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L’idea era quella di una lista civica con un progetto di città, ma era importante il sostegno dei partiti per difendere e confermare il valore del programma quale collante per l’aggregazione. Non ho avuto né risposte né incoraggiamenti.

Da parecchio tempo, sia direttamente che indirettamente, mi vengono richieste spiegazioni da parte di tanti amici e non, sui motivi che mi hanno spinto ad interessarmi per la formazione di una lista politica che potesse tentare di vincere le elezioni amministrative per il Comune di Verona e sul perché non abbia voluto scendere direttamente in campo. Vorrei approfittarne anche per rispondere ad alcune ed a volte speciose dietrologie, che cercano di fornire spiegazioni assurde e soprattutto impossibili sul mio operato.

I dieci anni, dal 2007 al 2017, a mio parere, sono stati i peggiori per Verona e per i suoi abitanti e le tristi conseguenze economiche, sociali e culturali, saranno pagate da tutti noi nei prossimi anni. Per questo ho ritenuto e tutt’ora ritengo che ci sarebbe stato bisogno di un’Amministrazione composta da persone oneste e competenti, che non intendessero la politica come un trampolino per le proprie ambizioni personali, ma bensì come un servizio per la propria città; che non ricercassero privilegi, ma fossero preparate ai sacrifici ed alle incomprensioni che un buon amministratore deve saper sopportare. Ci sarebbe stato bisogno della Politica. La Politica con la P maiuscola; la Politica che ha come obiettivo il bene collettivo; la Politica che non si riduce ad una guerra tra bande per conquistare dei posti di potere; la Politica che crea idee, progetti ed anche sogni.

Ecco perché, per circa 18 mesi, ho tentato di proporre un metodo per formare una lista elettorale che tenesse conto di queste caratteristiche. Avevo ritenuto basilare ipotizzare un’idea di città, con un progetto ed un programma chiaro e definito per tentare di realizzarla. Un programma come vero e proprio aggregante per persone, gruppi e partiti che ne riconoscessero e ne condividessero i principi e i contenuti. Quindi, non aggregazioni che fossero la sommatoria di tanti simboli di partito e di numeri in percentuale, ma bensì di forze organizzate e di singoli individui che ne approvassero il metodo, il progetto, l’idea di città, forse di un sogno. Avevo chiesto ai partiti un atto di generosità nel fare un passo di lato per appoggiare questa vera lista civica. Un passo di lato, non di scomparire. I partiti avrebbero dovuto, anzi, esserne i garanti. Il loro ruolo sarebbe stato importante per difendere e confermare il valore del programma quale collante per l’aggregazione.

Purtroppo, da parte di molti “addetti” alla politica e dei partiti e/o organizzazioni politiche a cui facevo riferimento, non ho avuto né risposte e neppure incoraggiamenti, ma ho ricevuto o silenzi o sospetti o il dubbio su cui prodest i miei sforzi.

A quel punto, mancando l’appoggio delle forze politiche organizzate, il mio progetto non aveva più senso ed io non nutrivo e non nutro ambizioni individuali. Non ho mai creduto nelle lista personali, nelle liste ad personam, ma nell’aggregazione di tutti coloro, partiti, società civile e singoli individui, che condividono un metodo ed un’idea di città. Cercavo solo di ispirare e di partecipare alla formazione di una vera lista civica su base programmatica, che potesse tentare di “aggiustare” i danni di questi ultimi anni di amministrazione “tosiana”.

Ho provato, chi avrebbe dovuto appoggiarmi non ha ritenuto opportuno farlo, così sono tornato al mio solito impegno per la mia città. Forse sarà limitato alla testimonianza, all’ informazione, alla denuncia e alle proposte per una Verona diversa, ma questo è quello che ho fatto per oltre 45 anni e che continuerò a fare.

Giorgio Massignan
VeronaPolis

Commenti (2)

  • Domanda: qual è l’ “impegno per la città” di cui parla Massignan? Perché mi sembra che il suo unico impegno sia continuare a scrivere questo genere di editoriali che non portano da nessuna parte.
    Farsi i progettini da “esperto” di urbanistica e di paesaggio pensando di sapere che cosa vuole la gente è esattamente il genere di cose che ha portato la sinistra a questa situazione. Forse bisognerebbe farsi un bagno di umiltà e cominciare a parlare con le persone che non la pensano come noi. Sennò rimaniamo sempre i soliti 10 con 15 partiti diversi.

  • Giorgio Massignan

    Mi piacerebbe sapere anche il cognome di Francesco, altrimenti mi sembra di rispondere ad un fantasma, un signor Francesco X.
    E’ vero, ho scritto parecchi editoriali sulla mancata formazione di una lista civica; non so se serviranno, ma penso che forse faranno ragionare quelle persone che ne hanno impedito la sua realizzazione. A forza di insistere, magari tra cinque anni si potrà realizzare una vera lista civica. Inoltre, continuando a scrivere proposte per una Verona diversa, spero che sempre più persone ne possano venire a conoscenza e quindi valutarne i contenuti e discuterli. Ricordare quello che si sarebbe potuto fare e non si è fatto, non è arroganza, semmai tristezza, amarezza e spero che i risultati elettorali non aggiungano anche disfatta. Non ho mai creduto di avere la verità in tasca, ma ho solo cercato di modificare il vecchio metodo di fare politica, cercando di riunire ed aggregare sui contenuti e non sulle percentuali di voto, proprio perchè i veronesi, tutti, fossero più partecipi nella gestione, prima della lista e poi della città.
    Non so su quali dati si basi l’affermazione di Francesco X: “bisognerebbe farsi un bagno di umiltà e cominciare a parlare con le persone che non la pensano come noi”. L’ho sempre fatto, e proprio per questo sono stato accusato di parlare con la destra e di avere fatto accordi con Tosi. Anzi, il mio sforzo principale era ed è proprio quello di illustrare all’elettorato che ha votato Tosi, che una Verona diversa e migliore si può realizzare.
    Non mi sono limitato a scrivere, ma ho tentato di spiegare il mio progetto ai comitati, ai partiti, alle associazioni sociali e culturali ed anche a molte persone che certamente non la pensano come me. Ho sempre cercato l’aggregazione e non inclusione, che ritengo pericolosa per la democrazia, ed è forse di questo che qualcuno mi accusa.
    Ma considerato che siamo in un periodo preelettorale, forse il commento di Francesco X è finalizzato a cercare di ammantare di verginità qualche lista o qualche movimento che in realtà non sono nè per il metodo di formazione e neppure per i contenuti, delle vere aggregazioni civiche, libere dai soliti vecchi e/o nuovi vincoli della solita politica.

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