestito Verona negli ultimi 10 anni.

    • Caro Nottegar, dal pero ci caschi tu, o non ci sei mai salito. Guardati cosa scrivevo, quasi in solitudine,su questo accordo un anno e mezzo fa, guadagnandomi insulti, allusioni maligne e sfottò. La memoria dei lettori è davvero corta, ma almeno prima di parlare ci si informi.

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