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gadoi della Val d'Illasi

 

Alla realizzazione della mostra hanno contribuito con IVRES – Società privata ex Originari di Pesina, rEsistenze, Auser, Coordinamento donne SPI, Ass. Antiche Contrade.

E’ dedicata allo storico e regista, Gianluigi Miele, l’iniziativa programmata per venerdì 19 maggio alle ore 16.00 nella sala Farinati della Biblioteca Civica, nell’ambito della mostra fotografica Sapienza popolare e tradizione. Il documentario L’uso popolare delle erbe selvatiche del Baldo, che verrà proiettato venerdì, è, purtroppo, l’ultima fatica di Gianluigi Miele, realizzata per la Società privata ex-Originari di Pesina – Documenta – Ivres.
Da questo ulteriore contributo prende spunto la mostra allestita alla Biblioteca Civica, come del resto le precedenti Filo, filò, storie di ricamatrici e Uno sguardo al passato, pensando al futuro.
Documentari e mostre; realizzati grazie alle disponibilità di tante persone: attraverso i loro ricordi e le loro testimonianze, confermano il valore di “raccogliere memoria per restituire storia” che è stato tra i più significativi insegnamenti di Gianluigi.

In venti pannelli si racconta la storia dell’uso popolare delle erbe selvatiche che le donne, con capacità creative e mani sapienti, trasformavano in mezzi e strumenti per la cura delle persone, della casa, delle malattie (anche quelle degli animali), dei giochi per i bambini; un vero e proprio sostegno ai redditi delle famiglie e di intere comunità.
Si racconta anche una storia poco conosciuta nel veronese: quella della lavorazione dei rizomi dei gadoi, gli iris selvatici che, in primavera, fioriscono spontaneamente, nei loro splendidi colori blu, bianchi, gialli, sulle nostre colline. Nella Val d’Illasi dall’inizio del secolo fino agli anni ’80 del novecento, si praticava la coltivazione, lavorazione e commercio dei rizomi di iris o giaggioli, chiamati gadoi o riossi che venivano raccolti in luglio, puliti lavati e lasciati poi ad essicare in lunghe file appese alle finestre delle case: Era questo il compito affidato alle donne che si ritrovavano nelle corti, e come nei filò, spesso insieme ai vecchi e ai bambini. I rizomi erano destinati all’industria profumifera; alimentare, farmaceutica.
Il documentario Iris, non solo un fiore, i gadoi della Val d’Illasi, prodotto da Ivres, con la regia di Riccardo Filippini, ne racconta la storia ed è stato presentato lunedì 15 maggio con la presenza del regista e del cantastorie Otello Perazzoli.

IVRES – Verona

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