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Se non si interviene con urgenza, la stagione secca che avanza eliminerà il poco verde rimasto. Già diversi alberi  e arbusti stanno morendo, i tappeti erbosi  sono stremati dalla siccità, le siepette di rosmarino attorno alle griglie sono  scheletri secchi. Il luogo degradato finisce per attirare altro degrado sociale e un senso di pena  accompagna chi lo attraversa.

Chi si ricorda intorno al 2000 le battaglie tra cittadini e Amministrazione comunale sulla costruzione dei parcheggi pertinenziali nel centro storico di Verona? Si era al culmine  di quella follia che ancora oggi sta provocando molti danni:  portare il traffico motorizzato extra urbano in centro città peggiorando la vita ai residenti con inquinamento, malattie, stress. L’Amministrazione Sironi iniziò brutalmente, con il primo parcheggio interrato in Piazza Isolo, distruggendone il giardino.  Subito comitati, associazioni e personalità contestarono il progetto che risultava  sbagliato sia dal lato urbanistico che architettonico in quanto il parcheggio sotterraneo era concepito senza pensare minimamente alla definizione della Piazza soprastante.

Il Comune, tentando di rimediare, scaricò la responsabilità di sistemare la Piazza ad un architetto vincitore di un concorso bandito appositamente. Ma il povero professionista si trovò nella condizione assurda di chi progetta una casa partendo dalla cantina. Infatti ne nacque un obbrobrio. Le critiche furono durissime e cittadini si sentirono truffati. Ma non ci nulla da fare e il luogo che ospita la chiesa di Santa Maria In Organo, uno dei gioielli dove si trova quella che Vasari definì “la più bella sagrestia d’Italia”,  è diventato una landa di pietra e griglie di esalazione dei gas.

Piazza Isolo (Verona)
Piazza Isolo (Verona)

Nel 2009, siamo già in Amministrazione Tosi, in occasione della collocazione del monumento ai Deportati della Shoah, il Comune decide nuovamente di mettere mano al luogo collocando alcuni alberi  e  cespugli  nella parte marginale verso l’incrocio con Via Carducci. Ma il centro della Piazza rimane irrisolto: nell’intento di “abbellire” lo spazio pone qua e là delle vasche con arbusti, una inutile pergola e, con lo scopo di nasconderle, recinta le  griglie  di sfiato con fioriere di metallo. Se è possibile il risultato è ancora peggiore e il luogo è evitato dagli abitanti.  Le piante nelle vasche risultano sparute nel grande spazio vuoto e le griglie che si volevano nascondere  acquistano così ancora più rilievo. In seguito sono stati fatti vari tentativi di dare vita alla Piazza con mercatini e altro, ma il luogo rimane un corpo estraneo al quartiere, trascurato anche dalla manutenzione ordinaria.

Oggi, se non si interviene con urgenza, la stagione secca che avanza eliminerà il poco verde rimasto. Già diversi alberi  e arbusti stanno morendo, i tappeti erbosi  sono stremati dalla siccità, le siepette di rosmarino attorno alle griglie sono  scheletri secchi. Il luogo degradato finisce per attirare altro degrado sociale e un senso di pena  accompagna chi lo attraversa.

L’ agonia di Piazza Isolo dovrebbe comunque servire a far comprendere quello che è oramai patrimonio delle maggiori città europee: smetterla di privilegiare i parcheggi che attirano in città  traffico di attraversamento e iniziare un percorso di urbanistica partecipata dando voce  ai cittadini che avranno così un senso di appartenenza al luogo dove vivono.  Questo, e non i braccioli alle panchine, serve per far frequentare le Piazze dalla gente e dare così un senso di sicurezza.

Alberto Ballestriero
Verona Polis

Alberto Ballestriero

L'autore: Alberto Ballestriero

Alberto Ballestriero. La campagna e il paesaggio sono una presenza costante nella sua vita. Ha lavorato come funzionario nella gestione di canali e opere agrarie presso uno dei più importanti Consorzi di Bonifica del Veneto. Dopo la qualifica nel settore del verde progetta parchi e giardini, alcuni dei quali pubblicati. E’ socio dell’AIAPP (Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio). Per diversi anni è stato responsabile del settore verde urbano della sezione veronese di Italia Nostra. Ha pubblicato il libro “Confini Connessioni Scenari – divagazioni di un giardiniere sul paesaggio” E’ socio fondatore dell’Osservatorio territoriale Verona Polis. ballestriero@gmail.com

Commenti (1)

  • Claudio Veronesi
    Claudio Veronesi Rispondi

    Quanto è vero Alberto che Piazza Isolo non ha più un’anima e quanto è vero che trasmette, purtroppo quasi tristezza nell’attraversarla. Il problema è che non è più una piazza, un luogo chiaro con una funzione sociale dove la gente si può fermare e parlare. Le piazze sono spesso il centro della vita del quartiere, la tristezza è vedere che la sua natura è non a misura di incontro, ma bensì un bruttissimo parcheggio sopra e sotto.

commenti (1)

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