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Il nostro è uno dei più attivi tra i paesi dell’Unione Europea nell’acquisto di terre all’estero, secondo soltanto all’Inghilterra. Ma quale Italia accaparra terra? Quella dell’alta finanza, delle banche, delle imprese assicurative, delle grandi utilities energetiche e dei giganti dell’abbigliamento.

Martedì 6 giugno alle 20.30 nella Sala Africa dei missionari comboniani di vicolo Pozzo 1 a Verona il sociologo venzuelano Edgar Serrano parlerà di Land Grabbing, accaparramento delle terre.

Negli ultimi anni la domanda globale di prodotti alimentari, energia e materie prime ha provocato ingenti investimenti nel settore agricolo. L’esistenza di paesi impoveriti con consistenti disponibilità di terra fertile ha attirato l’attenzione delle grandi multinazionali e di governi, desiderosi di garantirsi rifornimenti di alimenti e di carburante. Dal 2008, anno in cui è cominciato questo fenomeno, a oggi, nel continente africano sono stati espropriati decine di milioni di ettari di terreno da parte di investitori esteri. Una realtà che  ha comportato perdite di vite, di terreni e di mezzi di sussistenza per milioni di persone.

Dell’accaparramento delle terre, noto come land grabbing si sente parlare poco. L’idea è che sia un’esclusiva dei paesi occidentali, mentre è vero il contrario: anche economie emergenti, come Brasile, Cina o India stanno investendo pesantemente in terra arabile all’estero. E l’Italia? Il nostro è uno dei più attivi tra i paesi dell’Unione Europea nell’acquisto di terre all’estero, secondo soltanto all’Inghilterra. Ma quale Italia accaparra terra? Quella dell’alta finanza, delle banche, delle imprese assicurative, delle grandi utilities energetiche e dei giganti dell’abbigliamento. Realtà che si sono buttate nell’affare della terra, grazie anche agli incentivi e alle facilitazioni governative in materia di green economy.

Serrano è membro della Consulta nazionale per l’immigrazione e componente della commissione “Salute e Immigrazione” del ministero della Salute. Attualmente lavora come responsabile della Segreteria didattica della Sezione di Geografia dell’Università di Padova ed è Manager Didattico del master internazionale in Local development, consorziato con l’Università di KU Leuven (Belgio), l’Université Paris 1-Pantheon Sorbonne (Francia), l’Universidade Catolica Dom Bosco (Brasile), la Cairo University (Egitto) l’University of Johannesburg (Sudafrica) e l’Université de Ouagadougou (Burkina Faso).

L’incontro, promosso da Fondazione Nigrizia, Centro missionario diocesano, Combonifem e  Cestim, fa parte del ciclo I martedì del mondo. A moderare la serata sarà Gianni Ballarini, redattore del mensile Nigrizia. Con questo appuntamento si chiude il ciclo dei Martedì del mondo 2016/2017. Gli eventi riprenderanno dopo la pausa estiva, martedì 3 ottobre.

 

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