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Secondo incontro, di quattro, a cura di Filippo Bricolo, Nicola Brunelli e Alba di Lieto, con la partecipazione del Comune di Verona e dellOrdine degli Architetti scaligeri, che fa parte del programma della rassegna “Mantovarchitettura 2017, sede di Verona, con lillustrazione dei lavori dellarchitetto scozzese Richard Murphy affermato progettista ed autore del primo straordinario libro in inglese sul Museo di Castelvecchio, oggi in ristampa in una versione ampliata.

Eideion. Sala piena, affollata, tanti studenti di architettura, pochi colleghi, peccato. Le occasioni per continuare a imparare, ad ascoltare, non sono mai abbastanza, soprattutto in un mestiere che è contaminazione necessaria e continua, non coglierle è sempre un peccato. Eun tuffo nel passato, quello dei libri di architettura, spesso grandi e pesanti, pieni di foto e disegni da interpretare, come imparare una nuova lingua, quella della bellezze di cose luoghi e persone. Architettura.

E parla in italiano Murphy, scusandosi, come io vorrei parlare inglese. Scozzese. Ormai veronese dadozione, da quando nel 1982 fu folgorato dal restauro di Castelvecchio per mano, mente e cuore di Carlo Scarpa: qualche anno dopo piantò una tenda nel cortile del Castello e si prestò gratuitamente a rilevare gli allestimenti del Maestro, regalando oggi quei rilievi al Museo stesso. Larchitettura è atto damore, per sempre, lascia il segno.

Per Murphy il segno che si ritrova nelle sue architetture è quello di Scarpa, che ha rielaborato con occhi e sguardi nuovi, quelli di una linea netta tra luce e ombra, sporgenze e rientranze, antico e moderno, segni che non tradiscono appartenenza ed identità, e quel senso di utile al bene comune che ha larchitettura come segno distintivo. Luoghi.

Un podi Verona in quella Scozia che gli è madre: scozia” è anche lelemento concavo della base della colonna di ordine ionico e corinzio, viene da “scotum” buio, lombra che si crea nella convessità dellincavo. Quella linea netta tra luce e buio che caratterizza il paesaggio della Scozia, larchitettura di Murphy. Corrispondenze.

E nel costruire lì davanti a noi, con le parole, al posto di ideadice eideion. Resto folgorata anchio.

L’etimologia della parola idea è da ricondursi al greco antico e precisamente nella radice –ἶδ (-id) che ritroviamo nella forma verbale ε-ἶδ-ον (eidon), aoristo del verbo ὁράω (orao). Vedere.

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Scarpa diceva vedere per guardare.

Il concetto di idea è strettamente legato a quello di visione, di immagine, di rappresentazione mentale che può corrispondere ad un oggetto o ad una realtà esteriore, può essere anticipatrice, avere lintuizione di una realtà esteriore o può essere di pura fantasia. Parola che ha il senso del vedere, per guardare perché è conoscere, sapere. In tutti i casi, lidea è espressione di quella straordinaria capacità umana di pensare, e di esserne coscienti. Così, quando lidea si manifesta diventa disegno, architettura.

Così larchitetto ha bisogno di luce e di ombra per guardare, di parole che cambiano di continuo per produrre nel tempo, come la storia. Così larchitettura è natura.

Quella fatta di innesti, di potature e di corrispondenze tra luno e il tutto, che è il segno distintivo di Richard Murphy, un linguaggio dellabitare che è sempre un sistema aperto, di scambio, sociale, sempre attiene alluomo, alla semplicità ed alla ricchezza delle forme primarie in cui si scompone la complessità del vivere. Emozioni.

Così, la bellezza è ritorno alle origini, le proprie, la mia di studentessa di architettura con tanti sogni necessari nelle mani; così, le parole di Murphy sono state un ritorno agli antichi dei, o meglio ideali, quel eideion“, verbo greco per vedere, guardare, conoscere, migliorare e migliorarsi; Platone prima, Murphy dopo, nel mezzo Carlo Scarpa.

Prossimo appuntamento, sabato 20 maggio con larchitetto Guillermo Vazquez Consuegra, andare per vedere, vedere per credere.

Daniela Cavallo

Daniela Cavallo

L'autore: Daniela Cavallo

Daniela Cavallo è libera professionista dal 1997 e titolare, insieme all’architetto Damiano Castelli, dello StudioLineaCurvArchitetti. Dal 2010 è Professore a contratto di Marketing Territoriale all’Università di Verona, facoltà di Economia. Ha scritto saggi, articoli e cataloghi; collabora con riviste di settore, partecipa come relatore a convegni per la “contaminazione” dell’architettura e del territorio nel sistema Impresa. arch.dcavallo@alice.it

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