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Dopo “le molte piazze” e la riconquista del rapporto con il fiume Adige ecco alcune proposte per avvicinare i veronesi al patrimonio storico e culturale anche attraverso una diversa idea di mobilità.

Con il presente intervento continuano le proposte per la Verona che vogliamo e ci riferiamo in particolare a come si può rendere più bella e vivibile la nostra città.

Nei precedenti interventi abbiamo pubblicato il programma amministrativo elaborato da VeronAttiva, riguardante fra gli altri punti, la valorizzazione delle piazze: sette nuove piazza Bra, sette nuove via Mazzini e 20 piazze minori, altrettanto importanti, a Verona, soprattutto nei quartieri periferici (La città delle molte piazze di VeronaAttiva) e la riconquista di un rapporto perduto: quello tra Adige e cittadini veronesi, curando tre aree: quella di ingresso del fiume in città (Parona), che assume la fisionomia di una spiaggia del lago; quella in uscita dalla città (San Michele) che diventa luogo di incontro per gruppi di veronesi e visitatori; quella che attraversa la città, da ponte Pietra al Boschetto, con spazi di contatto diretto con il fiume (http://www.verona-in.it/2017/03/07/perche-ladige-torni-ad-essere-il-fiume-dei-veronesi/).

Il cento storico di Verona è quasi immutato da molto tempo. Bene per molti aspetti e male per altri, in quanto un tesoro va curato e protetto altrimenti è destinato al degrado e alla selezione tra spazi noti e visitati da molti e altri che restano ai margini, progressivamente ignorati da una popolazione distratta. Alcuni esempi. Le Boccare. Si tratta di una fortificazione militare di rara bellezza e di grande valore storico e architettonico, nei pressi di Santo Stefano. Quanti Veronesi conoscono questo tratto bello delle antiche fortificazioni? Altro esempio: Porta Palio. Tutti sappiamo della sua esistenza, ma quanti veronesi e turisti l’hanno visitata? Ripetiamo il Grazie alle persone che si sono impegnate per recuperare, ristrutturare e aprire questa porta, rendendo visitabili anche alcuni cunicoli sotterranei. Facendo il confronto con Porta Nuova, si nota immediatamente la cura che qualifica Porta Palio e l’abbandono di Porta Nuova.

VeronAttiva promuove il dialogo tra i Veronesi e la loro storia, andando a braccetto con i personaggi che hanno costruito la nostra città, in particolare, in un primo periodo, di Sammicheli. Bisogna prevedere percorsi e collegamenti pedonali e ciclabili tra centro storico, cinta murarie e quartieri periferici alla scoperta di Verona, anche della Verona sconosciuta, allo scopo di conoscere e amare quanto la storia ci ha consegnato e con lo scopo di rivitalizzare tutta la città, individuandone e recuperandone le bellezze. Bisogna illuminare e rendere fruibili, anche con eventi attraenti, le mura magistrali, i reperti archeologici, le porte monumentali (Nuova, Palio, Vescovo, San Zeno, San Giorgio, Borsari, …) e tutti i segni di bellezza, partendo da piazza Bra e andando in tutte le direzioni, con percorsi sicuri anche lungo le mura. Verona ha la fortuna di avere i Bastioni (sopraelevati) e i valli della cinta muraria, tutti da valorizzare con iniziative culturali, musicali, sportive. Parlare della “città bella” porta obbligatoriamente alla cura dell’arredo urbano, alla riprogettazione del verde come base della riqualificazione complessiva della città. Il recupero dell’area dello Scalo ferroviario ben si inserisce nel progetto di VeronAttiva, in una visione complessiva che porta a un circuito verde intorno alla città.

Per quanto riguarda i collegamenti pensiamo che sul modello di alcune città europee, nel tratto dell’Adige tra la diga di Chievo e quella del Pestrino si debba iniziare a studiare la possibilità di realizzare il trasporto su acqua, rendendo costante la portata del fiume. Battelli fluviali potrebbero collegare i due capolinea e i parcheggi scambiatori, serviti da mezzi pubblici sulle grandi direttrici e su punti di interesse (stazione FS, ospedale, …), intercettando importanti flussi di traffico, ad esempio dalla Valpolicella e dalla Lessinia, verso il centro storico e in attraversamento della città. Basso Acquar potrebbe essere il terminale dei flussi di traffico proveniente dalla Tangenziale Sud ed in corrispondenza di punti significativi (corte Molon, ospedale, ponti) si potrebbero prevedere stazioni di attracco, collegate anche con le ciclopedonali al servizio dei quartieri (navette e battelli predisposti al trasporto di biciclette). Il servizio potrà essere esercitato tutto l’anno ma, soprattutto, in estate, in corrispondenza delle spiagge urbane e delle attività che, secondo il nostro programma, graviteranno lungo il fiume.

Per i collegamenti ciclo pedonali bisognerà studiare e progettare una pista unificante, che proviene da Val d’Adige, Rivoli, Pescantina, Bussolengo e, attraverso La Sorte, arriva a Parona e prosegue, sulla sinistra Adige, verso la diga di Chievo, dove convergerà, in estate, il battello. Da qui la pista si potrà diramare a destra Adige, con le esistenti ciclabili lungo il canale Camuzzoni fino alla stazione di Porta Nuova, attraversando Chievo, Borgo Milano, forte Procolo, Stadio, per proseguire fino a Borgo Roma e Santa Lucia ed a sinistra Adige toccando il Parco Nord e raggiungendo l’ospedale di Borgo Trento, dove si potrà prevedere un’ulteriore diramazione verso Castelvecchio e il centro o, attraversando l’Adige a ponte Catena (magari con una passerella ciclabile), risalire lungo la cinta muraria, verso i giardini Raggio di Sole, ponte San Francesco, Boschetto, Porto San Pancrazio e Villa Buri. Da queste arterie si dovranno diramare le ciclabili di quartiere, con una rete di collegamenti protetti, rendendo conveniente, per tempo e costi, il muoversi in città in bicicletta o a piedi. Lungo il tragitto bisognerà prevedere aree di sosta e di ristoro, con fontanelle, ‘soccorso bici’ e spazi creativi.

Sono sogni di difficile realizzazione? Può essere, ma un buon Amministratore deve “sognare” una città nuova in un’ottica che va ben oltre quella del suo mandato.

Tito Brunelli e Alessandro Donadi
www.veronattiva.it

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