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E’ fondamentale che nella Verona di domani sulle strade meno intasate, nei parchi più estesi e meglio tenuti, nei quartieri più curati, sui mezzi di trasporto più frequentati, ci siano anche cittadini più sereni e consapevoli di non essere soli con i loro problemi.

Anche a Verona è partita la campagna per le amministrative 2017 e finalmente si conoscono con certezza i nomi dei candidati alla massima carica cittadina. Si cominciano ad intravvedere anche le linee fondamentali dei loro programmi che quest’anno sembrano dare un ruolo fondamentale alla cura dell’ambiente e alla cultura. Ad un primo confronto fra i candidati è emersa da parte di tutti una prospettiva comune tesa a riqualificare gli spazi cittadini, organizzare meglio la viabilità, limitare le cause dell’inquinamento, sviluppare le aree verdi urbane.

Se da un lato questo ci rasserena, perché pare che, chiunque vincerà, questi aspetti fondamentali per il benessere dei cittadini e la loro salute verranno salvaguardati, dall’altro ci si chiede su che base si potrà scegliere il proprio candidato, se hanno tanti tratti in comune (naturalmente, nel caso di persone che non abbiano seguito le vicende politiche degli ultimi anni. Chi se ne interessa sa benissimo chi si è veramente dato da fare per avere una città migliore).

Da parte mia, ritengo essenziale che un programma amministrativo contempli tante proposte per le fasce di cittadini più deboli, e sono tantissime. In questa ricostruzione urbana i pilastri sono le persone, che non solo usufruiscono di tutti i servizi cittadini ma possono anche avere le energie per moltiplicarli. Butto lì qualche idea a riguardo, senza la pretesa di esaurire l’argomento ma con lo scopo di sollevare l’attenzione di chi legge.

Lotta alla povertà. Negli ultimi anni è cresciuto il numero delle persone che per vari motivi non hanno un reddito sufficiente a garantire una vita serena a se stessi ed alla propria famiglia. Anche le cause della povertà sono cambiate. C’è chi ha perso il lavoro o non lo trova, chi si è separato e non ce la fa a pagare un secondo affitto; ci sono persone che si sono mangiate tutti i risparmi giocando, famiglie di migranti con un solo lavoratore poco pagato… L’amministrazione pubblica può contribuire, oltre che con le agevolazioni già in uso per chi si trova in situazioni critiche, mettendo a disposizione alloggi per chi non ha un posto dove dormire oppure creando posti di lavoro.

Lotta al gioco d’azzardo e all’alcolismo. A differenza di altre problematiche come il consumo di sostanze stupefacenti, un Comune qui può intervenire in modo efficace, negando l’apertura di nuovi locali per il gioco e nuove licenze per slot, incentivando la frequenza di locali no slot, vigilando sul rispetto delle leggi che vietano la vendita di alcolici ai minori e il loro consumo nei locali pubblici. Inoltre può proporre programmi di prevenzione alle scuole ed ai genitori e lavorare in rete con le associazioni del settore.

Giovani. La fascia d’età dei preadolescenti e degli adolescenti è fra le più sacrificate delle nostre città. Nei quartieri non ci sono luoghi di aggregazione e spesso non sanno dove passare il loro tempo libero coltivando interessi diversi dallo studio. Non ci sono luoghi dove fare musica, praticano poco sport perché le squadre delle varie discipline da un certo punto in poi lavorano soprattutto a livello agonistico. Lo sport però fa bene a tutti, sia dal punto di vista fisico che emotivo e relazionale, è un grande deterrente contro il rischio di comportamenti devianti e bisognerebbe dare ai giovani l’opportunità di praticarlo il più possibile. Sarebbe bello avere in ogni quartiere un centro polifunzionale dedicato ai ragazzi, alle loro attività, alla possibilità di ritrovarsi e progettare insieme, con un servizio psicopedagogico dedicato a questa delicatissima età. Qualcuno obietterà che queste cose costano ma abbiamo mai calcolato le enormi perdite che la nostra società subisce per l’abbandono scolastico di molti giovani, o per aiutarli ad uscire dall’incubo della tossicodipendenza o dell’alcol?

Anziani. Buona parte della popolazione veronese ha un’età elevata e spesso una pensione che a fatica copre il costo di vitto, alloggio, cure. Per loro sarebbero utili presidi medici di quartiere, per i controlli di routine (pressione, analisi del sangue) anche a domicilio, o per piccoli servizi come le iniezioni, e strutture per il tempo libero: ritrovi, orti di quartiere, sale dedicate; incontrarsi con gli altri e fare delle cose piacevoli insieme è importante ad ogni età. Inoltre, bisognerebbe sostenere quelle famiglie che si trovano a dover accudire degli anziani non autosufficienti, sacrificando per questo tutto il loro tempo libero ed a volte anche il lavoro.

Sicurezza delle donne e dei bambini. Appare ogni giorno più evidente il bisogno di aiutare e sostenere molte donne vittime di violenza e i loro figli, testimoni innocenti ma pur sempre a rischio. Ci sono centri anti violenza che si occupano di questi casi ma molto spesso i fondi loro destinati cambiano strada e le volontarie devono inventarsi mille progetti per andare avanti. Lasciar languire questi centri significa non avere a cuore la sicurezza di queste vittime della violenza perciò una buona amministrazione deve farsene carico e sostenerli mettendo nel contempo in atto un’adeguata opera di prevenzione.

L’elenco dei nodi del mondo sociale non finisce qui, si potrebbe parlare all’infinito di altri argomenti altrettanto importanti. C’è solo l’imbarazzo della scelta. E’ fondamentale però che nella nostra Verona futura sulle strade meno intasate, nei parchi più estesi e meglio tenuti, nei quartieri più curati, sui mezzi di trasporto più frequentati, ci siano anche cittadini più sereni e consapevoli di non essere soli con i loro problemi.

Paola Lorenzetti

Paola Lorenzetti

L'autore: Paola Lorenzetti

Paola Lorenzetti è insegnante alla scuola primaria, specializzata nell'insegnamento della lingua inglese, psicopedagogista. Ha conseguito il diploma Cedils per l'insegnamento dell'italiano all'estero e agli immigrati. Fa parte del Comitato Acqua Bene Comune col quale ha lavorato per la campagna referendaria a favore dell'acqua pubblica. Si occupa da molti anni dell'inclusione sociale dei nuovi cittadini veronesi – soprattutto delle donne – e di tematiche ambientali e sociali, come la prevenzione delle dipendenze, del disagio sociale e del bullismo. paola.lorenz@libero.it

Commenti (2)

  • Cara Paola, per queste riflessioni non si può non volerti bene. Ma sono riflessioni che riguardano persone come te, e non i candidati, che hanno altro da fare: trovare le alleanze giuste per raccattare quanti più voti possibili. E a parlare dei poveri ci si rimette sempre.

  • Paola Lorenzetti
    Paola Lorenzetti Rispondi

    E se ci sbagliassimo Mario? Se fossimo noi elettori che li abbiamo lasciati troppo fare, accontentandoci di qualche promessa ridicola e poco mantenuta e di innumerevoli rotonde e rotondine per compensare la distruzione del nostro territorio? Io sono stufa di pensare di essere ininfluente come persona nelle scelte che mi riguardano da vicino. Dovremmo tutti chiedere a voce forte che i nostri problemi vengano non dico risolti, ma che almeno ci si provi. Non ne posso più di vedere disastri che si potrebbero prevenire senza uno sforzo eccessivo. Ora dobbiamo chiedere forti impegni sociali da parte dei candidati e la nomina di persone competenti, e non di amici degli amici, nei posti di responsabilità. Addirittura dovremmo conoscere il nome di quelle persone prima delle elezioni, per vedere se sono affidabili o no. Tanti anziani, tanti giovani, tanti poveri, tante donne andranno a votare e hanno diritto di vedersi rappresentati.

commenti (2)

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