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elezioni comunali
Non so quante saranno le liste e le varie formazioni politiche, che troveremo nella scheda l’11 giugno, in occasione delle elezioni amministrative del comune di Verona. Potrebbero essere circa 25, come quelle delle precedenti amministrative del 6 e 7 maggio del 2012, o forse una in più: quella di Fare, la neo formazione del sindaco Tosi (oramai a fine mandato), con a capo una persona di sua stretta fiducia. In ogni caso le ritengo un numero esageratamente elevato, che confermano le diffuse tendenze verso modelli e schemi che rispondono più a presunzioni personali e/o di raggruppamenti, formati da soggetti che si ritengono rappresentativi di un sistema rispetto al quale la gente stenta ormai a riconoscersi.

Le circa 25 liste di partiti e formazioni, sinora emerse, si potrebbero classificare in quattro gruppi: uno di centro destra, uno di centro (?), uno di centro sinistra e di sinistra ed infine il movimento 5 stelle. Non ho la competenza ne la presunzione di voler anticipare giudizi o valutazioni, rispetto ai futuri scenari che potrebbero uscire dalle votazioni del prossimo 11 giugno. Tuttavia, credo di poter dire che ci si troverà a fare i conti con una situazione che potremo definire “tripolare”, in cui nessuno dei tre maggiori schieramenti sarà in grado di raggiungere una maggioranza al primo turno. Lo stesso, ritengo, vale per il movimento 5 stelle.

Voglio tuttavia azzardare un pronostico che ritengo possa delineare possibili esiti. E ciò guardando ai risultati del 2012 anche se nel frattempo sono successi fatti che, credo, potrebbero aver modificato alcuni equilibri o alleanze in sede locale, fra i quali: la rottura di Tosi con la Lega di Salvini e di Zaia che ha riposizionato molte situazioni ai vari livelli:nazionale, regionale e provinciale; l’uscita dei fratelli Giorgetti da AN con l’assunzione di ruoli di direzione in Forza Italia, determinando evidenti fratture all’interno di questo partito; la trasformazione del Nuovo Centro Destra di Alfano in un partito che vuole proporsi all’interno dell’area di governo; la formazione del nuovo movimento promossa dall’ex capogruppo del PD in comune di Verona, Michele Bertucco, ed infine l’incognita rappresentata dal movimento 5 stelle.

Ebbene, sulla base dei risultati del 2012, i tre maggiori raggruppamenti, con le loro rispettive liste civiche di appoggio, potrebbero ottenere ciascuno dal 23 al 30% dei consensi. E questo obbligherà l’elettorato a dover affrontare il secondo turno, con l’incognita della partecipazione al voto. Lo stesso ragionamento potrebbe valere per il movimento 5 stelle, il cui risultato potrebbe attestarsi attorno al 18-20%.

Personalmente ritengo che per ottenere un risultato capace di intercettare le necessità delle persone e, nello stesso tempo proporre una radicale cambiamento nella gestione del comune di Verona e delle sue aziende partecipate, un ruolo primario e determinante competa al Partito Democratico, con la candidata sindaco Orietta Salemi. In questo senso auspico che il 52,48% dei consensi da lei ottenuti con le primarie del PD dello scorso 2 aprile, possano rappresentare una concreta proposta ed indicazione per puntare ad un reale cambiamento del governo della municipalità e della comunità di Verona.

Giuseppe Braga

Commenti (4)

  • Buongiorno,
    Mi chiedo, voglio chiedere alla redazione e chiedo ai lettori come é possibile pubblicare un simile articolo privo di ogni ragionevole fondamento di serietà.
    Al di là degli auspici dell’autore per una vittoria PD già al primo turno, auspici che per quanto non condivisibili considero comprensibili, su quali basi, su quali fonti statistiche, su quali affidabili database o sondaggi si fonderebbero le previsioni di voto pubblicate sul vostro quotidiano online dall’ex sindacalista ora social opinionista Michele Braga? Come egli stesso afferma sulla base di risultati 2012? Quasi paradossale visto che sono passati 5 anni e anche a livello nazionale la situazione é profondamente cambiata.
    Tuttavia, non é mia intenzione avviare una discussione sulle percentuali di Michele Braga, bensì sulla infondatezza di tali percentuali dato che lo stesso, come sarebbe richiesto dall’etica di chi pretende di fare informazione pubblica, non cita né fonti né metodologie di acquisizione dei dati.
    Mi permetto di suggerire alla redazione maggiore attenzione in tal senso nel prossimo futuro.
    Buona giornata

  • Giuseppe Braga

    Sig, Diego, 1)- mi chiamo Giuseppe, come scritto a fine articolo, e non Michele; 2)- circa le fondamenta di serietà del mio punto di vista espresso nell’articolo, mi chiedo con quale sua presunzione si aroga il diritto di esprimere giudizi in ordine ai contenuto dell’articolo stesso; 3)- nelle nota, prima delle previsioni elettorali e con riferimento ai risultati del 2012 ho fatto riferimento a fatti successi da quella data, che senz’altro modificheranno gli scenari che usciranno l’11 giugno. Per quanto riguarda l’etica, ho sempre agito nel massimo rispetto di coloro che la pensano diversamento dal sottoscritto,(ad esempio come lei), come potranno confermare coloro che mi hanno conosciuto e che hanno lavorato con me. Tutto il resto sono opinioni sue. Solo opinioni.

  • Francesco Premi

    Diego, mi permetto di far notare che quella di Giuseppe Braga è una lettera, come specificato dalla grafica in alto a sx, non un articolo della redazione di Verona In. E come lettera, credo sia corretto che la redazione non metta naso nei contenuti, soprattutto perchè in tal modo lascia spazio anche a commenti di dissenso e confutazione delle tesi espresse, come il suo. Sulle opinioni, a ciascuno la sua.

  • Gentile sign. Giuseppe Braga, mi scuso per l’imprecisione sul suo nome.
    Tengo a precisare che non contesto le opinioni diverse dalle mie, ci mancherebbe, meritano almeno altrettanto rispetto. Quello che le contesto, ma mi sembrava di averlo chiarito già nel mio precedente intervento è l’affidabilità o almeno la fonte dei risultati dei sondaggi che si pubblicano. Le opinioni sono un’altra cosa!!!!!! Si basano su commenti/interpretazioni di dati forniti da fonti certe. Cosa questa che lei non ha fatto.
    La risposta della redazione mi lascia molto perplesso in riferimento al fatto di non effettuare alcun controllo sui contenuti delle lettere pubblicate. D’accordissimo sulla libertà di opinione, molto meno sul fatto di poter pubblicare dati di sondaggi dei quali non è riportata la fonte.
    Cordialità

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