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I valori etici a cui l’azienda s’ispira sono alla base del rapporto di fiducia con i clienti e l’insediamento dell’azienda svedese a Verona, in un’area già sotto stress dal punto di vista ambientale, pone degli interrogativi.

Il consumatore moderno non si limita solo all’acquisto di un prodotto, ma ricerca con sempre maggiore attenzione un’esperienza sensoriale ed emotiva ad esso collegata, che inevitabilmente comprende anche il modello di “comportamento produttivo” dell’impresa. Per fare un esempio: dichiararsi ecosostenibili e contestualmente utilizzare materie prime che derivano dalla controversa pesca dei cetacei per produrre cosmetici o dalla palma per produrre merendine, espone l’azienda ad un rischio di incoerenza che, una volta percepito dal cliente, probabilmente porterà a minarne la fidelizzazione.

In un contesto di mercato complesso e globalizzato come quello odierno, le scelte di marketing sono sempre più orientate al differenziarsi dagli altri produttori tramite strumenti che sempre meno usano politiche di prezzo e con sempre maggiore frequenza fidelizzano il cliente al loro marchio valorizzando campagne che coinvolgono e fidelizzano il cliente sul piano emozionale. Ikea, da sempre, dichiara la propria attenzione alla sostenibilità ambientale, mettendo al centro delle scelte industriali una forte vocazione ecologica che va dalla selezione delle materie prime al rispetto per l’ambiente con un’obiettivo: rendere migliore la vita dell’uomo.

sostenibilità Ikea

Oggi Ikea ha la grande opportunità di dimostrare la fedeltà ai propri valori e alla propria mission, aumentando ed espandendo la propria credibilità tra i propri clienti e sul mercato in generale, valutando la possibilità di ridefinire la location del suo prossimo insediamento a Verona, non più su un’area verde, di grande valore affettivo per i residenti, oltre che uno spazio di mitigazione per un quartiere, quello di Verona Sud, “martoriato” da una concentrazione esagerata di poli commerciali insieme alla Fiera, ma su area alternativa già urbanizzata e da riqualificare.

La sensibilità che dimostrerebbe nell’ascoltare le giuste rivendicazione di una cittadinanza esausta, soffocata da inquinamento atmosferico e traffico, porterebbe ad un riflesso mediatico estremamente positivo, non solo in ambito locale ma anche internazionale. Del resto, a fronte di una politica miope che non riesce ad andare oltre agli immediati oneri di compensazione, non possiamo che fare appello alla lungimiranza di gruppi industriali multinazionali illuminati, pionieri di una nuova percezione aziendale, ossia considerare il conseguimento degli utili non solo come massimizzazione del profitto ma come attività circolare che comprende il benessere dei propri dipendenti e un’economia sostenibile.

Invitiamo tutti coloro che sentono la responsabilità di sensibilizzare il colosso svedese su questo tema, ad inviare una mail ad Ikea (info@ikea.comrpit@ikea.com), nella quale si manifesta l’opportunità di identificare un’area alternativa alla Marangona per l’insediamento del nuovo magazzino.

Alessandro Gornati

Alessandro Gornati

L'autore: Alessandro Gornati

Alessandro Gornati è nato a Legnano (Mi) nel 1965. Dopo aver conseguito il diploma di Geometra si è dedicato all’azienda di famiglia nel settore della cosmesi professionale, di cui è amministratore unico, diventando Presidente della Società sul finire degli anni ’90. Oltre ad occuparsi di formulazione dei cosmetici di skin-care, la passione per le terapie olistiche ha portato Alessandro a conseguire un diploma di Naturopata alla scuola Riza psicosomatica di Milano. Per necessità aziendali nel 2010 si è laureato in Scienze della comunicazione e marketing. ale@emdsitaly.com

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