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parcheggio Riva di Villasanta
Cortile dell’ex caserma Alberto Riva di Villasanta

Dopo quindici anni un problema irrisolto o irrisolvibile? Cosa dicono i dati desunti dalle relazioni pubblicate sul sito dell’AOUI.

Quando venne deciso a livello regionale che il nuovo polo chirurgico di Verona sarebbe stato edificato sul sito storico dell’ospedale di Borgo Trento in molti posero la questione dell’accessibilità e dei parcheggi. Inutilmente Paolo Zanotto, appena eletto Sindaco nel 2002, cercò di opporsi alla decisione già presa dalla Giunta regionale presieduta da Antonio Galan e che aveva come assessore alla Sanità Flavio Tosi; ai parcheggi si sarebbe provveduto, non era un problema fondamentale.

Ora a distanza di quindici anni non solo il problema non è stato risolto, quasi neanche affrontato, ma rischia addirittura di aggravarsi. Infatti è in scadenza il bando per un concorso che prevede la presentazione di progetti per l’intervento di ristrutturazione del complesso immobiliare demaniale Ex Caserma Riva di Villasanta, sito in centro storico a Verona, che rientra nel Piano di Razionalizzazione elaborato in adempimento all’art. 24, comma 2 del D.L. 66/2014 convertito con L. n. 89/2014 e che vuole dare una risposta logistica coerente all’esigenza di integrazione organizzativa dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia del Territorio. Si prevede perciò di accorpare, nella parte del compendio demaniale consegnato all’Agenzia delle Entrate (13.730 mq di superficie lorda), tutti gli uffici dell’Agenzia di Verona attualmente in locazione passiva: Direzione Provinciale, i due uffici territoriali di Verona, i Servizi di Pubblicità Immobiliare e i Servizi Catastali con i relativi archivi, per un totale di circa 400 dipendenti. Al momento il cortile della ex caserma ospita il parcheggio destinato ai dipendenti dell’AOUI (Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata), una soluzione provvisoria adottata nel momento emergenziale dell’apertura di quello che ha assunto il nome di Polo Confortini.

Giusto per capire la realtà di questa grande struttura ospedaliera è utile ricordare che l’AOUI di Verona ha 5.603 dipendenti, dei quali il 78,55% donne, ai quali vanno aggiunti 4.686 persone in formazione o in frequentazione di corsi didattici. I ricoverati sono 1.100, dato che l’ospedale lavora sempre al massimo della copertura dei posti letto disponibili, ai quali si aggiungono una media di 176 ricoveri diurni, 290 ricoveri in day hospital, con 370 accessi quotidiani al Pronto Soccorso e 3.800 prestazioni ambulatoriali di vario genere. Una massa di oltre 16.000 persone che arriva e parte dai due ospedali veronesi, ma per buona parte su quello di Borgo Trento, visto il ridimensionamento in atto su quello di Borgo Roma, spalmate sì sulle 24 ore, ma con picchi fortissimi nella mattinata. Se consideriamo che la distanza dalla Riva di Villasanta è notevole, che tra i turnisti, che arrivano e partono nottetempo, la maggioranza è di donne, che il percorso di accesso al parcheggio, sito in via Tommaso da Vico, si svolge in tratti dove rigogliosi alberi annullano quasi del tutto l’effetto della pubblica illuminazione, appare chiaro quale sia il disagio attuale. Gli episodi inquietanti ci sono stati e continua lo stato di apprensione da parte di chi affronta il tratto lungo e buio per arrivare o venir via dal luogo di lavoro.

A tutto questo si aggiunge la decisione dell’Agenzia del Territorio, presa evidentemente senza coinvolgere la Regione, gestore unico della Sanità, e tanto meno il Comune, corresponsabile per la questione della viabilità, parcheggi e benessere dei cittadini. Circa 750 auto non avranno più uno spazio dedicato; dove finiranno? Non certo nei quartieri limitrofi, già assediati dai veicoli di pazienti, parenti, utenti vari.

La prossima Amministrazione comunale di Verona sarà chiamata ad affrontare il problema. Il saper coniugare le diverse esigenze dei degenti e dei loro famigliari, dell’utenza giornaliera e del personale dipendente a vario titolo dell’AOUI è una questione non più rinviabile, vista anche la recente messa in funzione dell’Ospedale della Donna e del Bambino. Si spera che le soluzioni che si andranno a mettere a punto siano concrete e realizzabili; di fantasmagoriche passerelle sull’Adige per collegare ipotetici parcheggi situati in zone vincolate (Forte Procolo) distanti due chilometri dal nosocomio, ne sono già state presentate; si gradiscono solo progetti veri!

Lorenzo Dalai

Lorenzo Dalai

L'autore: Lorenzo Dalai

Lorenzo Dalai è nato a Verona il 14 ottobre del 1952. Si è laureato in filosofia nel 1976, è sposato con Marilisa e ha tre figli. E’ stato responsabile dell’organizzazione aziendale di una catena di supermercati. Consigliere provinciale dal 2009 al 2014. Dal 1980 al 1988 Consigliere nazionale della Federazione Italiana Canoa Kayak, dal 2006 al 2007 Consigliere d’amministrazione di AMIA Verona Spa, dal 2008 al 2011 Consigliere d’amministrazione di AMT Verona Spa. Attualmente Consigliere comunale ad Erbezzo. mailto:lorenzo.dalai@gmail.com

Commenti (2)

  • Marcello

    Non basta dire che è un problema da risolvere: prima di pensare a costruire altri parcheggi perché non puntiamo sulla mobilità pubblica, agendo magari sulle tariffe (abbassandole) e sulle frequenze di passaggio (incrementandole dove possibile) e sui centri d’interscambio (con tariffe leggere o semigratuite)? Buona parte dei dipendenti ospedalieri (e non solo della sanità) e delle Partite Iva vivono appena fuori del Comune di Verona e potrebbero usufruirne senza spreco di soldi e senza nuove cementificazioni. Cosa ti pare di queste proposte? Il prevedibile iniziale maggiore esborso del Comune e/o delle partecipate sarebbe ripagato entro pochi anni in termini di miglioramento della salute degli utenti e dei cittadini residenti, in termini di soddisfazione degli utenti e dei turisti e, successivamente, anche in termini economici da una buona e trasparente gestione del servizio pubblico di trasporto.

  • Lorenzo

    forse non è chiaro che questo è un articolo, non un programma elettorale. Poi sarebbe opportuno parlare con i dipententi che fanno i turni, di notte quali autobus ci sarebbero? Ultima cosa: portare un disabile grave in opsedale con l’autobus è una follia, provare! Dei turisti non voglio nemmeno parlare…

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