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campagna elettorale
Da tempo l’avvocato Michele Croce, già presidente AGEC nominato dal sindaco Tosi e, successivamente dallo stesso sfiduciato, conduce una sua legittima campagna propagandistica, puntando sui disagi e situazioni di degrado che, purtroppo esistono in talune strutture ed edifici di edilizia abitativa pubblica, gestita a Verona da AGEC e da ATER.
Queste sue iniziative hanno riscontrato l’attenzione da parte di alcuni inquilini di complessi residenziali, in particolare in alcune realtà abitative in borgo Roma, a Porta Palio-San Bernardino e in via Molise (ex case Mazzi), ottenendo larga visibilità anche da parte degli organi di informazione.
L’avvocato candidato sindaco Michele Croce, nel condurre questa sua battaglia, è arrivato persino a promettere che in caso di una sua affermazione alle prossime elezioni amministrative, metterà in vendita gli alloggi di pregio di proprietà del Comune e del settore patrimonio dell’amministrazione locale, gestiti dall’AGEC, per finanziare interventi (che riconosco necessari in diverse realtaà di manutenzione straordinaria delle case popolari.
A tale riguardo considero improponibile, demagogica e irrealizzabile questa ipotetica iniziativa, per specifiche ragioni, fra le quali:
1- questi alloggi sono pervenuti in proprietà al Comune di Verona a seguito di lasciti e donazioni testamentarie, legati a specifiche finalità istituzionali e stabilite con atti formali che ne contemplano le finalità. In particolare, il testamento olografo redatto di suo pugno, su “otto fogli sciolti di carta protocollo uso bollo rigati con 25 righe….occupandone facciate intere trenta e otto righe della trentesima…” , dal Dott. Prof. Gr. uff. Israele Achille Italo Forti, detto Achille, fu Arrigo, del 22 Agosto 1935 e pubblicato negli atti dal Notaio Dottor Luciano Scolari, in data 13 Febbraio 1937 (XV dell’era Fascista), al numero 4620 di Rep. e registrato a Verona il giorno 17 dello stesso mese, al numero 2813 vol. 219…”
2-Con questo atto il Prof. Forti, dopo aver disposto dei “Legati” e dei “Lasciti”, che hanno riguardato diverse decine di eredi e persone all’epoca al suo “servizio” ma anche Istituti Universitari, Biblioteche, Enti, Fondazione, ecc. ha disposto di suo pugno la “Istituzione d’erede” con la quale ha nominato erede universale”, per la parte restante dei suoi averi minuziosamente descritti (tantissimi cespiti, terreni, edifici ecc.) il Comune di Verona, con l’obbligo per la municipalità di affidare ad una apposita Fondazione la gestione di tutti i suoi (immensi) beni ed estesi patrimoni trasferiti in proprietà alla comunità veronese.
3-Analogamente, le medesime e simili destinazioni sono state quelle che hanno riguardato altre situazioni derivanti, ad esempio, dal Lascito Angelo Dall’Oca Bianca, dal Lascito Barbieri, oppure di alcuni beni del Lascito Frizzi, ma anche da numerose altre donazioni e lasciti, confluiti nel corso degli anni nei vari Istituti Civici di Pubblica Assistenza e Beneficenza (IPAB).
Ho ritenuto di dover precisare queste situazioni per evitare che tanta gente possa illudersi da facili promesse (irrealizzabili) elettorali che, troppo spesso, vengono utilizzate per ottenere consensi di tipo personale.
Purtroppo, il problema del fabbisogno e della manutenzione degli alloggi pubblici a Verona e nella sua provincia esiste realmente, ma, ritengo, non è questo il modo per affrontarlo!

Giuseppe Braga

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