BannerAmazonVeronain615x60

Una politica di gestione di bilancio volta solo a riscuotere consenso elettorale prima o poi arriva al capolinea: il pareggio di uscite certe grazie all’iscrizione di entrate incerte non potrà essere portata avanti ancora per molto tempo.

Come in tutte le campagne elettorali che si rispettino, anche a Verona, per le amministrative prossime, si è scatenata la gara dei programmi e delle promesse. Ma quasi tutti i candidati sorvolano su un fatto basilare: per attuare programmi impegnativi si vogliono le risorse finanziarie, i soldi insomma! Ma dai farfugliamenti verbali e contabili dell’assessore al Bilancio uscente si percepiscono invece solo preoccupazioni per il futuro della contabilità del Comune di Verona; nessuno parla dei derivati che il Comune detiene e che potrebbero rappresentare, vedere il caso Monte dei Paschi come esempio principe, una voragine non quantificabile.

C’è poi il capitolo Patto di Stabilità, dove il sindaco Flavio Tosi ha più volte rimarcato che nelle casse municipali ci sono oltre 100 milioni di euro, non spendibili a causa di questa tagliola; ma non spiega fino in fondo, perché se non sono spendibili non è colpa della sfortuna, ma dei debiti pregressi, che, prima o poi, devono essere saldati, non solo pareggiati a bilancio con voci aleatorie. Cosa sono queste poste di bilancio? Ad esempio gli oneri che i costruttori dovrebbero versare a fronte della monetizzazione delle opere compensative derivate dalla concessione quasi indiscriminata di licenze di costruzione; frutto delle due dozzine di varianti urbanistiche approvate da questa amministrazione. Ma la saturazione del mercato edilizio sta frenando l’utilizzo di queste licenze e quindi queste entrate son assolutamente incerte.

Passando poi, con un excursus forzatamente sommario, alla situazione delle varie aziende partecipate, abbiamo da mettere in conto il ripianamento delle perdite dell’aeroporto Catullo, oltre 30 milioni, quelle della Fondazione Arena, più di 40 milioni e i mutui insensatamente accesi da Agec per acquistare dal comune le farmacie; quest’ultimo uno splendido esempio di finanza creativa, come pure la cessione ad AGSM di AMIA, ovvero vendo cose mie a me stesso, per creare plusvalenze! Sempre con riguardo ad AGSM, se e quando andrà in porto la fusione con la consorella vicentina, diventerà poi difficile continuare nei prelievi degli utili che da sempre il Comune di Verona ha attuato nei confronti della azienda di sua proprietà, perlomeno non nelle modalità attuali.

Sarà anche impossibile continuare con la politica di sponsorizzazioni, utili per il consenso, ma inutili per scopi di business, che ha supplito alle carenze comunali in settori come lo sport ed il sociale. Discutibile poi l’utilizzo dell’Ars bonus per tappare i buchi della Fondazione Arena, una modalità tutta particolare di utilizzo di questo strumento. Senza contare che si è trattato di risorse sottratte ad una sana politica industriale di investimenti… e poi quali sono le reali aspettative degli spagnoli che avevano vinto la gara per il ripristino di Ca’ del Bue? Intenteranno una causa milionaria o si accontenteranno di una pacca sulle spalle?

Una politica di gestione di bilancio volta solo a riscuotere consenso elettorale prima o poi arriva al capolinea: il pareggio di uscite certe grazie all’iscrizione di entrate incerte non potrà essere portata avanti ancora per molto tempo.

Nel frattempo la Provincia si libera della sua partecipazione in A4, operazione che andava avanti da oltre quattro anni, ma Tosi non cede le quote detenute dal Comune, adducendo la giustificazione che lui le ritiene strategiche. Strategiche per quale scopo? La domanda è chiaramente retorica. A tutto questo possiamo anche aggiungere le molteplici cause giudiziarie in corso, per le quali, a fronte di pronunciamenti negativi, gli accantonamenti già predisposti saranno sicuramente insufficienti.

Conclusione: qualcuno ricorda il caso Parmalat? Era un’azienda apparentemente vivace, poi arrivò il momento della resa dei conti e ci volle la capacità e la sagacia di Enrico Bondi per salvare il salvabile. Per Verona come assessore al Bilancio avremo bisogno di una persona di quella levatura. Altro che programmi faraonici!

Lorenzo Dalai

Lorenzo Dalai

L'autore: Lorenzo Dalai

Lorenzo Dalai è nato a Verona il 14 ottobre del 1952. Si è laureato in filosofia nel 1976, è sposato con Marilisa e ha tre figli. E' stato responsabile dell’organizzazione aziendale di una catena di supermercati. Consigliere provinciale dal 2009 al 2014. Dal 1980 al 1988 Consigliere nazionale della Federazione Italiana Canoa Kayak, dal 2006 al 2007 Consigliere d’amministrazione di AMIA Verona Spa, dal 2008 al 2011 Consigliere d’amministrazione di AMT Verona Spa. Attualmente Consigliere comunale ad Erbezzo. mailto:lorenzo.dalai@gmail.com

commenti (0)

*

Il tuo indirizzo mail non verrà pubblicato

Puoi usare questi tag HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>