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Se Salemi andasse al ballottaggio contro Sboarina l’elettorato di Tosi non voterebbe Salemi, neanche se i due si sposassero in Chiesa! In compenso la candidata del PD causerebbe una catastrofe elettorale, a proprio danno, in mezzo al popolo progressista.

Molti ci chiedono (alcuni in buona fede) come facciamo ad essere sicuri che Orietta Salemi, qualora passasse il primo turno, non si metterà d’accordo per il secondo turno con Bisinella – Tosi. Il futuro è nella mente di Giove, perciò nessuno distribuisce certezza a nessun altro. Però ci soccorrono due brevi ragionamenti:

1. Se Salemi facesse al secondo turno l’apparentamento con Bisinella-Tosi avrebbe la matematica certezza di perdere le elezioni.
2. E in più perderebbe anche l’anima.

Patrizia Bisinella
Patrizia Bisinella

L’elettorato di Tosi non voterebbe Salemi, neanche se i due si sposassero in Chiesa! Salemi potrebbe al massimo lucrare qualche centinaio di voti, dei militanti tosiani di stretta osservanza; quelli che potrebbero sperare in qualche posticino di governo. In compenso causerebbe una catastrofe elettorale, a proprio danno, in mezzo al popolo progressista. Lo diciamo con tutta chiarezza: una catastrofe elettorale alla quale si contribuirebbe con il massimo sforzo.

Salemi al secondo turno ha una sola strada percorribile: non apparentarsi con nessuno dei candidati perdenti; non fare alcun accordo né esplicito, né sotto banco; rivolgersi in tutte le direzioni agli elettori rimasti orfani del proprio candidato, sulla base delle proprie scelte di programma. Potrebbe raccogliere i consensi di quella parte dell’elettorato tradizionalmente di sinistra che vota Cinque Stelle per disperazione; dell’elettorato di Michele Bertucco che dopo il voto di testimonianza si chiederebbe chi sia meglio gettare dalla torre (Salemi o Sboarina), degli elettori moderati che, comunque, ritengono necessario chiudere con l’era Tosi. Non avrebbe la garanzia di vincere. Ma, almeno, non avrebbe la certezza di aver già perso in partenza.

Federico Sboarina
Federico Sboarina

Alcuni sostengono: interverrà Renzi a gamba tesa e imporrà l’accordo Tosi-Salemi. Il giovane fiorentino è molto spregiudicato. Ma non stupido. Si intesterebbe l’ennesima sconfitta da aggiungere alle ultime, anche troppo numerose. Salemi ha dichiarato più volte: discontinuità con i dieci anni precedenti. Ha accolto le proposte che gli abbiamo avanzato (sull’aiuto agli ultimi, sulle Aziende Partecipate, sulla vigilanza per la legalità). Ha dato la parola e ci ha messo la faccia. Noi pensiamo che ci si debba fidare. Inoltre ci fidiamo, in tutta modestia, dei nostri ragionamenti appena esposti. Comunque, ogni giorno ha la sua pena. Per intanto bisogna portare Salemi al secondo turno.

Corrado Brigo, Nadir Welponer

Commenti (12)

  • Marcello

    La tesi 1 non è stata giustificata, per niente. Salemi al secondo turno ha una sola strada percorribile: non apparentarsi con nessuno dei candidati perdenti ma accordarsi su alcuni obiettivi. Senza un accordo con il perdente tra Bisinella e Sboarina non ce la farebbe: troppi interessi politici ed economici sono ancora in campo, i mass-media non l’appoggiano e i cittadini hanno ancora molto prosciutto sugli occhi. Ma se non ci arriva spero non darete la colpa a Bertucco, cui da sei mesi è stato negato di raggiungere un accordo elettorale tra Pd e la sinistra progressista e dei Comitati, sulla base di un programma di opposizione al decennio tosiano. Ricordate? Alternativi a Tosi ma non oppositivi, perfino nel Pd! Di quale discontinuità si potrebbe parlare? La catastrofe elettorale tra i democratici progressisti si è già compiuta. Non resta che pensare ad un’opposizione seria e far crescere tra i cittadini maggiore consapevolezza di dover cambiare politica.

  • Giorgio Montolli
    Giorgio Montolli Rispondi

    L’analisi è intelligente, anche se i maligni troveranno spunti per ricordare il noto proverbio “parlare a nuora perché suocera intenda”. Un altolà a qualsiasi tentazione suicida che proviene da due esperti (espertissimi) del settore. Poniamo l’interrogativo se non sia il caso di esplorare nuovi modi di intendere la politica, uscendo dalle categorie sulle quali mostrano grande competenza personaggi del calibro di Brigo e Welponer. Non si rinnova la politica rimanendo nell’ambito del sistema partitico che la sta conducendo alla morte per asfissia. La politica può rinascere (e insieme ad essa anche i partiti) ripartendo dalle idee e dalle competenze e creando attorno ad esse coinvolgimento e partecipazione. Il resto, tolto un po’ di sano pragmatismo, è fuffa. g.m.

  • Ringrazio la Redazione per aver pubblicato la nostra nota. Ringrazio anche per l’aggettivo “intelligente” attribuito alla medesima. In epoca di stupidario imperante non è poco.
    Meno comprensibile è il giudizio di esperti (espertissimi) in suicidi. Abbiamo perso molte battaglie, questo è vero. Ma siamo in una compagnia drammaticamente numerosa. Basta dare una rapida occhiata al panorama di tutta la sinistra europea!
    Sui “nuovi modi di intendere la politica” immagino che vi riferiate alla nostra proposta (e di moltissimi altri, in verità) di un candidato civico unitario di tutto il centro-sinistra (do you remember ?). In quella occasione ci furono moltissimi “innovatori” che ci spiegarono che non si poteva fare…… Raccogliere i cocci è una fatica da modesti cirenei. Non da suicidi.

  • Giorgio Montolli
    Giorgio Montolli Rispondi

    Il candidato civico unitario finisce per essere funzionale al tentativo delle forze conservatrici, di destra e di sinistra, di rilegittimarsi di fronte agli elettori servendosi di un personaggio al di sopra delle parti che faccia da contrappeso a un sistema che non vuole rinnovarsi. Una sorta di alibi dalla faccia pulita di cui interessa più il grado di accondiscendenza che il programma politico. Anche la vicenda Bertucco suggerisce spunti in questo senso. Al di là delle buone intenzioni e delle buone ragioni di chi ha proposto Trevisi, penso di non sbagliare molto nell’analisi per l’esito che ha avuto la vicenda. Infatti quando il personaggio in questione è mediamente sveglio, capisce, ringrazia e se ne torna da dove è venuto (ai suoi splendidi libri, in questo caso). La politica può rinascere (e insieme ad essa anche i partiti) ripartendo dalle idee e dalle competenze e creando attorno ad esse coinvolgimento e partecipazione. Non centra nulla il candidato civico pescato dal cilindro, una scelta che trova giustificazione nell’emergenza, potenzialmente in grado di introdurre elementi positivi, ma che – per le ragioni spiegate – può anche essere un freno al rinnovamento. g.m.

    PS Riferendomi al mio commento più sopra, per settore in cui sarebbero esperti Brigo e Welponer non intendevo quello dei suicidi, ma quello della politica. Per evitare una ripetizione ho creato un’ambiguità. Chiedo scusa.

  • Tra “la verità effettuale della cosa” e la “imaginazione di essa” (Machiavelli, Principe, XV) temo si continui a scegliere la seconda. Perché a Verona la sinistra possa avere ancora qualche spazio futuro (e perché no? anche un inatteso presente…) bisognerebbe che al ballottaggio andasse l’accoppiata Salemi/Tosi. Le altre, Salemi/Sboarina (la peggiore) e Tosi/Sboarina sono entrambe in fortissimo odor di inciucio. Inutile negare quel che tutti sanno e risanno da almeno un anno. Quanto alle anime, tra un po’ le troveremo anche su ebay.

  • È incredibile il negazionismo storico che si perpetra continuamente soprattutto in area progressista di sinistra che ha una forza elettorale di pochi punti percentuali.
    Il Movimento 5 stelle ha un consenso nazionale che copre quasi un terzo di tutto l’elettorato. A Verona 5 anni fa ha preso quasi il 10% dei consensi come benemeriti sconosciuti.
    Perché nessuno di voi progressisti fa mai l’ipotesi che il M5S possa andare al ballottaggio?
    È una tecnica frivola che usano invece forze storiche di estrema destra e si chiama negazionismo.

    • Almeno nel mio caso, non si tratta di negazionismo. E’ che dei cinque stelle a Verona si sa, e si è saputo per troppo tempo, molto poco, e, se permetti, per volontà loro. Tutto qui. Il loro candidato mi sembra una persona ragionevole e interessante sul piano umano; su quello politico ne so quasi nulla. Starò a vedere con interesse e curiosità.

  • Daniele Nottegar Rispondi

    Tra i candidati alla carica di sindaco per il comune di Verona ce ne sono due che hanno il salvagente rappresentato da una poltrona sicura comunque vada.
    Infatti sia la candidata Salemi che la candidata Bisinella sono già state elette rispettivamente in consiglio regionale e nel senato della Repubblica.
    Visto che saranno sicuramente elette come consigliere comunale, rimarranno in consiglio comunale o torneranno (Salemi) a Venezia a fare il consigliere regionale e (Bisinella) a fare la senatrice?
    Due poltrone sicuramente più comode del trespolo da consigliere comunale che garantisce loro un “misero” stipendio di oltre 10 mila euro al mese.

    I cittadini veronesi hanno il diritto di saperlo prima di andare al voto!!!!

    • Magari, delle dimissioni senza paracadute sarebbero state apprezzate. Speriamo ci sia vita su Marte.

  • Osservazione acuta quella di Nottegar che nemmeno io avevo preso in considerazione tramortito da spot radiofonici martellanti, volantini che intasano i tombini e risottate & tortellini per tutti per il più classico sistema del voto di scambio. Ho frequentato vari comizi di varie forze politiche, la possibilità di rinnovamenti passa per i giovani, se escludiamo le manifestazioni a base di risotti che non si sa da chi siano pagati salvo poi trovarsi il megaschermo con comizio incorporato, i 5 stelle sono quelli più giovani ed attivi, in un’ottica di taglio netto con il passato votare una persona che non ha mai avuto le mani in pasta con i poteri economico-politico è una tentazione forte, nei sondaggi parlano di un 26% di indecisi. Un po come giocare un biglietto della lotteria, ormai a Verona si è visto di tutto. Votare votare votare!!!

  • Corretto quel che scrive Brigo: Verona è in Europa, e la sinistra è ovunque frastagliata, rissosa, incapace di sintesi e di rinnovarsi. Brigo e Welponer sono ancorati all’ultratrentennale boss Bersani e sostengono la candidata PD, partito che al Senato riproporrà il solito Bonfante. Non sottovaluterei la diffusa nausea per queste miserie, quindi il 10% dei grillini potrebbe anche raddoppiare. A scapito del centrosinistra, temo. Quanto alle natiche su più poltrone garantite… povera Moretti! Si è (onorevolissimamente) dimessa dall’Europarlamento, per finire rottamata da Zaia e dal suo stesso gruppo consiliare. Vero che si cucca 10 k al mese come tutti i poco utili consiglieri, ma non c’è un cane che almeno la cita per quelle dimissioni. Bau bau! Un cane c’è, eccomi qua

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