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Sebbene manchino i bilanci degli ultimi due anni, i dati disponibili per il Comune di Verona permettono di dare una prima valutazione delle linee guida della scelte di bilancio dell’amministrazione Tosi.

E’ ormai tempo di elezioni comunali a Verona e quindi, prima di farsi travolgere dai fuochi d’artificio della campagna elettorale, cerchiamo di far parlare i numeri e di fare una piccola e non esaustiva analisi dei bilanci della municipalità scaligera degli ultimi anni.

Se andiamo a leggere i dati di bilancio del capoluogo veronese (fonte openpolis, openbilanci) degli anni tra il 2007 ed il 2014, confrontati con un campione di altre dieci città tra i 200.000 ed i 500.000 abitanti, si possono individuare alcune interessanti dinamiche finanziarie qui di seguito elencate:

– Il comune ha aumentato la propria autonomia finanziaria dai trasferimenti statali dal 2010 in poi fino ad arrivare all’87% nel 2014, collocandosi in una posizione intermedia nella classifica dei comuni del campione di riferimento.

– L’indebitamento è calato costantemente dal 2007, anche grazie ad operazioni straordinarie di alienazione mentre il costo dell’indebitamento è rimasto piuttosto piatto, tra il 4% e il 5%, nonostante lo scenario favorevole di tassi discendenti degli ultimi anni.

– La capacità di pagare i fornitori e l’affidabilità dei crediti vantati dal Comune sono aumentati significativamente dal 2009 al 2014 ed anche l’equilibrio della parte corrente mette a segno la migliore performance tra le città delle medesime dimensioni nel 2014, nonostante permanga un problema di spese fisse per personale e prestiti piuttosto elevate.

– Gli investimenti sono calati dal 33% del 2007 al 10% del 2014 come d’altra parte testimoniato dal largo uso del project financing e di forme di finanziamento del capitale privato.

– Se entriamo nel dettaglio delle singole voci di bilancio notiamo tra le entrate un considerevole aumento tra il 2010 ed il 2014 dei tributi vari, delle tasse sugli immobili e sui servizi offerti (rifiuti, etc,).
Sono sostanzialmente stabili tra il 2008 ed il 2014 anche gli incassi provenienti da Polizia municipale (sanzioni, multe, etc.), Istruzione (rette asili nido..etc) e Cultura, tutte sopra la media dei comuni di confronto.
In aumento è anche l’utile attinto dalle partecipate, che raggiunge il suo picco nel 2009 per poi scendere gradualmente ma mantenedosi sempre sopra la media degli altri comuni campione.
Stesso percorso di crescita è stato seguito dagli incassi da alienazioni di immobili, dagli incassi per permessi di costruire e dai trasferimenti dai privati.
La performance totale delle entrate risulta nel periodo piatta e generalmente inferiore alla media dei comuni di confronto.

– Sul fronte delle spese il Comune è stato capace di ridurre le proprie spese di amministrazione da 340 a 309 euro procapite nel periodo.
Le spese per il sociale sono calate da 218 a 171 euro procapite nel 2013 per risalire a 203 nel 2014.
Le spese per la cultura sono calate costantemente dal 2008 al 2013 con un lieve rialzo nel 2014 mentre le spese per la Polizia locale sono rimaste stabili e costantemente sotto la media.
Tra i costi rilevanti sono da segnalare i rimborsi dei prestiti obbligazionari in crescita fino a 25 milioni di euro nel 2014, con un valore procapite cinque volte superiori a quello della media dei comuni di confronto.
Le spese per trasporto e viabilità hanno avuto un netto calo sotto la media nel 2014 come le spese per territorio ed ambiente (verde pubblico, etc.).

Sebbene manchino i bilanci degli ultimi due anni, i dati disponibili permettono di dare una prima valutazione delle linee guida della scelte di bilancio dell’amministrazione Tosi.
Di fronte ad un calo sistemico dei trasferimenti statali e ad una crisi prolungata che ha contratto le entrate fiscali, l’amministrazione scaligera ha deciso di ridimensionare il perimetro di azione comunale esternalizzando diverse attività e tagliando sia gli eccessivi costi della macchina amministrativa municipale sia le spese per cultura/sponsorizzazioni, per il sociale e per le attività sportive.

Sul lato delle entrate il Comune ha sfruttato appieno i margini di tassazione consentiti per addizionali e tasse su persone ed immobili ed è ricorso all’alienazione di diversi immobili di proprietà (vedasi Palazzo Forti, etc.) attingendo appieno ed al limite della buona ratio gestionale nelll’utile prelevato dalle società partecipate, AGSM in primis.

L’implementazione di una siffatta politica di contenimento dei costi ha consentito di correggere conti non proprio in ordine ma ha costretto il Comune a delegare ai privati diverse funzioni caratteristiche dell’ente pubblico, rendendolo molto dipendente da flussi di cassa non costanti e stabili come gli incassi da vendite o da permessi di costruzione.

E’ auspicabile che il nuovo sindaco di Verona sia in grado di mantenere l’equilibrio finanziario accompagnandolo ad un piano di gestione della città più attento agli aspetti qualitativi dell’offerta dei servizi municipali ed ad un piano di sviluppo piu’ atto ad attrarre persone ed attività ad alto valore aggiunto.

Una migliore capacità di attrazione di finanziamenti europei ed italiani attraverso la proposta di progetti credibili e professionali e la capacità di creare un business environment favorevole all’attrazione di nuove start-up sono alcune delle leve da utilizzare per aumentare il gettito da tassazione del reddito ed immobile e diminuire la dipendenza dallo sviluppo basato sulla terziarizzazione.

Credo che aprire una discussione seria e puntuale sulle future politiche di bilancio del comune dei prossimi candidati sindaci sia un utile punto di partenza per valutare nel concreto la fattibilità di tutte le proposte e le promesse che verranno profuse in campagna elettorale.

Martino Franceschi

Martino Franceschi

L'autore: Martino Franceschi

Martino Franceschi nasce nel 1972 a Valdagno (Vicenza). Dopo la maturità classica, nel 1988, si laurea in Economia e Commercio e, dopo diverse e disparate esperienze professionali si trasferisce definitivamente a Verona dove lavora come Export Area Manager di una nota azienda nel settore dei marmi. Praticante di sport (mtb, nuoto, sci, montagna), di buone letture e cinema, per tradizione familiare e per formazione culturale si interessa ai temi politici-economici. martino.franceschi@teletu.it

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