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centri commerciali a Verona

 

L’ex Arsenale non è lontano da Castelvecchio. Mastino dovrà sempre scendere da cavallo, ma tra non molto a pochi metri potrà trovare quello di cui ha bisogno, ché sarà mercato anche lì.

Un altro centro commerciale ha aperto i suoi spazi a Verona Sud, una delle zone più martoriate dal traffico. Altri se ne prevedono nella stessa area e altrove in città e zone limitrofe, nell’eroico tentativo di stabilire un record mondiale: un centro commerciale, un iper o supermercato per ogni abitante.
Abbandonati i rari progetti per la costruzione di piste ciclabili, si stanno approntando percorsi, anche su tapis roulant, per i vari tipi di carrelli. I cittadini più abbienti pagando un adeguato canone potranno sperimentare tra non molto il piacevole brivido del teletrasporto bidirezionale: una app che smonterà le proprie molecole per ricomporle davanti agli scaffali del brand scelto o – viceversa – che ricombinerà a casa propria gli atomi dei prodotti scelti via smartphone. Pare che il prototipo in via di sperimentazione abbia fatto un po’ di casino innestando un trionfo di broccoli sull’inguine di una moldava, ma i progettisti tranquillizzano: la verdura era bio.
Il nostro sindaco, speranzoso di proseguire in qualche modo nell’epica impresa fruendo di un terzo mandato – magari more uxorio – continua ad affermare che quest’ultima apertura ha creato mille posti di lavoro, manco li avesse lui a libro paga. Qualcuno dovrebbe fargli notare che alcune ditte si sono spostate lì da altri centri commerciali (e quindi hanno solo trasferito lavoratori) e che ogni posto creato nella grande distribuzione è un punto vendita ucciso nei quartieri, causando difficoltà in particolare alla popolazione anziana, la desertificazione dei rapporti sociali, lo svilimento di livelli accettabili di vita sul territorio.
Contento lui…

Gianni Falcone

Gianni Falcone

L'autore: Gianni Falcone

Gianni Falcone, irpino trapiantato a Verona da oltre quarant’anni si diverte ad avvicinarsi alle cose con uno sguardo diverso e una matita, ricavandone vignette. Gli riesce meglio miscelare le due culture che lo attraversano esportando al sud Peara’ e Bardolino in cambio di Sopressate, Caciocavalli e Taurasi.
giannifalcone.vr@gmail.com

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