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Con un intervento molto utile e poco costoso basterà cancellare gli stalli blu e far così passare le biciclette lungo l’Adige tra San Giorgio e il Ponte Pietra, tra il marciapiede e i lecci.

In un articolo dello scorso 10 marzo su questo giornale avevamo segnalato le troppe incongruenze dei lavori in corso in Lungadige San Giorgio. Ad ogni modo si auspicava che almeno la tanto annunciata pista ciclabile congiungesse Ponte Garibaldi con Ponte Pietra sostituendo il parcheggio sotto i lecci con una bordura di arbusti con funzione di filtro.

Purtroppo il parcheggio è stato realizzato e la pista ciclabile è rimasta monca a metà percorso. Per fare cassa con qualche decina di stalli blu si è rinunciato a dare continuità all’unico percorso ciclabile possibile e naturale a Nord della città antica incentivando così il traffico automobilistico, il quale secondo The Economist è composto fino al 74% da guidatori che cercano un parcheggio. Si è data la preferenza invece ad un pericoloso parcheggio anziché alla salute e alla sicurezza di migliaia di persone che tutti i giorni qui camminano o vanno in bicicletta.

Gli amministratori di Verona dovrebbero visitare qualche città europea per rendersi conto di come potrebbe essere gestita la mobilità urbana. Ad esempio, a Barcellona, che ha un trasporto pubblico di eccellenza, lungo le avenidas i parcheggi sono inesistenti, o ridotti al minimo, e le piste ciclabili, spesso su ambedue i lati delle strade, sono parte di una vera rete ciclabile che congiunge i punti attrattori di pubblico. Barcellona è tra le prime città in Europa che ha creduto nella mobilità ciclabile, tanto che a Palazzo Macaja, il famoso edificio modernista dei primi anni del secolo scorso una donna in bicicletta appare scolpita nel capitello del portone di ingresso (vedi foto).

Il sistema della mobilità è un tema centrale perché ha implicazioni dirette sui cittadini, la loro salute e la loro possibilità di spostarsi in modo razionale e sicuro. Troppi errori sono stati fatti e troppo tempo si è perso per inseguire progetti superati e irrealizzabili. Il traforo è stato bocciato non solo dagli abitanti , ma anche dall’economia e dalla finanza e tuttavia altre scelte sono ancora in essere e continuano ad essere attuate con ostinazione. Dalla concentrazione di centri commerciali in aree già congestionate dal traffico ad un trasporto pubblico indegno della quarta città italiana più visitata; da un aeroporto che non è in grado di collegare nemmeno le principali città europee alla mancanza di percorsi ciclabili verso la ZAI o i siti monumentali-turistici.

Ma a sentire gli annunci dei candidati sindaci alle prossime elezioni comunali sembra che tutti abbiano in mente un diverso sistema della mobilità a Verona, con particolare attenzione allo sviluppo della rete ciclabile. Perfino i componenti dell’attuale maggioranza su questo tema sembrano sbilanciarsi. Il Consigliere Giorgio Pasetto, a margine dell’inaugurazione di Lungadige San Giorgio, si è accorto con disappunto dell’assenza della pista ciclabile (L’Arena, 06.04.2017) anche se è strano che abbia percepito questa mancanza non da poco solo a fine lavori. Ma è ancora più paradossale che il consigliere faccia parte della maggioranza che ha approvato il progetto di riqualificazione dell’area. Ci si chiede in quale modo è gestita la cosa pubblica in questa città se nemmeno chi approva i provvedimenti è a conoscenza della loro reale entità.

Tuttavia vedremo alla prova dei fatti se dopo l’undici di giugno le promesse e le buone intenzioni saranno concretizzate in interventi a favore dei cittadini. Per cominciare con un intervento poco costoso e molto utile basterà cancellare gli stalli blu in Lungadige San Giorgio e far passare le biciclette.

Alberto Ballestriero
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Alberto Ballestriero

L'autore: Alberto Ballestriero

Alberto Ballestriero. La campagna e il paesaggio sono una presenza costante nella sua vita. Ha lavorato come funzionario nella gestione di canali e opere agrarie presso uno dei più importanti Consorzi di Bonifica del Veneto. Dopo la qualifica nel settore del verde progetta parchi e giardini, alcuni dei quali pubblicati. E’ socio dell’AIAPP (Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio). Per diversi anni è stato responsabile del settore verde urbano della sezione veronese di Italia Nostra. Ha pubblicato il libro “Confini Connessioni Scenari – divagazioni di un giardiniere sul paesaggio” E’ socio fondatore dell’Osservatorio territoriale Verona Polis. ballestriero@gmail.com

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