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Orietta Salemi, Michele Bertucco

Orietta Salemi o Michele Bertucco? Le loro traiettorie politiche generali si sono negli ultimi tempi divaricate e le loro caratteristiche personali sono assai diverse. Tuttavia, la mia opinione è che sarebbero, entrambi, ottimi amministratori per Verona: onesti, competenti, determinati. Lo hanno dimostrato con il loro impegno nelle istituzioni, svolto nell’interesse dei cittadini. Hanno inoltre, entrambi, passione autentica per il proprio lavoro politico, come si vede dall’inizio di questa campagna elettorale.

Purtroppo, nei mesi scorsi i due raggruppamenti politici oggi da essi rappresentati non hanno avuto il coraggio di compiere, in modo unitario, un passo indietro, rinunciando ai rispettivi interessi di partito o di fazione interna al partito: ciò che avrebbe reso possibile – e certamente vincente – il percorso unitario che si stava profilando per Verona, attorno ad un candidato civico di eccezionale valore.

Non fermiamoci però a ciò che è stato o non è stato: non è il caso di farlo, non è il momento per farlo. Guardiamo invece avanti con coraggio e compiamo ogni sforzo per cambiare Verona. E per cambiarla, se possibile, oggi. Oggi, dunque, vi sono due ottimi candidati. Mi auguro che uno di essi giunga al ballottaggio. E mi auguro che, al ballottaggio, gli elettori di entrambi possano convergere, sulla base di un programma concreto e non ideologico, ma alternativo rispetto a quello di Tosi. I voti andranno chiesti a tutti i cittadini e tuti i cittadini andranno ascoltati.  Tuttavia, nessun apparentamento od accordo andrà raggiunto con i responsabili del degrado degli ultimi dieci anni.

L’11 giugno sarà dunque importante, prima di tutto, andare a votare. Poiché è venuta meno l’ipotesi di un candidato civico unitario, chi vuole cambiare Verona dovrà scegliere, fra Michele Bertucco e Orietta Salemi, il profilo che maggiormente lo convince o quello che ritiene abbia le maggiori probabilità di arrivare al ballottaggio.

Sarà altrettanto importante scegliere – attraverso le preferenze – candidati consiglieri che si siano dati sinceramente e apertamente da fare, negli ultimi mesi, in favore della proposta civica. Qualunque sia la scelta del candidato sindaco o della candidata sindaca, usiamo perciò bene le preferenze, per scegliere donne e uomini competenti ed aperti alla società civile. A Verona, le preferenze non sono mai state così importanti.

Comunque vadano le elezioni, infine, un progetto civico di alto profilo andrà presto riproposto, nell’interesse della nostra città. Non sarà infatti possibile, nei prossimi cinque anni, governare Verona – né condurre un’opposizione efficace – senza un forte contributo della società civile, fuori dai riti dei partiti tradizionali. Un contributo di competenze, di conoscenza, di passione. Un progetto civico pieno di immaginazione e di azioni positive, capace di superare i vecchi schemi partitici, senza cadere nel populismo – carico di demagogia e di pseudoscienza – proposto dal partito dei CinqueStelle.

In questa prospettiva, proporrò nei prossimi mesi alla città, insieme con un gruppo di amici, un percorso volto alla raccolta delle firme per l’indizione di una serie di referendum locali consultivi. Per costringere la politica locale, chiunque sarà la nuova Sindaca o il nuovo Sindaco, ad occuparsi di tematiche da troppo tempo rinviate. E per rendere impegnativa – su argomenti precisi, concreti e relativi solo alla nostra città – l’opinione dei cittadini.

In un prossimo articolo metterò a confronto alcuni aspetti dei programmi elettorali di Orietta Salemi e Michele Bertucco.  Evidenzierò i profili sui quali mi sembra che i loro due diversi programmi siano carenti o evasivi, augurandomi che, da qui all’11 giugno, vi siano il tempo e le occasioni per spiegare meglio e per chiarire. Nell’interesse degli elettori.

PS: Perché mi occupo solo di Michele Bertucco e di Orietta Salemi? E’ semplice. La lista Tosi e i suoi alleati sono i principali responsabili del degrado in cui Verona è precipitata negli ultimi anni. Sboarina e Croce non sono credibili quando, dopo aver appoggiato la cementificazione della città progettata dalla prima Giunta Tosi, fingono oggi di comportarsi da ambientalisti. Il primo ha inoltre l’appoggio di Salvini, impresentabile. I CinqueStelle strizzano l’occhio agli elettori che si nutrono – su aspetti assai diversi – di pregiudizi e di pseudoscienza, e questo è inaccettabile. Gli altri, non contano.

Luciano Butti

L'autore: Luciano Butti

Luciano si è sempre occupato, per lavoro, dei rapporti fra leggi, scienza e ambiente. Insegna diritto internazionale dell'ambiente all'Università di Padova. Recentemente, ha svolto un lungo periodo di ricerca presso l'Università di Cambridge, dove ha studiato i problemi che avremo nel disciplinare per legge le applicazioni dell'intelligenza artificiale (in particolare, le auto elettriche a guida autonoma). Ama la bicicletta, le attività all'aria aperta e la meditazione. luciano.butti1@tin.it

Commenti (3)

  • Marcello

    Messa così la risposta sarebbe obbligata: premiare una parte politica (Pd), proprio quella che da subito ha voluto prendere e rendere pubblica la distanza dal suo ex capogruppo in Comune (Bertucco). Parlare di sforzo unitario per loro mi pare eufemistico. Trovo giusto comunque scegliere al ballottaggio il male minore tra le due forze che lo raggiungeranno, ma non escluderei a priori il 5stelle come hai fatto con motivazioni discutibili.

  • Giulia Cortella

    Per discutere del rapporto tra politica e cultura il 22 maggio alle 20:30 si sono incontrati alla Società Letteraria di Verona i candidati a Sindaco delle prossime elezioni comunali. Così posso esprimere qui le mie osservazioni.
    Bisinella ha parlato di “sistema Verona”, una città meravigliosa che è completamente cambiata e si è trasformata in una grande città. Sia in Bisinella sia in Salemi si sono riscontrate qualità oratorie, un’apertura ai privati auspicata per entrambe, una gestione manageriale e di tecnici che possano sedersi al tavolo con l’amministrazione e possano sostenerla nel duro lavoro di governo di una città trasformata, ingigantita, almeno nella prospettiva della candidata di Tosi che auspica una crescita ancora maggiore con Ikea, plastica all’Arsenale, mentre un assessore alla cultura non sarebbe poi così tanto necessario.
    Noi però, mentre parlavano, non riuscivamo a non domandarci se veramente Verona aveva questo bisogno di crescere, se pensiamo solo che, nella percezione della gente, dei cittadini comuni, questo gigantismo produce maggiore difficoltà di vivere una città sempre più turistica, massificata, e con pochi se non nulli spazi destinati alla ricreazione, sia per gli anziani, che sono circa il 25% della popolazione, che per i giovani, in cui cresce il numero dei suicidi e dei tentati suicidi o del consumo di droga; una città in cui le famiglie spingono carrozzine nello smog con lunghe file di auto inquinanti triplicate nel numero, visti gli accessi ai parcheggi creati fin nel cuore più antico e intimo della città. Esemplare quello costruito a dieci metri dal Sacello del V sec. d. C. delle Sante Teuteria e Tosca sulla via Postumia, attuale Corso Cavour. Tale scelta ha inibito la pedonalizzazione del centro cittadino che statistiche dimostrano avrebbe favorito un maggior numero di visite turistiche, benessere, qualità di vita e soprattutto dell’aria. È prevalsa la cultura della pigrizia, del traffico, del rumore, dell’inquinamento, della movida, del turismo di massa, della scomparsa dei piccoli negozi a favore di quelli delle grandi multinazionali e quello della omologazione culturale.
    Certo occorre considerare il punto di vista dello sguardo sulla città che, ad esempio, le due candidate hanno espresso con pertinenza, usando però quel politichese corretto che è risuonato asettico e scollato dalle esigenze del cittadino veronese. E così abbiamo dovuto sentire Salemi che pensa ad una cultura dello spettacolo dal vivo per approdare ad un city cultural manager, per usare termini inglesi alla moda. Per Salemi occorre promuovere il brand Verona nel mondo: per promuovere sapere e sapore pensa ad una Fondazione culturale che si muova anche puntando sulla veronesità con l’allestimento di mostre come quelle dedicate a Mantegna e a Paolo Veronese, contro il concepimento delle grandi mostre che per l’IRES cannibalizzano tutte le risorse, senza lasciare vera ricchezza alla città.
    Bertucco invece ha ricordato l’elemento forse più potente culturalmente oggi della città ed è la sua cinta muraria per cui l’Unesco ha deciso di considerare Verona Patrimonio dell’Umanità: un parco delle mura approvato nel 2007 e mai realizzato e che deve essere la priorità per Bertucco (prima che, come accaduto per i Magazzini Generali, il piano venga forse smantellato e perduto, diciamo noi).
    Siccome Bisinella e Salemi parlavano con la stessa educata maniera di programmi e programmoni ma poi si sente dire charamente che in caso di ballottaggio il PD voterà Bisinella non ho capito perchè non si possa parlare chiaro e dire che, tra i due, Bertucco vale, nella prospettiva auspicata di discontinuità totale col passato, tre volte tanto Salemi.

  • Marco

    Le parole sono pietre: il Pd di Verona si definì con l’espressione “siamo alternativi, ma non oppositivi all’amministrazione Tosi” ; oppure le parole di Renzi, che definì Tosi ” capace e competente”.
    Onestamente è possibile credere che il Pd e la sua candidata, vicina alla segreteria nazionale, possano essere discontinui a Tosi e alla sua amministrazione, quando la parola opposizione appare una bestemmia, e il proprio segretario definisce, un buon sindaco l’autore del degrado della città?

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