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Istituto assistenza anziani

La denuncia di CGIL, CISL e UIL  che chiedono alla politica la nomina di un nuovo Consiglio d’Amministrazione, per riorganizzare in modo sostanziale tutte le funzioni.

«Mancanza assoluta di informazione, accessi agli atti negati su temi rilevanti, noncuranza degli obblighi contrattuali come la sottoscrizione di un Contratto aziendale, atti unilaterali, mancate risposte sull’utilizzo delle risorse, relazioni sindacali azzerate,  assenza di regolamenti obbligatori per la PA come ad esempio quello per l’assegnazione delle case in affitto di proprietà». Questo è il quadro dell’Istituto Assistenza Anziani evidenziato in una conferenza stampa congiunta, tenutasi presso la sede provinciale della CGIL, rappresentata da Sonia Todesco, unitamente a CISL, con Giuseppe Dotti e UIL, con Daniela Prencipe; presente anche la coordinatrice della RSU, Antonella Morando.

La situazione è stata definita come «un misto gestionale tra incapacità, incuranza e fastidio per la trasparenza», tema sul quale i Sindacati Confederali da oltre un anno chiedono «di far luce sui compensi elargiti in modo quantomeno discutibile, sulle posizioni di alcuni dirigenti pagati per la copertura di Posizioni Organizzative in modo retroattivo o l’utilizzo indebito delle risorse collegate alla ex Legge Merloni: migliaia di euro erogati senza informativa sindacale e senza atti trasparenti e perciò non verificabili».

Le Organizzazioni Sindacali, temono che in questa situazione (sul sito aziendale manca la pubblicazione di tutta la contrattazione integrativa) i più esposti siano i lavoratori ed è per questo che più volte hanno scritto che declinano ogni responsabilità della mancanza di un contratto normativo che regoli riconoscimenti, indennità, obblighi. Durante l’incontro con la stampa è stato spiegato che «non esiste un regolamento che disciplini l’assegnazione degli alloggi in affitto di proprietà dell’Istituto, al quale appartiene un ingente patrimonio immobiliare. Sul sito esiste si l’elenco degli immobili locati e gli importi dei corrispettivi di affitto, ma senza alcuna possibilità di verificare la congruità delle assegnazioni e dei valori riscossi».

A far precipitare la situazione è stata l’approvazione del regolamento sull’orario di lavoro, secondo i sindacati «effettuata con atto unilaterale, con il quale si dispongono norme sia contrarie alla legge che difformi dalla contrattualistica di settore come ad esempio la possibilità per le Posizioni Organizzative di lavorare meno delle 36 ore e coprire il debito orario con lo straordinario, modalità assolutamente in contrasto con le normative attuali».

Per CGIL, CISL e UIL la richiesta di restituzione del corrispettivo delle festività infrasettimanali percepito dai lavoratori turnisti negli ultimi dieci anni «ha contribuito ad esacerbare una situazione conflittuale dove Presidenza, Consiglio d’Amministrazione e Direzione nulla hanno fatto per cercare una soluzione a problemi ormai incancreniti. Su indicazione della Corte dei Conti ora arriverà una richiesta di restituzione del controvalore di oltre 600 ore per i circa 350 lavoratori, dopo sette anni di assenza di rinnovo contrattuale, nei confronti di dipendenti il cui stipendio medio ammonta a circa 1100 euro mensili. Su questo tema è stata preannunciata opposizione in tutte le sedi giuridiche».

I Sindacati chiedono in sostanza che la politica cittadina intervenga in modo deciso ed autorevole, nominando un nuovo Consiglio d’Amministrazione, che provveda a riorganizzare in modo sostanziale tutte le funzioni, quindi «un management capace e professionalmente adeguato che sappia ridare entusiasmo a lavoratori fino ad oggi mortificati sia dal punto di vista economico che professionale. Si chiede in sostanza di dare un futuro ad un Ente che per numero di addetti e posti letto rappresenta la struttura per anziani più importante della provincia di Verona».

Per difendere questo patrimonio di tutti i veronesi, i sindacati di categoria hanno preannunciato una serie di iniziative che verranno messe a punto ed attuate nei prossimi giorni.

Lorenzo Dalai

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