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Difficile fare pronostici, ma dopo il voto dell’11 giugno potrebbero andare al ballottaggio forze che per governare dovrebbero ricorrere all’aiuto di alleati con cui hanno poco da condividere, iniziando così un percorso di grande instabilità.

Tra circa una settimana a Verona si voterà per la nuova amministrazione comunale. Dopo i dieci anni “tosiani”, durante i quali il responsabile del partito del Fare ha fatto, per fortuna, molto meno di quanto aveva promesso, si inizierà un nuovo ciclo, dove l’ex sindaco più amato d’Italia non sarà più il protagonista assoluto. Non lo sarà neppure se dovesse vincere la sua compagna, la senatrice Bisinella, perché per riuscirci avrebbe bisogno del sostegno di qualche partito escluso dal ballottaggio e quindi in grado di condizionarne il programma.

Pronostici? E’ molto difficile farne ed io non credo più ai sondaggi. Sono spesso commissionati dalle stesse forze politiche che cercano di condizionarne i risultati per ovvi scopi di propaganda elettorale. Ma sulla base degli ultimi risultati elettorali, si potrebbe delineare una situazione che vedrebbe i candidati Sboarina, Salemi e Bisinella sfidarsi per giungere al ballottaggio, con l’incognita Gennari, candidato del movimento 5 stelle. Outsider Croce, Bertucco, Bussinello, che attualmente non godono i favori del pronostico; quindi Giorlo e Grigolini.

Chiunque arrivi al secondo turno, per vincere dovrà stipulare accordi con qualche candidato sconfitto. Accordi che spesso significano compromessi, spartizioni di posti nelle aziende partecipate, assessorati e aree di competenza amministrativa con relativi benefit. Non è certo di questo che avrebbe bisogno la nostra città.

Giorgio Massignan
Giorgio Massignan

Se dovesse andare al ballottaggio la candidata Bisinella, che ha dichiarato di voler proseguire la politica di Tosi, compreso il traforo della collina, chi le concederà l’appoggio dovrà essere ben conscio che questo significherebbe la continuità con le due amministrazioni precedenti. Se dovesse arrivarci il candidato Sboarina, chi lo appoggerà dovrà considerare che per cinque anni è stato assessore della prima giunta Tosi, votando tutto quello che proponeva. Se dovesse andarci la candidata Salemi, la stessa dovrà valutare attentamente, evitando soluzioni basate solo sui numeri, cosa possono avere in comune i programmi del PD con quelli delle altre aggregazioni sconfitte.

A mio parere, tutto quello che ha riguardato le due ultime amministrazioni comunali sono da scartare. I dieci anni di amministrazione Tosi hanno causato la crisi dell’Ente Fiera, dell’Aeroporto Catullo, della Fondazione Arena e della Verona Mercato; hanno indebitato il Comune ed hanno vincolato la città ad un PAT (Piano di Assetto del Territorio) ed un PI (Piano degli Interventi) che, oltre a cementificare ulteriormente il territorio, ne aumenteranno lo squilibrio urbanistico e viabilistico. Sono stati dieci anni di iattura per Verona; dieci anni e non cinque, come tentano di giustificarsi alcuni politici che, prima alleati ma ora avversari di Tosi, vorrebbero separare la prima amministrazione dalla seconda. I danni della seconda sono stati programmati nella prima.

Per fare cassa il sindaco Tosi ha venduto i “gioielli di famiglia”, molti dei quali la municipalità di Verona li aveva ricevuti in eredità da vari lasciti per usarli a favore della collettività; in questi anni i veronesi hanno perduto lo storico Palazzo del Capitanio, Castel San Pietro, Palazzo Forti, con l’intero isolato; palazzo Pompei e Palazzo Gobetti, di origine quattrocentesca; l’ex convento francescano di San Domenico e il centralissimo palazzetto del Bar Borsa.

La Fondazione Arena, il cui presidente e responsabile del Consiglio di indirizzo è il sindaco Tosi, ha contratto un deficit di bilancio di 24 milioni di euro. In totale, Fondazione Arena, Arena Extra, AGEC e Società Aeroporto Valerio Catullo SPA, hanno una disavanzo di bilancio complessivo che supera i 120 milioni di euro.

A questo si dovranno aggiungere le penali per le mancate realizzazioni programmate, come quella dell’inceneritore di Ca’ del Bue.

Concludo con una frase dell’amico Giuseppe Braga: «Come durante le prime libere elezioni del 1945 servirebbe un “Patto di Concordia”, allora realizzato dagli esponenti della Democrazia Cristiana, del Partito Comunista e del Partito Socialista. Qualcosa di simile si dovrebbe fare oggi a Verona ricorrendo all’aiuto della società civile, del mondo delle associazioni e dei lavoratori”.

Io aggiungo, si sarebbe dovuto fare un “Patto di Concordia”, basato su programmi chiari e definiti e su persone competenti ed oneste. Una parte del programma era già stato abbozzato, era quello della Verona che vorrei, realizzato da VeronaPolis. Ma nonostante i tentativi non è stato preso in considerazione come base programmatica per una reale lista civica. Ora constato che parecchie formazioni politiche che si presentano alle elezioni stanno utilizzando parti di quel piano, alcune correttamente ne hanno citato la fonte, altre, e non ne capisco il motivo, lo hanno evitato accuratamente. Spero comunque che non siano solo degli spot elettorali e che possano servire, almeno in parte, a migliorare Verona.

Forse se, al tempo giusto, il programma di VeronaPolis fosse stato utilizzato in modo diverso e soprattutto credendoci, poteva rappresentare una buona risposta per tentare di riparare i danni creati dalle amministrazioni Tosi.

Giorgio Massignan
VeronaPolis

Giorgio Massignan

L'autore: Giorgio Massignan

Giorgio Massignan, nato il 21 maggio 1952 a Verona. Residente a Verona, laureato in architettura e urbanistica presso lo IUAV di Venezia nel 1977. Autore di studi sulla pianificazione territoriale in Italia e in altri paesi europei ed extraeuropei. Autore di quattro romanzi a tema ambientale e di un libro sui meccanismi di gestione del territorio a Verona dal 1948 ad oggi. Già presidente della sezione veronese di Italia Nostra, già segretario regionale del Consiglio regionale di Italia Nostra, attuale delegato regionale alla commissione nazionale di pianificazione di Italia Nostra. Già assessore alla pianificazione del Comune di Verona negli anni 1992-93. Già presidente dell'Ordine degli Architetti di Verona. Attuale responsabile dell'osservatorio territoriale VeronaPolis. giorgio.massignan@massignan.com

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