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Un sigillo del 1474 attribuisce a San Zeno il ruolo di patrono di una Gerusalemme in riva all’Adige, che oggi è tornata alla luce grazie a 250 volontari. Intervista con Paola Tessitore, responsabile e coordinatrice del progetto, che fa un resoconto dei primi mesi di attività.

– Dalla inaugurazione del 25 novembre scorso, con la presenza di Philippe Daverio, sono passati 5 mesi, possiamo tracciare un  primo bilancio di questa iniziativa?

«Questi 5 mesi sono volati ed il successo è stato eccezionale e ben oltre le nostre aspettative. Protagonisti assoluti di questo grande risultato sono i nostri volontari senza i quali non ci sarebbe Verona Minor Hierusalem, fondamentali nella custodia e nella accoglienza dei visitatori nelle cinque chiese dell’itinerario, dal giovedì alla domenica con orario continuato dalle 10 alle 17.30. Ma insieme a loro anche i cittadini veronesi che hanno apprezzato l’iniziativa e risposto magnificamente».

Paola Tessitore
Paola Tessitore

– Perché Verona Minor Hierusalem? Che rapporto c’è tra Verona e Gerusalemme?

«In epoca medioevale i viaggi erano onerosi e rischiosi e pochi potevano intraprendere un pellegrinaggio fino a Gerusalemme, e pertanto in molte città venivano costruite chiese o ribattezzati luoghi o manufatti perché ricordassero la Terra Santa. Ad attestare questo sacro vincolo è arrivato a noi il sigillo cittadino del 1474 su cui, attorno alla figura di San Zeno, leggiamo “patrono di Verona Minor Hierusalem”. Dunque un attestato assolutamente ufficiale che questo era l’appellativo dato alla nostra città».

– Ma Verona ha anche qualcosa in più…

«Si, secondo lo storico medievalista Franco Cardini, massimo esperto delle Gerusalemme di Italia, Verona è un caso estremamente interessante perché, oltre alle omonimie, presenta anche un assetto geomorfologico e urbanistico che lega tra loro alcune chiese come Santo Sepolcro (oggi Santa Toscana), Santa Maria di Nazaret, Santa Maria in Betlemme, Santa Trinità in Monte Oliveto e il Monte Calvario (oggi San Rocchetto), la Fontana del Ferro (come la Fonte nei pressi di Nazaret dove apparve l’Arcangelo Gabriele) o la Scala Santa che qui sale verso la chiesetta di Santa Maria di Betlemme… Una piccola Gerusalemme “in casa”, insomma».

– In questo senso, diventa anche chiaro perché sia stata proprio la Diocesi a promuovere il progetto Verona Minor Hierusalem

«Religione, arte e cultura si intrecciano profondamente nella storia veronese. Possiamo dire che il progetto Verona Minor Hierusalem è stata una felice e lungimirante intuizione di don Martino Signoretto, Vicario per la cultura, esperto biblista e di Terra Santa, che grazie alla collaborazione tra Diocesi di Verona e Banca Popolare di Verona – Banco BPM, ha voluto riportare alla luce questa “piccola città celeste”, mettendola a disposizione dei veronesi, innanzitutto, e dei turisti».

– Serve una prenotazione per la visita delle chiese?

«No, l’ingresso è libero e senza prenotazioni. I volontari accolgono i visitatori, illustrano l’iniziativa e forniscono il materiale informativo. Molti visitatori occasionali positivamente impressionati dall’intero percorso che comprende 5 chiese e dalla ricchezza dell’itinerario decidono di ritornare in modo più organizzato per completare il percorso».

Verona Minor Jerusalem
Verona Minor Jerusalem

– Qualche dato sulle visite…

«In 5 mesi Verona Minor Hierusalem ha accolto quasi 30 mila visitatori. Tante persone hanno visitato le chiese quando e come preferivano, magari richiedendo i materiali di approfondimento per costruirsi da soli una visita della chiesa. In costante aumento sono i turisti e i gruppi organizzati (gruppi parrocchiali, associazioni culturali e territoriali) con sempre maggiori richieste di compiere l’itinerario con guide turistiche professionali per poter apprezzare al meglio i capolavori nascosti».

– Quali sono state le chiese più gettonate?

«Delle cinque chiese quelle che risultano più visitate sono Santi Siro e Libera, anche perché raccoglie i visitatori del Teatro Romano e Santa Maria in Organo con le magnifiche tarsie di Fra Giovanni per troppo tempo celate alla vista. Seguono, nell’ordine, San Giorgio in Braida (già nota ai circuiti di visita turistica per la splendida pinacoteca e la tela del Veronese) e il gioiellino di San Giovanni in Valle, un pò isolato dalle strade più battute e inaccessibile alle visite fino a 5 mesi fa. Ultima chiesa, ma non per ricchezza artistica e storica, Santo Stefano, forse perché più “inserita” nel tessuto urbano e quindi data già per “acquisita” da molti veronesi. Fenomeno in particolare aumento, infine, il pellegrinaggio spirituale in parte promosso dal nostro progetto e in parte richiesto dalle parrocchie o associazioni religiose. Fino ad oggi più di mille persone hanno scelto e chiesto di fare un itinerario anche spirituale nella Verona Minor Hierusalem ed è una proposta a cui teniamo particolarmente e che curiamo con attenzione ed energia».

– Parliamo dei volontari: quanti sono e qual è il loro compito?

«Al momento possiamo contare su 250 volontari adulti, in maggioranza tra i 50 e i 70 anni, tutti provvisti di grande passione e molti con specifica formazione culturale e professionale, e oltre 200 studenti del 3° e 4° anno di 13 istituti Superiori (Liceo classico, scientifico, linguistico, artistico, e Istituto turistico, tecnico-informatico). Ai primi è stato chiesto l’impegno di 8 ore mensili, divise in 2 turni da 4 ore, da svolgere in una delle chiese dell’itinerario. A loro è stata data una formazione iniziale artistica e culturale ma anche tecnica e pratica per quanto riguarda sicurezza e accoglienza. Inoltre con cadenza mensile, vengono proposti appuntamenti di approfondimento con esperti o testimonianze preziose legate ai temi della Verona Minor Hierusalem, delle nostre chiese o delle nostre opere. Agli studenti l’offerta formativa è invece più contenuta ma di qualità e tale da prepararli all’accoglienza del visitatore e soprattutto fornire loro gli stimoli e il sostegno utile per il lavoro di approfondimento tematico che, parallelamente al servizio nelle chiese, svolgeranno con i loro tutor in classe. Senza i volontari la Verona Minor Hierusalem tornerebbe nell’oblio degli ultimi secoli. I volontari sono tutto, e sono anche i primi cittadini orgogliosi di questa città, danno molto al progetto ed a sentirli parlare con i visitatori si capisce che ricevono anche molto a livello di crescita e riscoperta della cultura e storia della propria città. Cogliamo l’occasione per lanciare un appello per altri volontari: don Martino Signoretto già sogna di aprire altri due itinerari e quindi.».

Verona Minor Jerusalem
Verona Minor Jerusalem

– Quindi una opportunità ed un trampolino di lancio per molti giovani…

«Si, ed è veramente interessante il coinvolgimento e mescolamento di diverse generazioni perché arricchisce la proposta della Verona Minor Hierusalem anche di vere opportunità. Studenti che affiancano professionisti che possono aiutarli nelle scelte future; universitari che trovano motivi di studio e prospettive di specializzazione personale; categorie o singole persone più vulnerabili che, attraverso, il servizio e la collaborazione reciproca e gratuita, possono trovare spazi diversi di espressione e magari di nuova esperienza».

– Com’è il rapporto con le guide turistiche, di competizione o di collaborazione?

«Fin dall’inizio le guide professioniste di Verona sono state invitate a conoscere il progetto e ad approfondire la storia e le testimonianze della tradizione legata alla Verona Minor Hierusalem. Molte di loro già portavano i propri gruppi in alcune delle chiese interessate dall’itinerario e quindi la collaborazione è sorta spontanea. Non potendo noi guidare le visite turistiche, a richiesta, coordiniamo e poi giriamo a loro i gruppi che desiderano una guida a pagamento. Il nostro supporto, infatti, non può che essere di accoglienza, sostegno, aiuto e custodia delle opere contenute nelle chiese».

– Verona quarta città d’arte dopo Roma, Venezia e Firenze, ma con un turismo “mordi e fuggi”, potrà Verona Minor Hierusalem migliorare quantità e qualità del turismo veronese?

«E’ vero, purtroppo i dati dei flussi turistici confermano che Verona è una tappa di passaggio con soggiorni molto brevi e limitati al giro del cuore della città con il massimo dell’originalità rappresentato dalla visita al balcone di Giulietta, che pare al momento tra le mete più gettonate al mondo! Comunque molti turisti stranieri visitando il Teatro Romano e scoprendo la chiesa dei Santi Siro e Libera incrociano la proposta-itinerario di Verona Minor Hierusalem, e, piacevolmente colpiti, sono poi attratti dall’intero percorso. L’itinerario di Verona Minor Hierusalem con i suoi autentici tesori va ad arricchire l’offerta culturale valorizzando al massimo il volto turistico della nostra città, dando quindi un contributo importante per trattenere i turisti un giorno in più a vantaggio di tutta l’economia della città».

Verona Minor Jerusalem
Verona Minor Jerusalem

– Qualche chicca o curiosità raccolta dai volontari…

«I volontari ci raccontano spesso di piccoli episodi vissuti con i visitatori: per esempio la coppia che, dopo 48 anni, è tornata commossa a San Giovanni in Valle dove era stato celebrato il loro matrimonio; o quei giovani che entrando a Santi Siro e Libera hanno finalmente ricollocato i racconti sentititi in famiglia di quando, fino ai primi del Novecento, tutto il Teatro Romano era coperto da un quartiere popolare fitto di case a ringhiera; di persone quasi colpite dalla “sindrome di Stendhal” che entrano nel coro o sacrestia di Santa Maria in Organo e ne rimangono abbacinati; o semplicemente che riscoprono il particolare del pavimento-labirinto di San Giorgio in Braida e rivalutano tutta la chiesa sempre stata per loro solo la parrocchia del quartiere».

– I prossimi eventi di Verona Minor Hierusalem?

«Ce ne sono molti, vorrei ricordare solo i due più importanti e imminenti: il 27 aprile alle 17,30 l’inaugurazione del restauro della sagrestia di Santa Maria in Organo con la Lectio Magistralis del prof. Antonio Paolucci, direttore emerito dei Musei Vaticani, e domenica 30 aprile a mezzogiorno, sempre a S. Maria in Organo, concerto d’organo (il più prezioso e antico della città) con il maestro Umberto Forni».

Claudio Toffalini

Verona Minor Jerusalem
Verona Minor Jerusalem

Claudio Toffalini

L'autore: Claudio Toffalini

Claudio Toffalini è nato a Verona nel 1954, diplomato al Ferraris e laureato a Padova in Ingegneria elettrotecnica. Sposato, due figli, ha lavorato alcuni anni a Milano e quindi a Verona in una azienda pubblica di servizi. Canta in un coro, amante delle camminate per le contrade della Lessinia, segue e studia tematiche sociali e di politica economica. toffa2006@libero.it

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